L’ex ingegnere della Ferrari, ospite di Paddock News, ha parlato della lotta per il titolo tra Red Bull e Mercedes e della situazione della Rossa.

“Al momento…” – ha esordito l’ing. Mazzola, parlando della lotta per il titolo – “…il binomio Red Bull-Verstappen sembra il più performante, e anche Pérez si è ripreso e sta aiutando la Red Bull nella Classifica Costruttori. C’è anche un tema affidabilità: la Honda ha introdotto un nuovo motore nel Gran Premio precedente, ma ha già sostituito diversi componenti. Quindi, visto che se non vince Max vince Hamilton, non possiamo sapere chi vincerà, ed è bello così. Non credo che Honda abbia fatto cose irregolari con la Power Unit [come invece ipotizzato da Hamilton e Wolff], visto che è anche il suo ultimo anno in F1. Non è stata introdotta maggior potenza, perché questo non è permesso, bensì penso che Honda abbia messo a posto l’affidabilità e abbia permesso di spremere maggiormente il motore. […] Se Mercedes ha deciso di non portare più upgrade si è dichiarata perdente, perché per vincere bisogna migliorare la macchina. E non penso che loro non abbiano le capacità per concentrarsi sul progetto futuro e su quello attuale”.

I cambiamenti regolamentari, in particolare la nuova costruzione degli pneumatici per Silverstone, in corso di stagione sono un argomento molto discusso in questo periodo, e anche l’ing. Mazzola ha dato il proprio giudizio: “Non mi piacciono. Posso capire cambiamenti a livello di sicurezza estrema, come quello della costruzione degli pneumatici per Silverstone, anche se si va comunque a squilibrare la situazione, perché la costruzione delle posteriori ha un forte impatto sul bilanciamento e sulla prestazione delle macchine. […] A Baku si è capito che c’è una fragilità nelle gomme, dovuta al calore e alle velocità in curva delle vetture, e da questo punto di vista Silversone ti ammazza. M’immagino, per esperienza personale, che irrigidire la costruzione vada a sbilanciare la macchina verso il posteriore, e quindi ciò potrebbe indebolire la Mercedes, che è già critica nella sua impostazione. Chi ha un sottosterzo cronico non subisce granché, mentre chi lotta col sovrasterzo viene destabilizzato”.

F1 FIA
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“Il caso delle pressioni degli pneumatici…” – ha proseguito l’ing. Mazzola – “…è stato affrontato con urgenza e importanza. Oggi le pressioni sono altissime rispetto al passato: aumentare le pressioni favorisce la rigidezza dello pneumatico, però allo stesso tempo aumentano le temperature, perché si distribuisce energia in una fascia più concentrata. Dipende anche dai camber, quindi ridurli potrebbe essere un’altra soluzione, visto che a Baku si è trattato di una delaminazione della fascia laterale. Per quanto riguarda l’ala flessibile, in Red Bull grazie al motore hanno mascherato quella soluzione. Una flessione del genere, col DRS, può farti guadagnare uno, due chilometri orari. Considerando che un km/h corrisponde a sette cavalli, se togli quell’ala e metti un motore più affidabile che ha recuperato quindici cavalli siamo già lì. In passato le ali flettevano di più, per me ha più effetto la flessione dell’ala anteriore. Per me il miglioramento è di motore, poi può darsi che abbiano introdotto qualcosa a livello d’aerodinamica“.

E la Ferrari? L’ing. Mazzola ha evidenziato come in Stiria la Rossa non abbia effettuato progressi, bensì abbia solo fatto meglio rispetto al disastro del Paul Ricard: “La Ferrari non ha fatto passi in avanti a Spielberg, ha fatto stupidaggini in Francia. Lì è successo qualcosa: potrebbero aver sbagliato il setup, aver interpretato male la gara, aver commesso qualche errore con le pressioni delle gomme anteriori dopo la Direttiva Tecnica. Non lo so ma si può intuire. Qui sono tornati alla normalità, ma è chiaro che se prendi un secondo al giro su un circuito così corto, ti doppiano. Hanno capito il problema, ma c’è ancora qualcosa che non va. Godere per un sesto e settimo posto da doppiati vuol dire che siamo messi male. A memoria non ricordo questi continui doppiaggi e basse prestazioni, quindi devono mettere a posto qualcosa dal punto di vista tecnico. Il 2022 sarà un altro mondo, si riparte da zero e speriamo che facciano un progetto competitivo. Stanno puntando tutto su quello, aspettiamolo e nel 2021 giudichiamo la Ferrari gara per gara”.

“Il management della Ferrari…” – ha continuato l’ing. Mazzola – “…deve essere giudicato da chi sta ai piani alti, non da me. Camilleri, Marchionne e lo stesso John Elkann hanno dato il timbro a questo management, quindi andiamo avanti. Chiaramente dall’altra parte ci sono Toto Wolff, James Allison e i tecnici che lo affiancano in Mercedes, Christian Horner, Adrian Newey e la sua squadra di tecnici in Red Bull. In Ferrari negli anni 2000 c’erano Ross Brawn, Jean Todt, Rory Byrne e gli altri tecnici, fra i quali c’ero anch’io. Oggi c’è un management che è stato confermato da chi dovrebbe metterlo in discussione. Io non posso dire granché, se non che parleranno i risultati. Per fortuna c’è un cambio regolamentare, altrimenti la situazione attuale sarebbe andata avanti per sempre. Poi, se il 2022 non va aspetteremo il 2023!”.

A proposito di 2022, l’ing. Mazzola ha espresso il suo punto di vista sui nuovi regolamenti: “Il regolamento 2022 permette molto meno gli sviluppi. Quindi chi parte male ha talmente tante restrizioni tecniche che non si può inventare più di tanto, a meno che non cambino di nuovo i regolamenti. Hanno cambiato i cerchi, quindi anche le gomme e la concezione delle sospensioni; cambierà la reattività della gomma anteriore e posteriore; magari cambierà anche il bilancio; poi è stato cambiato completamente il concetto dell’aerodinamica, andando verso un carico generato dal fondo e non da ciò che sta sopra, che garantisce carico e stabilità. Cambierà molto, e bisognerà capire quanti giorni di test avranno a disposizione i team per comprendere questa macchina. Una volta il 3 gennaio si era già in pista per capire la macchina e potersi presentare alla prima gara con una vettura elaborata. Con tre giorni di test non ci fai nulla”.

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