Dominando sopra avversari e guai tecnici, la Ferrari, sul circuito dell’Hungaroring, ha dato l’immagine di “squadra vera”, con Raikkonen che sacrifica una vittoria per difendere Vettel (con sterzo “storto”) dagli attacchi delle Mercedes (che giocano anch’esse “di squadra”).
“Maretta”, invece, nel team Red Bull…

“Ti devo una cena”. Forse è questo che ha detto Sebastian Vettel, sul podio ungherese, al compagno Kimi Raikkonen.
Il finlandese, oggi, sembra essersi guadagnato la riconferma in Ferrari per il 2018, dato il grosso lavoro svolto oggi, fin dalla partenza, per assicurare l’1-2 Ferrari e difendere Seb nei momenti di difficoltà.
Infatti il tedesco, capoclassifica mondiale (ora a +14 in classifica iridata), dopo aver dominato nei primi 20 giri, ha accusato un problema insolito alle geometrie dello sterzo, col volante che piegava sempre più verso sinistra.
Da lì in poi la sua gara è diventata un calvario, dovendo, giocoforza, guidare lontano dai cordoli. Decisiva quindi la “protezione”di Kimi, che aveva sicuramente un passo superiore, nel “coprire” il compagno dal ritorno delle Mercedes.
Mercedes che, dopo aver montato la mescola high-working range delle Pirelli Soft Yellow, si faceva via via più minacciosa, confermando il discorso su temperature pista e pressioni gomme di cui scrivevo ieri (la W08 Hybrid, ora, “scalda” più le gomme, e si sposa al meglio, su piste “calde”, con compound che lavorano a più alte temperature).
Ma, visto il “sacrificio” di Raikkonen ed il problema di Vettel, non potremo sapere, con certezza, quale fosse la differenza sul ritmo, con le gomme Soft, tra i due team leader del Mondiale.
Certo è che Ferrari ha dato una grande risposta, portando tante novità tecniche (mentre Mercedes, in apparenza, sembra più “ferma”. Magari in attesa di portare delle novità al rientro dalle vacanze, a Spa), ma ancora tanto dovrà fare, per poter duellare ad armi pari con le Frecce d’Argento anche su circuiti meno favorevoli, come quelli prossimi di Spa e Monza (per Spa, forse, ci sarà una nuova versione del fondo vettura).
Per la Mercedes, invece, giornata interlocutoria. Forse un’incomprensione sul team order, in cui Bottas ha lasciato passare troppo platealmente Hamilton, ha scatenato la violenta reazione del team principal Toto Wolff, che ha prontamente “corretto il tiro”, facendo comunicare via radio ai diretti interessati che, in caso Lewis non fosse riuscito a passare le Ferrari, avrebbe dovuto restituire la posizione a Valtteri.
Ed Hamilton non ha mancato di mettere in risalto la sua “speranza” che, a fine anno, questi 3 punti ceduti al team-mate non risultino poi decisivi nella lotta iridata.
Anche in Red Bull acque agitate.
Le manovre “incoscienti” di Verstappen (allo start per pochissimo non tampona Raikkonen, ed in curva 3, per non subire “l’onta” del sorpasso del compagno Daniel Ricciardo, gli “tira una ruotata”, dopo aver frenato troppo tardi) fruttano a lui una penalità di 10 secondi da scontare al pit (ma perché tante altre volte, per manovre ben più scorrette, non è mai stato sanzionato?), ed a Ricciardo il ritiro, causa rottura del radiatore della fiancata sinistra della sua RB13.
Questo ha detto la pista prima delle “ferie agostane” (e prima dei test dei prossimi giorni sullo stesso circuito magiaro, dove vedremo il talento Leclerc in pista al volante della Rossa ed il ritorno, tanto sperato e atteso, di Robert Kubica al volante della Renault), annunciate da Fernando Alonso (oggi ottima gara per lui e per la McLaren Honda, sesto al traguardo ed autore del giro più veloce della corsa) sulla sua “proverbiale” sdraio.

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Ma, tra meno di un mese, la battaglia sarà di nuovo “calda”, sullo stupendo tracciato, “università della guida”, di Spa Francorchamps.
Dove ci auguriamo d’assistere ad un duello serrato, affascinante e ricco di tensione, come quello appena andato in scena in Ungheria, al quale non s’assisteva, in Formula Uno, da anni.

di Giuseppe Saba (Twitter: @saba_giuseppe)

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