Charles Leclerc e Lewis Hamilton hanno trasformato la partenza del Gran Premio d’Italia in uno degli episodi più discussi della stagione di Formula 1. Bastano pochi secondi dopo lo spegnimento dei semafori perché la Ferrari si ritrovi già in difficoltà: Hamilton attacca all’interno alla Prima Variante di Monza, Leclerc chiude la traiettoria e il britannico finisce nella ghiaia, perdendo posizioni preziose. Da quel momento la gara della Scuderia prende una piega disastrosa e il contatto tra i due compagni di squadra diventa il simbolo del caos Ferrari a Monza.
- Leclerc-Hamilton a Monza: la dinamica dell’incidente
- Hamilton aveva diritto allo spazio?
- La FIA non penalizza Leclerc: perché?
- Hamilton durissimo dopo la gara
- Leclerc prova a spiegare la sua versione
- L’errore che cambia completamente il GP di Monza
- Ferrari paga l’assenza di ordini di squadra
- L’analisi NewsF1: incidente evitabile, ma il problema è Ferrari
Leclerc-Hamilton a Monza: la dinamica dell’incidente
La partenza di Monza vede Lewis Hamilton scattare meglio rispetto a Charles Leclerc. Il pilota britannico riesce ad affiancare la Ferrari numero 16 all’interno della Prima Variante, conquistando una posizione importante in frenata.
Leclerc decide però di difendere la traiettoria ideale fino al cordolo. Hamilton rimane senza spazio in uscita dalla Variante ed è costretto a mettere le ruote nella ghiaia per evitare un contatto ancora più pesante tra le due Ferrari.
L’episodio costa immediatamente diverse posizioni al sette volte campione del mondo e compromette la sua strategia già al primo giro.
Per una Ferrari che inseguiva punti fondamentali nel Mondiale Costruttori, è un errore che pesa tantissimo.

Hamilton aveva diritto allo spazio?
È questa la domanda che ha diviso tifosi ed esperti.
Rivedendo le immagini della partenza, Hamilton ha già una parte significativa della monoposto affiancata a quella di Leclerc prima dell’ingresso in curva. In una situazione simile, il pilota all’interno può rivendicare spazio in uscita dalla curva.
Leclerc difende la posizione con grande aggressività, ma continua a stringere la traiettoria fino ad accompagnare il compagno di squadra verso la ghiaia.
Dal punto di vista sportivo, il contatto appare evitabile.
Ed è proprio questo il punto centrale della discussione: difendere una posizione è legittimo, ma mettere in difficoltà il proprio compagno di squadra al primo giro di una gara decisiva è una scelta che può costare un campionato.
La FIA non penalizza Leclerc: perché?
La Direzione Gara prende immediatamente nota dell’episodio tra le due Ferrari.
Dopo aver analizzato immagini e dati, i commissari decidono però di non infliggere alcuna penalità a Charles Leclerc, considerandolo un episodio di gara.
La decisione chiude il caso dal punto di vista regolamentare, ma non elimina le polemiche. Molti osservatori ritengono infatti che il monegasco abbia lasciato troppo poco spazio a Hamilton, mentre altri parlano di semplice aggressività al primo giro.
Hamilton durissimo dopo la gara
Nel post gara Lewis Hamilton non nasconde il proprio disappunto.
Leclerc aveva parlato di un episodio condiviso, sostenendo che “servono due persone per ballare il tango”. Hamilton respinge completamente questa versione e chiarisce che, secondo lui, la responsabilità è tutta della manovra del compagno di squadra.
Le parole del britannico sono pesanti perché mostrano una tensione interna che Ferrari non aveva mai vissuto con questa intensità dall’arrivo di Hamilton a Maranello.
Leclerc prova a spiegare la sua versione
Charles Leclerc ammette che il contatto tra due Ferrari non è mai una situazione ideale, ma spiega di non aver avuto la percezione completa della posizione di Hamilton durante la fase di uscita dalla Variante.
Una spiegazione che non convince tutti, soprattutto osservando le immagini dall’alto, dove Hamilton appare già pienamente all’interno della curva.
Il problema, però, non riguarda soltanto il singolo episodio.
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L’errore che cambia completamente il GP di Monza
Il contatto alla Prima Variante rappresenta soltanto il primo capitolo del disastro Ferrari.
Hamilton perde terreno e deve ricostruire completamente la propria gara.
Leclerc, invece, pochi giri più tardi finirà violentemente contro le barriere alla Curva Alboreto, provocando la bandiera rossa e ritirandosi dal Gran Premio.
In pochi minuti Ferrari perde una vettura e compromette anche la corsa dell’altra.
Ferrari paga l’assenza di ordini di squadra
Il vero tema aperto dal contatto tra Leclerc e Hamilton riguarda la gestione della squadra.
Ferrari continua a lasciare i propri piloti liberi di lottare tra loro anche in un momento della stagione in cui ogni punto è fondamentale per il Mondiale Costruttori.
È una filosofia che può funzionare quando una squadra domina il campionato, ma diventa molto più rischiosa quando bisogna inseguire Mercedes, McLaren e Red Bull.
A Monza quella libertà si trasforma in un danno enorme per la Scuderia.
L’analisi NewsF1: incidente evitabile, ma il problema è Ferrari
La decisione della FIA dice che non c’è penalità. L’analisi della gara racconta però qualcosa di diverso.
Charles Leclerc ha probabilmente commesso un errore di valutazione nella foga della partenza, chiudendo troppo presto la traiettoria su Lewis Hamilton. Il contatto poteva essere evitato e, soprattutto, poteva essere evitato perché coinvolgeva il compagno di squadra.
Il problema più grande resta però Ferrari. Una squadra che punta al Mondiale Costruttori deve avere regole chiare e una leadership capace di impedire situazioni simili.
A Monza non ha perso soltanto Hamilton. Ha perso tutta la Ferrari.
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