Secondo le analisi del Corriere dello Sport, l’umiliazione che la Mercedes sta impartendo alla Ferrari non avrebbe solo motivazioni sportive, ma soprattutto politiche.

La stagione 2020 di F1 si è aperta, come di consueto negli ultimi anni, nel segno della Mercedes. Il team anglo-tedesco ha dominato i primi 4 appuntamenti della stagione, raccogliendo addirittura meno di quello che è lo straordinario potenziale della W11 a causa di alcuni imprevisti durante le gare. In questo inizio di stagione, la Mercedes ha mostrato non solo una netta superiorità in pista, bensì anche una grande aggressività comunicativa, mostrata al mondo attraverso numerose frecciatine scagliate soprattutto nei confronti della Ferrari. Un netto cambio di registro attuato in particolare da Toto Wolff, che fino alla scorsa stagione si era espresso in toni amichevoli nei confronti della Rossa e del Team Principal Mattia Binotto.

Le cause di questo improvviso cambiamento restano al momento sconosciute. L’edizione di ieri del Corriere dello Sport, tuttavia, ha ipotizzato che le ragioni di questa nuova conflittualità siano politiche: il punto di rottura sarebbe il nuovo Patto della Concordia. Lo scorso inverno, infatti, i vertici della Ferrari avrebbero preteso di inserire all’interno del Patto una clausola destinata a vietare a qualunque membro di spicco di un team di F1 la possibilità di assumere un ruolo dirigenziale all’interno di Liberty Media.

Il team di Maranello avrebbe imposto l’inserimento di questa clausola per impedire la scalata al timone della F1 di Toto Wolff, il quale ha recentemente confermato che Mercedes spera di modificare proprio alcune clausole del Patto della Concordia. Questo perché il manager austriaco si sarebbe candidato ad assumere il ruolo di CEO del Formula One Group, attualmente occupato da Chase Carey. L’americano pare infatti intenzionato ad abbandonare la direzione della F1 dopo la firma del nuovo Patto. In risposta a questo smacco, Toto Wolff avrebbe dunque deciso di entrare in chiaro conflitto mediatico con Mattia Binotto e la Ferrari. Il tutto mentre in pista Mercedes infligge distacchi umilianti e doppiaggi alla Rossa.

 

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