Ferrari, chi comanda davvero? Hamilton difende Vasseur e Race Tech analizza il ruolo del Team Principal

Vito Defonseca
11 Min Read
Elkann Ferrari F1 Leclerc foto credits media ferrari

Guarda la versione completa su YouTube: NEWSf1IT

La domanda è semplice, ma la risposta è molto più complessa: chi comanda davvero in Ferrari?

Il tema è tornato al centro dell’attenzione negli ultimi giorni, tra le indiscrezioni sul futuro di Frédéric Vasseur e quelle che hanno coinvolto Christian Horner. Ma quanto può incidere realmente un Team Principal sulla competitività di una monoposto di Formula 1?

È proprio da questa domanda che parte Race Tech #168, il format di NewsF1 con Riccardo Romanelli.

La nuova puntata parte dall’analisi del Gran Premio di Baku e dalle caratteristiche che hanno determinato le prestazioni dei principali team, per arrivare poi al tema Ferrari e al ruolo del Team Principal.

Mercedes, Red Bull, McLaren e Ferrari vengono analizzate attraverso Power Unit, gestione dell’energia, pneumatici, prestazioni sui rettilinei e comportamento delle vetture in gara.

Ma il cuore della puntata arriva quando la discussione si sposta sulla struttura della Ferrari.

Ferrari Horner Vasseur
Ferrari Horner Vasseur
Credits Foto Vasseur Scuderia Ferrari foto Horner Alessandro Martellotta

Vasseur: quanto conta davvero un Team Principal?

La discussione parte dalle indiscrezioni che negli ultimi giorni hanno coinvolto Christian Horner e Ferrari e porta a una domanda precisa: se una vettura nasce competitiva oppure presenta problemi tecnici durante la stagione, quanto di questo può essere attribuito direttamente al Team Principal?

Secondo Riccardo Romanelli, la risposta non è così semplice.

Con un nuovo regolamento tecnico, come quello introdotto nel 2026, le squadre devono prendere decisioni fondamentali su diverse aree della vettura: telaio, sospensioni, aerodinamica, Power Unit ed elementi elettrici.

Le scelte progettuali vengono sviluppate all’interno dell’ufficio tecnico e del design team. Il Team Principal non è quindi il responsabile diretto della progettazione della monoposto.

Il suo ruolo è differente e riguarda soprattutto la gestione delle figure apicali che lavorano nelle diverse aree tecniche.

Il Team Principal non progetta direttamente la macchina

Il concetto è fondamentale per comprendere anche il dibattito attuale sulla Ferrari.

Il Team Principal può avere un peso importante nella scelta e nella gestione delle persone, ma non è colui che decide direttamente ogni dettaglio tecnico della vettura.

Telaio, aerodinamica, Power Unit e sviluppo sono affidati a strutture e responsabili specifici.

Il Team Principal può però influenzare la filosofia generale della squadra.

Un esempio riguarda il livello di rischio che una squadra è disposta ad accettare. Una soluzione tecnica molto aggressiva può offrire un potenziale vantaggio prestazionale, ma può anche rivelarsi un errore durante lo sviluppo.

In questo tipo di situazione il Team Principal può condividere con le figure tecniche una determinata filosofia, decidendo quanto sia importante cercare una soluzione molto ambiziosa rispetto alla possibilità di sbagliare direzione.

Non significa, però, che sia il Team Principal a progettare quella soluzione.

Il vero potere del Team Principal è nelle persone

Il discorso cambia quando si parla delle persone che compongono una squadra.

Il Team Principal può essere visto anche come un gestore delle risorse e, tra queste, ci sono proprio le figure fondamentali della struttura tecnica.

Avere i responsabili migliori nelle diverse aree della vettura può diventare quindi una delle chiavi della competitività di un team.

Il rapporto di fiducia tra il Team Principal e le figure tecniche può essere importante nella costruzione di una struttura competitiva.

È uno dei motivi per cui il confronto tra Vasseur e Horner non può essere ridotto semplicemente alla domanda su chi sia il miglior Team Principal.

Il punto è capire quale struttura venga costruita intorno a quella figura e quali persone vengano messe nelle condizioni di lavorare nel modo migliore.

L’esempio Mercedes

Durante Race Tech #168 viene utilizzato anche l’esempio Mercedes.

Toto Wolff è rimasto alla guida della squadra mentre nel corso degli anni sono cambiate diverse figure con responsabilità tecniche, aerodinamiche e legate alla Power Unit.

Il fatto che il Team Principal sia rimasto lo stesso non significa che la squadra abbia sempre ottenuto gli stessi risultati.

Mercedes ha avuto periodi di grande dominio e altri nei quali le direzioni tecniche intraprese non hanno prodotto lo stesso livello di competitività.

Questo dimostra quanto sia complesso attribuire direttamente a una sola persona il merito o la responsabilità del comportamento di una monoposto.

La competitività nasce dall’interazione tra progettisti, ingegneri, aerodinamici, responsabili della Power Unit, sviluppo e organizzazione interna.

Dove il Team Principal può davvero fare la differenza

C’è però un’altra area nella quale il Team Principal può avere un peso molto importante: la gestione della squadra.

