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Gp Austria, Analisi qualifiche Sprint: Verstappen batte le McLaren, Ferrari soffre nelle curve di media-alta velocità

Nuova sfida fra Max Verstappen e Lando Norris nelle qualifiche della Sprint del Gp d’Austria, mentre la Ferrari conferma i passi indietro con gli aggiornamenti portati a Barcellona

A Spielberg tutti si attendevano un grande equilibrio nel giro secco come a Barcellona, invece nello shootout del Gp d’Austria, Red Bull e McLaren hanno fatto la differenza. Max Verstappen grazie ad una RB20 tornata prima forza, ha battuto il Team di Woking, confermando di essere il favorito della Sprint, qualifiche e gara. Lando Norris e Oscar Piastri, sono gli unici ad aver tenuto testa allo scatenato Verstappen, mentre Mercedes e Ferrari, hanno potuto lottare solo per la quarta posizione. George Russell ha risposto al podio di Lewis Hamilton al Montmelò, prendendosi la seconda fila della Sprint. A Zeltweg sono già arrivate le prime risposte del week end per Ferrari, ancora quarta forza, e confermando di essere regredita con gli aggiornamenti. Se a costringere Carlos Sainz ad accontentarsi del quinto tempo, è stato il porpoising in particolare nel T3, e la conferma di una SF-24 che con le soft, non ha avuto lo stesso feeling delle medie e delle dure, Charles Leclerc è stato tradito dall’antistallo.

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La controprova, che la prestazione opaca del Montmelò, non è stata solo dovuta dal poco tempo a disposizione per ottimizzare il pacchetto,  arriva dal grafico della pista di Spielberg di F1-TEMPO. La SF-24 prima del Gp di Spagna, era una delle vetture più forti nelle curve lente, e sugli stessi livelli della RB20 e della MCL38, in quelle in appoggio. Invece nello shootout, la Ferrari non dà di nuovo gli stessi riscontri del simulatore, ed è stata migliore di Red Bull e di McLaren soltanto in frenata, per poi andare in crisi, sia nel terzo settore che in rettilineo. Stesso copione per la Mercedes, mentre su tutto il circuito è andato in scena il duello fra la RB20 e la MCL38. Norris e Piastri a differenza della Catalogna, sono stati competitivi anche sul dritto, dove la Red Bull ha ancora un discreto vantaggio, e un po’ come ci ha abituati da inizio stagione, accende la power unit solo in qualifica. Le due vetture poi si equivalgono sia dove conta il carico aerodinamico nel T2, che nei cambi di direzione del terzo settore.

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Quadro ancora più chiaro dai dati della telemetria. Verstappen costruisce la pole già nel T1, sfruttando la forza nel primo allungo della RB20, che ha una velocità di cinque e sei chilometri orari, in più di McLaren, Ferrari e Mercedes. Il leader del mondiale guadagna 60 e 57 millesimi a Norris e a Piastri, i quali hanno una perfomance diversa nel secondo settore. Se l’inglese riesce con l’ottimo downforce della MCL38, a recuperare 16 millesimi a Verstappen, Piastri esce dalla lotta per la prima fila. Il campione del mondo risponde nel T3 e nonostante una certa prudenza sui cordoli, rifila altri 52 millesimi a Norris, e si prende la pole della Sprint. In questo duello, fino alla parte centrale sembrava potersi inserire Sainz, che prima del secondo intermedio, aveva un gap di appena 75 millesimi da Verstappen, ma i saltellamenti della SF-24 nelle curve medie, gli fanno perdere tre decimi nel T3. Problemi che costringeranno la Ferrari alla rimonta nella Sprint del Gp d’Austria, in cui vedremo se con Sainz, la SF-24 come a Barcellona, nel passo gara sarà più competitiva del giro secco e potrà giocarsi almeno il podio, mentre Leclerc sarà costretto alla rimonta.

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