Ferrari ADUO 2 a Monza: perché i cavalli non raccontano tutta la verità

Vito Defonseca
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Ferrari F1 Aduo

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Ferrari debutta al Gran Premio d’Italia con la nuova specifica ADUO 2 della Power Unit 2026. Ma il vero passo avanti potrebbe non essere nei cavalli dichiarati. Durante Race Tech #164, l’ingegnere Riccardo Romanelli, ingegnere di Wolf Racing Cars, spiega perché l’evoluzione della Power Unit va letta soprattutto attraverso efficienza, turbocompressore e gestione del deployment.

Il weekend di Monza rappresenta uno degli appuntamenti più importanti della stagione Ferrari. Non soltanto perché si corre davanti ai tifosi del Cavallino, ma perché la Scuderia introduce la nuova specifica ADUO 2 della propria Power Unit.

Nelle ultime settimane si è parlato molto di un possibile incremento di 10-15 cavalli, ma durante Race Tech #164 Riccardo Romanelli invita a guardare oltre questo numero. In Formula 1 moderna la prestazione di una Power Unit non dipende esclusivamente dalla potenza massima, ma da come il motore riesce a erogarla, recuperare energia e distribuirla lungo tutto il giro.

È proprio questa la chiave per capire cosa aspettarsi dalla Ferrari a Monza.

Ferrari porta a Monza la nuova specifica ADUO 2

Durante la puntata viene ricordato che Ferrari ha completato il pacchetto evolutivo consentito dal regolamento FIA sulla Power Unit e che il debutto della specifica ADUO 2 è previsto proprio sul circuito di Monza.

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Si tratta di un aggiornamento ufficialmente confermato dalla Scuderia, ma Ferrari non ha comunicato nel dettaglio quali siano tutte le modifiche interne introdotte.

Secondo quanto discusso nella trasmissione, gli interventi principali riguardano due aree molto precise:

  • il gruppo turbocompressore;
  • il software di gestione dell’energia della Power Unit.

Sono due componenti strettamente collegati tra loro, soprattutto su un circuito dove la gestione dell’energia elettrica è determinante.

Perché Monza è il banco di prova ideale della Power Unit Ferrari

Monza è probabilmente il circuito più severo dell’intero calendario per una Power Unit.

Riccardo Romanelli ricorda che il tracciato italiano presenta la più alta percentuale di utilizzo della piena potenza durante il giro. Per lunghi tratti il motore lavora nelle condizioni di massimo carico e qualsiasi miglioramento di efficienza emerge con maggiore evidenza rispetto ad altri circuiti.

È proprio questo il motivo per cui Ferrari ha scelto Monza per il debutto dell’ADUO 2.

Il Gran Premio d’Italia permette infatti di valutare contemporaneamente:

  • velocità massima;
  • accelerazione sui lunghi rettilinei;
  • gestione dell’energia elettrica;
  • comportamento del turbocompressore ad alto carico.

In altre parole, Monza è un vero banco di validazione della nuova Power Unit.

Il vero guadagno non si misura soltanto in cavalli

Il tema centrale dell’analisi di Romanelli riguarda proprio il numero di cavalli attribuito all’ADUO 2.

Negli ultimi giorni sono circolate indiscrezioni che parlano di un incremento nell’ordine dei 10 cavalli. Romanelli, però, spiega perché questo dato da solo racconta soltanto una parte della storia.

Il valore assoluto della potenza è conosciuto soltanto dai motoristi. Dall’esterno è praticamente impossibile determinarlo con precisione utilizzando i dati telemetrici pubblici.

Ma soprattutto, una Power Unit può migliorare le prestazioni anche senza aumentare in maniera significativa la potenza massima.

È questo il concetto più importante emerso durante Race Tech.

Erogazione, coppia e rendimento possono valere più della potenza massima

Romanelli spiega che l’evoluzione della Power Unit può agire su aspetti molto diversi tra loro.

Ad esempio può migliorare:

  • la curva di erogazione della coppia;
  • la risposta del turbocompressore;
  • il rendimento volumetrico;
  • la gestione della sovralimentazione;
  • l’efficienza complessiva del motore.

Questo significa che una vettura potrebbe risultare più veloce sul giro pur avendo un incremento limitato della potenza massima.

La prestazione nasce infatti dall’intero sistema Power Unit e non soltanto dal valore massimo espresso al banco.

ADUO 2 potrebbe migliorare soprattutto il deployment

Nella Formula 1 2026 la componente elettrica ha assunto un peso enorme.

Romanelli ricorda che oggi la strategia di deployment è uno degli elementi decisivi della prestazione.

L’energia recuperata durante il giro deve essere distribuita nel modo più efficace possibile lungo le varie fasi della pista.