L’organizzazione interna, la scelta delle persone, la gestione dei piloti e la filosofia con cui vengono massimizzati i risultati delle due vetture sono aspetti nei quali il Team Principal può incidere direttamente.

Un esempio riguarda la gestione delle gerarchie tra i piloti.

Una squadra può decidere di lasciare i due piloti completamente liberi di competere oppure può stabilire una gerarchia più precisa, con un pilota principale e un secondo pilota chiamato soprattutto a massimizzare il risultato complessivo della squadra.

Non esiste una regola che funzioni sempre.

La scelta dipende dalla situazione del campionato, dalla competitività delle vetture e dagli obiettivi della squadra.

Ed è proprio in questo tipo di decisioni che il ruolo del Team Principal può diventare particolarmente importante.

Ferrari SF-26: il problema non è soltanto Vasseur

La discussione sul ruolo di Vasseur arriva dopo un Gran Premio di Baku nel quale Ferrari ha mostrato alcune difficoltà.

La SF-26 ha avuto una fase iniziale di gara complicata e, secondo l’analisi di Race Tech, non ha avuto la stessa capacità degli avversari di sfruttare la potenza sui rettilinei.

La vettura ha inoltre utilizzato l’ultimo specifico di Power Unit disponibile, un elemento particolarmente rilevante su un circuito come Baku, caratterizzato da lunghi rettilinei.

Ma Baku è anche una pista particolare dal punto di vista della gestione degli pneumatici.

La mescola soft ha dimostrato una durata molto elevata e la particolare conformazione del circuito, con poca accelerazione laterale e lunghi tratti a bassa temperatura degli pneumatici, ha prodotto una situazione non necessariamente rappresentativa dei valori assoluti delle vetture.

Per questo motivo, secondo Romanelli, il risultato di Baku non deve essere utilizzato automaticamente per stabilire una nuova gerarchia tecnica definitiva.

Leclerc e il telaio Ferrari

Uno dei passaggi più interessanti della puntata riguarda Charles Leclerc.

Il pilota Ferrari ha parlato del comportamento della vettura e ha indicato che, a suo giudizio, il telaio Ferrari non sarebbe più il migliore.

Una dichiarazione importante, che viene analizzata da Romanelli con una certa cautela.

Dall’esterno è infatti difficile stabilire con certezza quale sia il valore assoluto di un telaio, soprattutto dopo un singolo Gran Premio.

A Baku le caratteristiche del circuito, la gestione delle gomme, le velocità sui rettilinei e l’utilizzo della Power Unit hanno avuto un peso molto particolare.

Per questo motivo la prestazione Ferrari deve essere valutata anche nelle prossime gare.

Red Bull e McLaren: cosa abbiamo imparato da Baku

Race Tech #168 analizza anche il comportamento degli altri top team.

McLaren ha mostrato una buona performance durante prove e qualifiche, ma non è riuscita a trasformare il potenziale tecnico in un risultato finale all’altezza delle aspettative.

Gli aggiornamenti hanno interessato in particolare l’area dei tunnel dei radiatori e delle pance.

Red Bull, invece, ha mostrato una prestazione molto forte in gara nonostante una qualifica meno convincente.

Secondo Romanelli, parte del miglioramento può essere collegata anche alla comprensione della vettura, all’utilizzo della Power Unit e alla configurazione della macchina.

Mercedes e i prossimi aggiornamenti

L’ultima parte della puntata è dedicata a Mercedes e agli aggiornamenti tecnici attesi nelle prossime gare.

La squadra dovrebbe lavorare su un aggiornamento importante partendo dal fondo della vettura, con ulteriori interventi previsti anche sul fronte del turbo e dell’hardware.

Mercedes si trova in una situazione particolare: avendo già a disposizione una vettura molto competitiva, può permettersi di lavorare su aggiornamenti più complessi e introdurli quando i dati delle simulazioni e della galleria del vento saranno sufficientemente maturi.

Un ulteriore miglioramento dell’efficienza aerodinamica, sommato a una Power Unit già molto competitiva, potrebbe rappresentare uno sviluppo importante nella parte finale della stagione.

Ferrari, chi comanda davvero?

Alla fine, la domanda di Race Tech #168 non riguarda soltanto Frédéric Vasseur.

Il vero tema è capire quale sia realmente il peso di un Team Principal all’interno di una moderna squadra di Formula 1.

Il Team Principal non progetta direttamente telaio, aerodinamica o Power Unit.

Può però avere un ruolo fondamentale nella scelta delle persone, nell’organizzazione della squadra, nella gestione dei piloti, nella filosofia di sviluppo e nel modo in cui vengono utilizzate le risorse disponibili.

Per questo il dibattito sul futuro della Ferrari non può essere ridotto semplicemente alla domanda su chi debba occupare la posizione di Team Principal.

La questione più interessante è un’altra:

chi prende realmente le decisioni che determinano la direzione tecnica e sportiva della Ferrari?

È questo il tema centrale di Race Tech #168.

Iscriviti al canale YouTube https://www.youtube.com/@NEWSf1IT e scopri altri video nella sezione dedicata: https://www.newsf1.it/category/video-formula-1/

Share This Article
Nessun commento

Lascia un commento