Lawrence Stroll, proprietario di Racing Point, ha rigettato in maniera categorica le accuse contro le RP20 lanciate dai team rivali.

Il weekend del Gran Premio del 70° anniversario della F1 ha portato alla luce numerose tematiche. Tra le più interessanti c’è senza dubbio la sentenza della FIA sui brake ducts della Racing Point, oggetto di protesta da parte di Renault. Una sentenza che ha scontentato tutte le parti in causa, sia i team contrari alla filosofia della Racing Point (Renault, Ferrari, McLaren e Williams, i quali hanno deciso di fare appello poiché Racing Point potrà mantenere gli stessi brake ducts già contestati), sia lo stesso team in rosa, convinto di aver agito secondo i regolamenti.

Nella giornata di ieri sono arrivate le dichiarazioni pubbliche del proprietario della scuderia anglo-canadese Lawrence Stroll, che si è detto deluso della reazione delle scuderie rivali: “Raramente parlo in pubblico, ma stavolta è necessario perché sono molto arrabbiato. Mi fanno infuriare coloro che ipotizzano che abbiamo barato. In particolare, mi infastidiscono i commenti di alcuni dei nostri team rivali. Io non ho mai barato in vita mia. Queste accuse sono false ed inaccettabili, l’integrità mia e del mio team è inattaccabile. Tutti i membri del team Racing Point sono stati scioccati e delusi dalla decisione della FIA e vogliono affermare in maniera categorica la propria innocenza”.

Stroll

Il miliardario canadese ha poi aggiunto: “C’ era una scarsa chiarezza nei regolamenti su come si sarebbe dovuta gestire la transizione dei brake ducts in Listed Parts senza violare i regolamenti. Le regole dicono che da fine 2019 non si possono più acquisire né condividere conoscenze sui brake ducts. A questo punto sei da solo e devi applicare ciò che sai, che è esattamente ciò che abbiamo fatto. Sono sorpreso dalle nuove interpretazioni del regolamento da parte della FIA. Oltre al fatto che Racing Point è in linea con i regolamenti, voglio dire che è imbarazzante il modo in cui Renault, Ferrari, McLaren e Williams hanno deciso di presentare appello contro la sentenza. Vogliono infangare il nostro nome ed io non lo accetterò”.

Il proprietario di Racing Point ha concluso così: “Farò tutto ciò che è necessario per provare la nostra innocenza. Il mio team ha lavorato duramente per realizzare la macchina competitiva che abbiamo oggi. Sono veramente deluso dalla scarsa sportività dei nostri rivali. Capisco che la FIA si trovi in una situazione molto complessa, ma allo stesso tempo rispetto ed apprezzo i loro tentativi di trovare una soluzione per il bene dello sport“.

La Racing Point ha subito l’ennesima reprimenda per aver montato i brake ducts della discordia dopo il GP del 70° Anniversario, dopo che Stroll e Hulkenberg avevano terminato la gara rispettivamente in P6 e P7.

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