Con il Gran Premio del Messico, diciassettesimo appuntamento del mondiale di Formula 1, la stagione affronta lo sprint finale. La lotta per il titolo, tutta interna alla Mercedes, si infiamma. Rosberg sente sul collo il fiato di Hamilton, che con la vittoria di Austin, la numero 50 di una carriera straordinaria, lo incalza a soli 26 punti di ritardo.

Il circuito dei fratelli Rodriguez situato all’interno di Città del Messico (un eufemismo, considerato si tratta di una metropoli di oltre 20 milioni di persone) la sfida sarà totale fra i due compagni. La gara in realtà sarà interessante per tutti, con una corsa disputata in altura che non aiuta queste power unit così delicate e complicate. I 2400 metri di altitudine della capitale messicana presentano difficoltà tecniche uniche in termini di raffreddamento delle power unit e soprattutto dei freni, qui in difficoltà come su nessun altra pista. L’aria rarefatta costringe a innovazioni fantasiose per gestire i flussi aerodinamici anomali e massimizzare il raffreddamento delle parti più sollecitate. Ecco quindi spuntare appendici aerodinamiche di varie forme (le cosiddette bat wings) aperture maggiorate nei cofani motore e prese d’aria dei freni più ampie, le più grosse del campionato. Lo sviluppo tecnico delle vetture è spinto al massimo sia, come accennato, per compensare le inusuali condizioni ambientali, sia per accelerare l’introduzione di parti da valutare e testare per le monoposto del 2017. E’ il genere di lavoro portato avanti anche dalla Ferrari: di pari passo con l’introduzione di nuove parti le si valutano anche in ottica futura. Dopo il disastro dello scorso anno (con il doppio ritiro di entrambi i piloti) c’è la necessità di fare risultato. Come al solito sarà difficile perchè la Mercedes si candida ad essere imprendibile sul lungo rettifilo, Red Bull invece si prepara a scappar via sul secondo tratto della pista, quello più guidato e ricco di curve in successione. Un tracciato, quello messicano, del tutto nuovo, introdotto nuovamente nel calendario lo scorso anno e che attira frotte di tifosi festanti, certo attirati dai due eroi locali presenti in griglia, Perez e Gutierrez.

Tutto questo mentre giunge la notizia che un altro circuito ormai quasi storico del calendario, la Malesia, presenza fissa dal 1999, minaccia di rinunciare alla Formula 1 per ragioni economiche: il ritorno semplicemente non vale più l’investimento. Dopo quasi 20 anni ininterrotti di Gran Premio l’onda lunga dell’entusiasmo sta scemando e pubblico e interesse sono in calo. A testimonianza di quei mali che affliggono la categoria da ormai molto tempo, e che rischiano di minarne alla base la credibilità se non si agirà rapidamente per trovare una soluzione. La nuova proprietà americana è chiamata a portare qualche novità prima che il giocattolo si rompa, ma questo non è previsto tanto presto, come da loro stessi annunciato.

Le gomme del weekend saranno le stesse del Texas, Pirelli conferma dunque Medie, Soft e Supersoft, quest’ultima mescola novità assoluta per la pista.

Appuntamento per le prove libere domani dalle ore 17 ora italiana.

di Stefano De Nicolo’  (@stefanodenicolo)

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