F1 2026 L’Evoluzione dei Diffusori : Come Ferrari, Aston Martin e Williams “Energizzano” il Flusso

Vito Defonseca
5 Min Read
F1 2026 Diffusore

I test pre-stagionali F1 2026 non hanno solo rivelato le forme delle nuove pance, ma hanno permesso di osservare da vicino il “cuore pulsante” dell’aerodinamica posteriore: il diffusore. Dopo il passaggio ai regolamenti attuali, la gestione del flusso d’aria in questa zona è diventata la vera sfida per gli ingegneri.

Analizzando le immagini ravvicinate di Ferrari, Aston Martin e Williams, emerge una tendenza tecnica chiara: il diffusore non è più una struttura isolata, ma un sistema “aperto” che cerca disperatamente aria fresca.

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Dal Fondo Venturi al Problema del “Flusso Rovinato”

L’anno scorso, le vetture sfruttavano una struttura del fondo a tunnel Venturi estremamente efficace. Tuttavia, con le attuali limitazioni e l’utilizzo di un fondo più piatto, la qualità dell’aria che arriva al diffusore è peggiorata.

Il fondo piatto “guasta” il flusso d’aria, consegnando al diffusore un’aria turbolenta e meno energetica. Per ovviare a questo problema, le squadre stanno tornando a concetti che ricordano la F1 pre-2021, ma con un’evoluzione cruciale: la ricerca di una comunicazione tra la zona superiore e quella inferiore della vettura.

ferrari SF 26 Diffussore
ferrari SF 26 Diffussore

La Rivoluzione dei Diffusori “Aperti”

Mentre in passato i diffusori erano progettati per essere il più ermetici possibile, con pareti laterali che arrivavano quasi a sfiorare l’asfalto, oggi assistiamo a una controtendenza. Le nuove immagini di Aston Martin e Williams confermano un’ipotesi tecnica affascinante: pareti laterali interrotte.

Come funziona l’effetto Venturi laterale?

  1. Differenza di Pressione: Sopra il fondo piatto della vettura scorre aria ad alta pressione (più pulita e lineare). Sotto il diffusore, invece, regna una forte depressione.
  2. Il Punto di Contatto: Interrompendo la parete laterale del diffusore, si crea una zona di contatto. L’aria ad alta pressione che sta sopra il fondo viene “risucchiata” verso il basso, all’interno del diffusore.
  3. Energizzazione del Flusso: Questo passaggio forzato crea un piccolo, ma potentissimo, effetto Venturi. L’aria fresca e veloce proveniente dall’alto si piega verso il basso e poi viene riproiettata verso l’alto insieme al resto del flusso. Questo processo “energizza” l’aria stanca e rugosa che scorre sotto la vettura, aumentando drasticamente l’efficienza della deportanza.

Il Caso Ferrari, Aston Martin e Williams

Le immagini scattate in diagonale sono state rivelatrici. Se su Aston Martin e Williams l’angolazione ha permesso di vedere chiaramente come la parete del diffusore si interrompa per far “sentire” le pressioni esterne, l’analisi degli estratti posteriori della Ferrari suggerisce che a Maranello abbiano seguito la stessa filosofia.

Non si tratta più di sigillare il fondo, ma di alimentarlo strategicamente con flussi esterni per compensare le inefficienze aerodinamiche imposte dal regolamento.

F1 2026 Mclaren Rake
F1 2026 Mclaren Rake

Il Ritorno dell’Angolo Rake

In questo contesto si inserisce il ritorno prepotente dell’angolo Rake (l’assetto picchiato, con il posteriore più alto rispetto all’anteriore). Sebbene meno estremo rispetto agli anni d’oro della Red Bull, il rake è tornato necessario per riposizionare correttamente il diffusore e permettere a questo gioco di pressioni di funzionare al meglio.

Ogni squadra sta cercando il proprio equilibrio: quanto inarcare la vettura e quanto spazio lasciare tra asfalto e macchina per gestire quella “fisica rugosa” che si crea sotto il corpo vettura.

Conclusione: La Raffinatezza vince sulla Semplicità

Mentre team come Audi (ancora in fase di definizione delle pance) sembrano lottare con configurazioni più tozze e ingombranti che potrebbero sporcare i flussi diretti al retrotreno, Ferrari e i top team stanno lavorando sulle finiture microscopiche.

L’adozione di raddrizzatori di flusso (come il “pettine” orizzontale all’ingresso del fondo Ferrari) e la gestione dei diffusori aperti dimostrano che la sfida per il mondiale 2024 si giocherà sulla capacità di ripulire l’aria e renderla di nuovo “viva” prima che abbandoni la vettura.

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