Guarda la versione completa su YouTube: NEWSf1IT
La Ferrari F1 aveva una monoposto per lottare molto più in alto nel Mondiale 2026. È il giudizio netto di Guido Schittone, storico giornalista e telecronista della Formula 1, che nell’intervista esclusiva concessa a NewsF1 analizza la stagione della Scuderia di Maranello e punta il dito contro una gestione che, secondo lui, è costata punti pesantissimi.
Per Schittone il progetto SF-26 rappresenta un passo avanti importante rispetto agli ultimi anni, ma i risultati ottenuti non rispecchiano il potenziale mostrato in pista.
Schittone: «La Ferrari aveva una macchina da vertice»
Nel corso dell’intervista, Schittone promuove senza esitazioni il lavoro svolto sul fronte tecnico. Secondo il giornalista, la SF-26 è finalmente una Ferrari capace di competere con Mercedes e McLaren.

«Quest’anno Vasseur è riuscito a riportare la Ferrari dove doveva essere. La macchina buona quest’anno c’è.»
Un’affermazione che ribalta molte delle critiche rivolte alla Scuderia durante la stagione. Per Schittone, infatti, il problema principale non è la competitività della monoposto.
«Sono stati lasciati per strada troppi punti»
È qui che arriva la critica più dura.
Secondo Schittone, Ferrari non ha sfruttato il valore della SF-26 e ha perso occasioni importanti nel corso del campionato.
«Ci sono state occasioni in cui Ferrari avrebbe potuto lottare con Mercedes e McLaren e ha sprecato le possibilità per una cattiva gestione della corsa.»
Il riferimento è alle strategie, alla gestione delle qualifiche e alle decisioni prese durante i Gran Premi che, a suo giudizio, hanno impedito alla Ferrari di raccogliere tutto il potenziale della vettura.
Il muretto Ferrari finisce sotto accusa
Schittone torna su un tema ricorrente della sua analisi: il muretto.
Per il giornalista manca una figura capace di assumersi la responsabilità delle decisioni sportive durante il weekend.
«Manca alla Ferrari un uomo di raccordo tra la struttura e la gestione ai box delle qualifiche, della gara, dell’evento.»
Non parla di rivoluzione tecnica, ma di organizzazione.
Secondo Schittone, Ferrari ha bisogno di una persona che decida immediatamente quando intervenire sulle strategie e sulla gestione dei piloti.
Leclerc e Hamilton non sono il vero problema
Un altro punto centrale riguarda Charles Leclerc e Lewis Hamilton.
Schittone non attribuisce ai due piloti le difficoltà della Ferrari nel Mondiale 2026.
«Il pilota vuole sempre stare davanti al compagno di squadra.»
intervista schittone 2026.txt
Per lui il problema nasce quando la squadra non prende decisioni chiare.
«Sono stati gestiti male dalla squadra, perché manca qualcuno che dica: adesso si fa così.»
Una critica che riguarda direttamente la gestione sportiva della Scuderia.
«Il motore conta, ma non spiega tutto»
Nel dibattito sulla stagione Ferrari si è parlato spesso della power unit.
Schittone riconosce che il motore può ancora crescere, ma ritiene che non sia sufficiente per spiegare il divario accumulato nel Mondiale.
Secondo lui la SF-26 ha mostrato prestazioni da vertice in diverse piste, senza però trasformarle con continuità in vittorie e podi.
Per questo il bilancio della stagione resta incompleto.
La Ferrari deve ripartire dalla SF-26
Nonostante le critiche, Schittone invita Ferrari a dare continuità al progetto.
Per il giornalista il lavoro di Frédéric Vasseur ha riportato competitività a Maranello e cambiare ancora la guida della squadra sarebbe un errore.
La priorità, piuttosto, è rafforzare la gestione sportiva del muretto e trasformare una monoposto competitiva in una squadra capace di capitalizzare ogni occasione.
Con il finale del Mondiale 2026 alle porte, Ferrari sarà chiamata a dimostrare che gli errori evidenziati da Schittone appartengono al passato e che la SF-26 può ancora chiudere la stagione da protagonista.
Guarda l’intervista completa
Iscriviti al canale YouTube https://www.youtube.com/@NEWSf1IT e scopri altri video nella sezione dedicata: https://www.newsf1.it/category/video-formula-1/


