La Ferrari non ha più il miglior telaio della Formula 1? È una delle domande più interessanti emerse dal Gran Premio di Baku, soprattutto dopo le parole di Charles Leclerc. Ma la risposta non è così semplice.
- Leclerc mette in discussione il punto di forza della Ferrari
- Baku ha mostrato una Ferrari in difficoltà
- Il circuito di Baku può falsare il giudizio
- Ferrari, il problema non è soltanto il telaio
- Red Bull ha fatto un passo avanti
- La Ferrari deve preoccuparsi?
- Il prossimo confronto sarà decisivo
- Il vero interrogativo sulla SF-26
Nella nuova puntata di Race Tech, Riccardo Romanelli ha analizzato proprio questo aspetto, partendo dalle difficoltà mostrate dalla SF-26 in Azerbaigian e dalla valutazione espressa dal pilota Ferrari.
Il punto centrale è capire se Baku abbia realmente evidenziato un limite strutturale della monoposto oppure se le caratteristiche particolari del circuito abbiano amplificato alcuni problemi già conosciuti.
Leclerc mette in discussione il punto di forza della Ferrari
La dichiarazione di Leclerc è particolarmente importante perché riguarda direttamente uno degli elementi sui quali la Ferrari sembrava aver costruito parte della propria competitività.
Il pilota monegasco ha infatti lasciato intendere che, a suo giudizio, il telaio Ferrari non sarebbe più quello migliore.
Una valutazione che non può essere ignorata, soprattutto perché arriva dopo un confronto diretto con le monoposto avversarie.
Ma proprio su questo punto Romanelli invita alla prudenza.
Secondo l’analisi fatta durante Race Tech, dall’esterno è difficile stabilire con certezza la bontà assoluta di un telaio. Le sensazioni del pilota durante il corpo a corpo possono però fornire indicazioni importanti, soprattutto quando emergono difficoltà nelle accelerazioni e nell’inserimento in curva rispetto alle vetture che si hanno davanti. testo race tech 167
Baku ha mostrato una Ferrari in difficoltà
Il problema è quindi reale, ma bisogna capire quanto sia rappresentativo.
A Baku la Ferrari ha mostrato una prima fase di gara particolarmente complicata. Successivamente il passo è diventato più accettabile, ma la SF-26 non ha avuto la capacità di giocarsi le posizioni importanti sui rettilinei.
Qui entra in gioco un altro elemento fondamentale dell’analisi di Romanelli: la Power Unit.
La capacità di utilizzare l’energia e di sfruttare la velocità sui lunghi rettilinei ha avuto un peso significativo nel risultato della gara. La Ferrari, secondo quanto discusso nella puntata, non disponeva della stessa capacità di Mercedes di costruire il vantaggio attraverso l’utilizzo dell’energia durante i tratti veloci.
Questo rende ancora più difficile separare il comportamento del telaio da quello della Power Unit.
Il circuito di Baku può falsare il giudizio
È questo probabilmente il passaggio più importante dell’analisi.
Baku non è una pista sulla quale sia semplice giudicare in modo assoluto il valore del telaio.
La presenza di lunghissimi rettilinei, le caratteristiche delle curve e il peso della Power Unit modificano sensibilmente l’equilibrio delle prestazioni.
Per questo Romanelli non considera sufficiente quanto visto in Azerbaigian per stabilire che la Ferrari abbia definitivamente perso il proprio vantaggio tecnico.
Il ragionamento è molto chiaro: una gara può evidenziare una determinata debolezza senza necessariamente dimostrare che quella debolezza rappresenti il nuovo equilibrio della monoposto. testo race tech 167

Ferrari, il problema non è soltanto il telaio
La questione diventa quindi più complessa della semplice domanda: “Ferrari ha ancora il miglior telaio?”
La SF-26 deve essere valutata considerando contemporaneamente diversi elementi.
Telaio, aerodinamica, gestione degli pneumatici, Power Unit, utilizzo dell’energia e configurazione della vettura contribuiscono tutti al risultato finale.
A Baku, per esempio, la Ferrari ha incontrato difficoltà importanti proprio nella capacità di sfruttare la vettura sui rettilinei.
Questo non significa automaticamente che il telaio sia diventato peggiore rispetto a quello degli avversari.
Significa che il pacchetto complessivo della Ferrari, in quelle condizioni, non è riuscito a produrre una prestazione sufficiente per competere con Mercedes e Red Bull.
Red Bull ha fatto un passo avanti
Un altro elemento emerso dalla puntata riguarda la Red Bull.
Romanelli osserva come la squadra abbia mostrato nelle ultime gare un trend di miglioramento, non necessariamente riconducibile a sviluppi clamorosi visibili dall’esterno.
Il progresso potrebbe essere legato anche alla capacità di utilizzare meglio la Power Unit, alla configurazione della vettura e soprattutto alla comprensione dei punti deboli e dei punti di forza della monoposto.
A Baku questo è apparso particolarmente evidente: Red Bull non aveva mostrato una prestazione dominante in qualifica, ma in gara è riuscita a esprimere un livello molto più alto.
Ed è proprio questo uno degli aspetti che complicano il confronto con Ferrari.
La Ferrari deve preoccuparsi?
La risposta di Romanelli non è quella di trasformare Baku in un verdetto definitivo.
La difficoltà mostrata dalla SF-26 è un elemento da osservare, soprattutto perché Leclerc ha espresso una valutazione molto precisa sul confronto con le altre vetture.
Ma la pista azera presenta caratteristiche particolari e non permette, da sola, di stabilire una gerarchia definitiva dei telai.
Lo stesso Romanelli sottolinea che nelle gare precedenti non erano emerse carenze altrettanto evidenti sotto questo punto di vista.
Quindi il dato più interessante non è tanto stabilire oggi se Ferrari abbia perso oppure no il titolo di “miglior telaio”.
È capire se quello di Baku rappresenti un episodio legato alle caratteristiche del circuito oppure l’inizio di una nuova gerarchia tecnica.
Il prossimo confronto sarà decisivo
La risposta dovrà arrivare dalle prossime gare.
Se Ferrari dovesse continuare a mostrare difficoltà anche su circuiti con caratteristiche differenti, allora il dubbio sollevato da Leclerc assumerebbe un peso decisamente maggiore.
Se invece la SF-26 dovesse tornare a esprimere le qualità mostrate in precedenza, Baku potrebbe essere interpretata come una gara particolarmente sfavorevole alla monoposto.
È proprio per questo che Romanelli evita di trasformare una singola gara in una sentenza tecnica.
La Formula 1 non permette quasi mai di isolare un solo elemento dalla prestazione complessiva della vettura.
Il vero interrogativo sulla SF-26
La domanda, quindi, resta aperta.
La Ferrari non ha più il miglior telaio?
Le parole di Leclerc hanno aperto un dubbio concreto. Baku ha mostrato una SF-26 meno efficace rispetto alle aspettative e Red Bull ha dimostrato di aver compiuto un passo avanti nella comprensione e nell’utilizzo della propria vettura.
Ma secondo l’analisi di Race Tech, non ci sono ancora elementi sufficienti per trasformare il risultato di Baku in una sentenza definitiva sul telaio Ferrari.
Il vero banco di prova sarà vedere se le difficoltà emerse in Azerbaigian si ripresenteranno anche su piste con caratteristiche differenti.
Ed è proprio lì che si capirà se la Ferrari ha perso soltanto una parte del proprio vantaggio oppure se la gerarchia tecnica della Formula 1 è realmente cambiata.
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