Quando Max Verstappen è diventato Campione del Mondo, ormai quasi 1 settimana fa, quasi nessuno ci poteva credere a quella che era stata una pazza gara all’ultimo respiro. In particolare hanno avuto molta risonanza le immagini di Hamilton con il padre e di Verstappen con Jos (suo padre ndr), anche se chiaramente in due situazioni molto diverse. Intervistato da Coulthard il padre di Verstappen ha dichiarato:

“Max ha iniziato con i kart quando aveva 4 anni e già guardava le gare in cui eravamo impegnati io e te. Da qualche parte ho ancora le sue foto di quel periodo, e vederlo dov’è arrivato ora è incredibile, e sono tanto orgoglioso. E’ emozionante vedere tuo figlio vincere. Ad Abu Dhabi non mi sarei mai aspettato che attaccasse alla curva 5. Mi sono chiesto ‘perché li?‘, soprattutto per il fatto che c’erano ancora due rettilinei dopo la curva. Era lì che mi aspettavo il sorpasso, così come molte pensavano molte altre persone. Nel corso della stagione è stato sfortunato, ma nell’ultima gara non avresti mai potuto immaginare un finale del genere, neanche in un film. Quando ero seduto di fronte a Max, una volta finita la gara, è stato bello vedere Anthony Hamilton che si è congratulato con lui. Ho avuto qualche conversazione con Anthony su WhatsApp durante l’anno. Gli Hamilton hanno già vinto 7 mondiali, per noi è tutto diverso, ma è stato molto rispettoso. Prima dell’incidente di Latifi avevo lasciato la postazione per andare a vedere i tempi sul monitor, perché pensavo che non sarebbe andato per il verso giusto e non volevo essere ripreso dalle telecamere. Quando poi c’è stato l’incidente a 5 giri dalla fine è tornata la speranza, e volevo che la Williams fosse rimossa più velocemente possibile. A quel punto la gara è ripresa, le auto si sono sdoppiate come accade di solito e mancava solo un giro. Tutti quelli che conoscono Max sapevano che ci avrebbe provato in tutti i modi, e ci stavamo chiedendo dove avrebbe attaccato. Nessuno si aspettava alla curva 5, con due rettilinei ancora da affrontare. Dopo che Lewis si è affiancato alle curva 9 ho cominciato a piangere, ero nervoso e tutte le emozioni sono emerse in un colpo solo. Tutto quello che è accaduto durante la stagione ha reso le emozioni ancora più intense. E’ difficile individuare un momento in cui sono particolarmente orgoglioso di lui, ma quando lo vedo attaccare in Q3, nel modo in cui guida, è incredibile. Anche a Gedda è stato così, così come ad Abu Dhabi. Non intervengo mai nelle questioni della squadraoppure per fornirgli consigli tecnici. Le auto di adesso, inoltre, sono completamente diverse da quelle che guidavamo ai nostri tempi. Mi piace sentire i discorsi, ma non interferisco in alcun modo. A volte parlo con gli ingegneri di pista di Max, ma solo per curiosità personale. Tornando invece a Silverstone, quando vedi un incidente come quello non pensi ad altro se non alle sue condizioni di salute. Sono andato immediatamente al centro medico per vedere come stava. Da padre non è stato bello trascorrere quei momenti, così come non sono riuscito ad accettare i festeggiamenti dopo quello che era accaduto. Dopo l’incidente ero preoccupato che l’impatto potesse aver avuto una ripercussione sulla sua guida, ma quando l’ho visto spingere ancora al massimo ho capito che era tutto a posto. Quando lo vedo mi rendo conto che è molto più avanti di quanto non lo fossi io alla sua età; è anche il suo modo di correre che gli consente di arrivare a questi livelli. Già nelle formule minori era capace di rivelare alcuni dettagli sulla guida che io non conoscevo”

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