Il problema Ferrari potrebbe non essere la qualità degli uomini, ma il modo in cui vengono coordinati. E i numeri dal 2024 al 2026 impongono una domanda sulla gestione Vasseur
Il dibattito sul futuro di Frédéric Vasseur è tornato al centro della Formula 1 dopo le dichiarazioni di Christian Horner e le indiscrezioni sul futuro del team principal Ferrari. Maranello ha ribadito la propria fiducia nel francese, ma la domanda resta: dopo quasi quattro anni, quanto è cresciuta realmente la Ferrari?
- Il problema Ferrari potrebbe non essere la qualità degli uomini, ma il modo in cui vengono coordinati. E i numeri dal 2024 al 2026 impongono una domanda sulla gestione Vasseur
- Il dato che non può essere ignorato
- Il 2024 non può essere soltanto un merito di Vasseur
- Ferrari non ha necessariamente uomini peggiori di Mercedes
- Chi decide la direzione?
- Anche il “miglior telaio” non può diventare un alibi
- Il regolamento 2026 rende ancora più importante l’organizzazione
- Ed è per questo che Horner è interessante
- Vasseur è il problema?
Per rispondere bisogna smettere di guardare soltanto alla singola macchina e analizzare la squadra nel suo complesso.
Perché forse il problema Ferrari non è che manchino uomini competenti. Il problema potrebbe essere il modo in cui quegli uomini vengono coordinati.
Il dato che non può essere ignorato
I numeri raccontano una storia tutt’altro che lineare.
Nel 2022 Ferrari aveva conquistato 554 punti, con una media di 25,18 punti a gara. Nel 2023, primo anno di Vasseur, il rendimento era sceso a 18,45 punti a gara.
Poi arriva il 2024: 652 punti e 27,17 punti a gara.
È il miglior rendimento del periodo considerato e soprattutto è l’anno nel quale Ferrari torna realmente a giocarsi il Campionato Costruttori.
Poi arriva il 2025: 398 punti e appena 16,58 punti a gara.
Un crollo enorme.
Nel 2026 Ferrari ha recuperato: il dato attuale è di circa 25,20 punti a gara. Un miglioramento netto rispetto al 2025, ma ancora leggermente sotto i 27,17 punti a gara del 2024.
La curva, quindi, non è una progressione:
2022 → 25,18
2023 → 18,45
2024 → 27,17
2025 → 16,58
2026 → 25,20
È una curva fatta di salite e crolli.
E questo rende il 2024 un parametro fondamentale.

Il 2024 non può essere soltanto un merito di Vasseur
Qui bisogna essere corretti.
Vasseur era già al comando nel 2024 e quindi una parte della responsabilità gestionale è inevitabilmente sua. Ma il progetto tecnico di quella monoposto era stato impostato prima del suo arrivo.
Ed è proprio questo il punto.
Se quella Ferrari è stata il miglior prodotto del periodo e nel 2025 arriva un crollo, mentre nel 2026 si torna a recuperare senza aver ancora superato il rendimento del 2024, non possiamo parlare di una crescita continua e lineare della gestione Vasseur.
Il 2026 è migliore del 2025.
Ma la domanda vera è un’altra:
la Ferrari del 2026 è diventata migliore della Ferrari del 2024?
Per ora, i numeri non lo dimostrano.
Ferrari non ha necessariamente uomini peggiori di Mercedes
Ed è qui che il discorso diventa ancora più interessante.
Ferrari ha avuto e continua ad avere ingegneri di assoluto livello. Lorenzo Sassi, Simone Resta e altri tecnici passati da Maranello hanno continuato la loro carriera in altre strutture di vertice. Allo stesso tempo Ferrari ha portato a Maranello uomini provenienti da Mercedes, come Loïc Serra e Jérôme d’Ambrosio.

