F1, Ferrari e il caso ADUO: il piano segreto sul motore ? e l’enigma del setup di Hamilton in Canada
Il Gran Premio del Canada ha lasciato indicazioni importanti per il lavoro di sviluppo della Ferrari. Mentre la Mercedes ha colto la vittoria con la prestazione di Andrea Kimi Antonelli, in casa Maranello il fine settimana ha mostrato due scenari opposti. Lewis Hamilton è riuscito a conquistare il secondo posto mostrando un ottimo passo con la sua SF-26, mentre Charles Leclerc ha incontrato maggiori difficoltà nel trovare il bilanciamento ideale della vettura.
I fattori tecnici dietro queste prestazioni e le prospettive legate alle future concessioni della FIA sul motore sono stati al centro dell’analisi dell’ingegner Marco Coricelli nell’ultima puntata di Undercut su News F1.
Il bilanciamento della SF-26 nel fine settimana di Montreal
La presenza della Sprint Race ha imposto alle squadre di definire le scelte di assetto dopo una sola sessione di prove libere. In questo scenario, la scelta di un setup iniziale corretto si è rivelata determinante per il resto del fine settimana.
La telemetria suggerisce che Hamilton abbia optato per una configurazione d’assetto piuttosto aggressiva, mirata a massimizzare la prestazione sul giro singolo in qualifica. Sebbene questa scelta abbia parzialmente penalizzato la gestione delle gomme morbide nel primo stint, ha trovato la sua massima efficacia dopo il passaggio alla mescola media. La gomma media, grazie a una finestra di funzionamento più ampia, ha digerito meglio l’aggressività del setup, consentendo a Hamilton di girare su tempi molto competitivi, a differenza di Leclerc che non ha trovato la stessa costanza di rendimento.
L’approccio di Hamilton e la gestione del simulatore
Un elemento di discussione ha riguardato la preparazione del fine settimana, con Hamilton che ha preferito non utilizzare il simulatore prima della trasferta canadese.
Dal punto di vista ingegneristico, i simulatori moderni rappresentano strumenti di calcolo estremamente sofisticati, ma sono comunque soggetti a semplificazioni fisiche e a lievi ritardi di risposta del software rispetto alla realtà della pista. Per un pilota con l’esperienza di Hamilton, fare affidamento esclusivamente sul riscontro diretto dell’asfalto evita il rischio di essere condizionato da discrepanze, seppur minime, del modello matematico, facilitando l’adattamento immediato alle condizioni reali del tracciato.

Il regolamento ADUO e le possibili modifiche al turbocompressore
L’attenzione dei tecnici è ora rivolta alle decisioni della FIA in merito all’ADUO (Additional Development Opportunity), lo strumento normativo che consente ai costruttori in deficit di prestazioni di aggiornare alcune componenti della Power Unit.
Il limite principale dell’unità motrice di Maranello risiede nell’architettura del turbocompressore, caratterizzato da dimensioni leggermente inferiori rispetto a quello Mercedes. Questa scelta, pur favorendo la trazione e la reattività ai bassi regimi, genera una perdita di efficienza alle alte velocità nei rettilinei.
Con l’introduzione delle limitazioni della FIA sulle procedure di partenza, che impongono un tempo di attesa standardizzato per la messa in rotazione della turbina, il vantaggio originario del turbo piccolo in fase di avvio è stato ridotto. Maranello potrebbe quindi sfruttare le concessioni ADUO per rivedere la fluidodinamica interna del compressore e il disegno delle palette, spostando l’intervallo di funzionamento ottimale verso regimi più alti per recuperare velocità di punta.
Le temperature della stagione europea e l’affidabilitÃ
I prossimi appuntamenti europei, caratterizzati da temperature ambientali tipicamente più elevate, rappresenteranno un banco di prova severo per l’affidabilità delle vetture, in particolare dopo i problemi accusati dalle unità motrici Mercedes a Montreal.
La capacità della Ferrari di far lavorare i propri componenti interni a temperature di esercizio elevate potrebbe rivelarsi un fattore competitivo. Temperature eccessive sui motori elettrici possono causare il fenomeno del de-rating, ovvero il taglio automatico della potenza per evitare la smagnetizzazione dei componenti e garantire l’integrità del sistema. Se la SF-26 confermerà una superiore efficienza di raffreddamento e stabilità termica nelle calde tappe europee, la gestione dell’affidabilità potrebbe influire in modo diretto sui rapporti di forza in pista.
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