Per questo motivo un aggiornamento software può essere importante quanto una modifica meccanica.

L’obiettivo è utilizzare meglio l’energia disponibile senza sprecarla nei punti meno redditizi del circuito.

Su Monza, dove i rettilinei sono molto lunghi, questa gestione diventa fondamentale.

Il nuovo turbocompressore è una parte centrale dell’ADUO 2

Uno degli aspetti più interessanti della puntata riguarda il turbocompressore Ferrari.

Secondo le indiscrezioni analizzate durante Race Tech, Ferrari avrebbe modificato la geometria della girante e il numero delle palette del compressore.

Romanelli sottolinea che non si tratta necessariamente di un turbocompressore più grande.

Al contrario, piccole modifiche fluidodinamiche possono migliorare in modo significativo il rendimento della macchina senza cambiare radicalmente le dimensioni del componente.

L’efficienza del compressore dipende infatti da dettagli estremamente raffinati del disegno interno.

Perché anche pochi millimetri possono fare la differenza

Romanelli dedica un inciso molto interessante proprio alla progettazione del turbocompressore.

Dietro la girante esiste un enorme lavoro di fluidodinamica.

Piccole variazioni possono modificare:

  • il rendimento della compressione;
  • il comportamento del compressore agli alti regimi;
  • la risposta del turbo;
  • l’efficienza dell’intero sistema di sovralimentazione.

In Formula 1 non serve necessariamente aumentare il diametro della girante per ottenere prestazioni migliori.

Spesso è proprio l’ottimizzazione della geometria interna a produrre i risultati più importanti.

Ferrari punta ad arrivare più forte in fondo ai rettilinei

Durante Race Tech viene ricordato uno dei limiti mostrati dalla Ferrari in alcune gare della stagione.

In circuiti caratterizzati da lunghi rettilinei, la SF-26 sembrava arrivare con meno spinta nella parte finale dell’accelerazione.

Secondo l’analisi della puntata, l’obiettivo dell’ADUO 2 è proprio migliorare questa fase.

Non significa avere una velocità massima completamente diversa, ma mantenere una migliore erogazione della potenza e dell’energia elettrica fino alla fine del rettilineo.

È un aspetto che Monza renderà immediatamente visibile.

Monza dirà se Ferrari ha migliorato davvero l’efficienza della Power Unit

Il circuito italiano offrirà diversi elementi da osservare.

Tra quelli indicati da Romanelli ci sono soprattutto:

  • capacità di mantenere la spinta fino alla Prima Variante;
  • gestione del deployment sui lunghi rettilinei;
  • utilizzo dell’energia recuperata;
  • efficienza complessiva della Power Unit durante tutto il giro.

Sono parametri molto più significativi del semplice numero di cavalli attribuito al nuovo motore.

L’affidabilità resta un punto di forza Ferrari

Un altro tema affrontato durante Race Tech riguarda l’affidabilità della Power Unit Ferrari.

Romanelli osserva che, fino a questo momento della stagione, Ferrari ha mostrato un livello di affidabilità complessivamente positivo.

Questo permette alla Scuderia di introdurre una nuova specifica evolutiva senza dover ripensare completamente il progetto.

L’esperienza accumulata durante il campionato rappresenta la base per continuare lo sviluppo anche in vista delle prossime evoluzioni della Power Unit.

Cosa aspettarsi dal weekend di Monza

L’ADUO 2 non promette miracoli.

L’analisi di Romanelli invita piuttosto a osservare il comportamento complessivo della Ferrari durante il weekend.

Se il nuovo pacchetto funzionerà, i miglioramenti potrebbero emergere soprattutto nella qualità dell’erogazione, nella gestione dell’energia e nella capacità della SF-26 di sfruttare meglio il lungo rettilineo di Monza senza perdere prestazione nella parte finale.

È proprio qui che il Gran Premio d’Italia potrà fornire le prime risposte.

Analisi NEWSF1

La Race Tech #164 mette in evidenza un aspetto spesso trascurato quando si parla di aggiornamenti motore: la prestazione di una Power Unit non coincide con il numero di cavalli.

L’ADUO 2 rappresenta un’evoluzione dell’intero sistema Ferrari. Turbocompressore, software di gestione dell’energia e deployment lavorano insieme per migliorare l’efficienza complessiva della SF-26 su uno dei circuiti più esigenti della stagione.

Monza sarà il primo test reale. Se Ferrari riuscirà a mantenere maggiore spinta fino alla fine dei rettilinei e a gestire meglio l’energia disponibile, il vero passo avanti dell’ADUO 2 potrebbe essere molto più importante di quanto racconti una semplice cifra in cavalli.

Guarda la puntata completa di Race Tech

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