Questo dimostra una cosa importante: il valore di un ingegnere non esiste isolatamente.
Un tecnico lavora dentro un’organizzazione fatta di risorse, strumenti, responsabilità, obiettivi, comunicazione e processi decisionali.
Lo stesso uomo può rendere diversamente in due ambienti diversi.
Per questo non credo che il problema della Ferrari sia semplicemente “gli uomini sbagliati”.
Il problema potrebbe essere l’organizzazione degli uomini giusti.
Chi decide la direzione?
Un team principal non deve progettare il motore.
Non deve disegnare l’ala.
Non deve sviluppare personalmente il sistema ibrido.
Deve però fare in modo che aerodinamica, telaio, power unit, simulazione, sviluppo, strategia, muretto e piloti lavorino nella stessa direzione.
E qui si misura la vera leadership.
Se un reparto funziona ma non comunica correttamente con un altro, è un problema.
Se gli aggiornamenti degli avversari producono un vantaggio maggiore dei nostri, è un problema.
Se una macchina competitiva perde punti per errori strategici, è un problema.
Se la squadra non riesce a trasformare le proprie competenze in una prestazione complessiva superiore, è un problema.
Tutto fa brodo.
Non esiste soltanto il telaio.
Non esiste soltanto il motore.
Non esiste soltanto il pilota.
Il risultato è la somma di tutto.
Anche il “miglior telaio” non può diventare un alibi
Questo vale anche per la SF-26.
Ferrari può aver avuto una piattaforma telaistico-aerodinamica molto competitiva in determinate condizioni. Ma trasformare questo in:
“Abbiamo il miglior telaio, quindi se non vinciamo è colpa del motore”
è una semplificazione.
McLaren sviluppa.
Red Bull sviluppa.
Mercedes sviluppa.
E se Ferrari parte bene ma perde progressivamente terreno, bisogna chiedersi perché gli altri siano riusciti a fare passi avanti maggiori.
La Formula 1 non premia la macchina migliore all’inizio dell’anno.
Premia chi riesce a mantenere e aumentare la propria competitività durante tutta la stagione.
Il regolamento 2026 rende ancora più importante l’organizzazione
Il nuovo regolamento ha aumentato enormemente il peso della componente elettrica della power unit.
Mercedes aveva costruito negli anni precedenti competenze importanti sull’ibrido e sull’elettrificazione, anche attraverso l’esperienza legata alla Formula E e alla propria struttura di Brixworth.
Questo non significa che la Formula E abbia automaticamente prodotto la migliore power unit Mercedes.
Significa che Mercedes aveva costruito un ecosistema di ricerca e sviluppo coerente con la direzione tecnologica verso la quale si stava muovendo la Formula 1.
La domanda per Ferrari, quindi, non è soltanto:
“Perché il motore Mercedes va meglio?”
È:
“Quando Ferrari ha deciso di investire con la stessa convinzione nella componente elettrica?”
Queste sono decisioni strategiche.
E le decisioni strategiche appartengono alla struttura dirigente.

Ed è per questo che Horner è interessante
Non perché Christian Horner debba arrivare a Maranello e licenziare tutti.
Anzi.
Il concetto più interessante sarebbe l’opposto.
Horner ha costruito la Red Bull partendo dalla struttura nata dall’acquisizione della Jaguar e negli anni ha contribuito a creare un’organizzazione tecnica nella quale uomini come Adrian Newey e numerosi responsabili dei diversi reparti potevano lavorare all’interno di una struttura precisa.
Il suo eventuale valore per Ferrari, quindi, non sarebbe necessariamente quello di portarsi dietro una squadra intera.
Potrebbe essere quello di capire:
chi è bravo, chi è nel ruolo sbagliato, chi deve avere più responsabilità, dove manca comunicazione e dove bisogna cambiare i processi.
Potrebbero rimanere anche molti degli uomini che oggi sono a Maranello.
Il punto sarebbe farli lavorare diversamente.
Vasseur è il problema?
Forse la domanda è formulata male.
Non si tratta di stabilire se Vasseur sia un bravo o un cattivo manager.
La domanda è:
Vasseur ha dimostrato di essere il manager capace di coordinare una struttura complessa come Ferrari?
Perché sono due cose diverse.
Puoi essere un ottimo manager e non essere necessariamente il manager ideale per una determinata organizzazione.
Ferrari non ha bisogno di un salvatore.
Ha bisogno di una struttura capace di trasformare le competenze presenti a Maranello in risultati.
E il bilancio deve essere fatto proprio su questo.
2024: Ferrari vicinissima al titolo.
2025: crollo.
2026: grande recupero, ma ancora senza aver dimostrato di essere superiore al livello raggiunto nel 2024.
Questo non significa automaticamente che Vasseur debba essere sostituito.
Significa che la sua gestione deve essere giudicata sui risultati e sulla crescita strutturale della squadra, non sugli alibi.
Perché se la Ferrari ha il miglior telaio, il problema è il motore.
Se il motore migliora, il problema è il muretto.
Se il muretto migliora, il problema sono gli aggiornamenti.
Se gli aggiornamenti funzionano, il problema sono i piloti.
Alla fine, però, qualcuno deve mettere insieme tutti i pezzi.
E quella è esattamente la responsabilità del team principal.
La Ferrari non deve necessariamente cambiare tutti i suoi uomini.
Forse deve semplicemente trovare il modo di farli lavorare meglio insieme.
E se Vasseur riuscirà a dimostrarlo da qui alla fine del 2026, saranno i risultati a parlare.
Se invece la curva continuerà a essere fatta di grandi picchi e altrettanto grandi regressioni, la domanda sulla leadership di Maranello diventerà inevitabile.
Perché, alla fine, la matematica non è un’opinione.
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