Formula 1 – Mercedes non ha digerito la squalifica inflitta a Lewis Hamilton per l’irregolarità riscontrata sul DRS della W12 n°44. La punizione è sembrata pesante ma ci sono casi comparabili.

La Mercedes W12 di Lewis Hamilton lascia il Brasile in direzione Qatar portandosi via il massimo dei punti previsti per la domenica e lo fa nonostante una pesante penalità ricevuta tra le qualifiche del venerdì (ultimo weekend della Sprint Qualifying) e la mini race del sabato. Con le prestazioni viste questo fine settimana dal sette volte campione del mondo il bottino, senza la squalifica, poteva essere ancor più ricco con i tre punti messi in palio al sabato.

Nonostante la vittoria, infatti, si è visto un Toto Wolff molto arrabbiato:

Wolff F1
Wolff F1

“La FIA è stata contro di noi per tutto il fine settimana. Non aver dato nessuna penalità a Max dopo aver spinto fuori Lewis non va bene. Non vogliamo che una cosa del genere possa passare inosservata. Sono state prese decisioni incomprensibili. C’è un limite”.
Ad accendere gli animi del team di Brackley è stata proprio la squalifica ricevuta dopo le qualifiche, troppo pesante per il manager austriaco: “Dobbiamo accettare il giudizio degli steward, anche se non lo condividiamo. È stata una decisione secca che non prendeva in considerazione la regolarità dell’ala ma come sono stati svolti i test”.

Il regolamento prevede che lo spazio tra gli elementi dell’ala posteriore “DRS aperto” non deve superare gli 85 millimetri. Ma dal Gran Premio di Francia, guarda caso a seguito di altri scontri tra Red Bull e Mercedes, è stato modificato il regolamento tecnico introducendo un nuovo test. Il controllo, nello specifico, prevede che il limite di rotazione dell’ala posteriore intorno all’asse centrale sarà di 1 grado per 750 N applicati, inoltre al carico verticale di 1000 N dovrà corrispondere al massimo una rotazione di 1 grado dell’ala.


Ad una prima analisi sembrerebbe che le pressioni fatte dal team anglo tedesco in estate alla Federazione abbiano, alla fine, penalizzato la Mercedes stessa, ma secondo gli ingegneri il caso qui è stato diverso; probabilmente due viti di fissaggio si sono allentate proprio durante la qualifica:


“La differenza era minima. Forse 0,2 millimetri. La nostra ala posteriore ha sempre superato tutti i test negli ultimi cinque anni senza problemi”, la risposta di Wolff ancora più infastidito per essere stato privato dell’ala (prelevata dagli uomini FIA): “Siamo stati privati ​​della possibilità di mostrare cosa si è rotto”.
Questa tipologia di difetto è stata riscontrata dalla FIA anche sulle RB 16 B ma perchè non è stata applicata la stessa pena? Alla Red Bull, in effetti, è stato permesso di riparare l’ala, in condizioni di parco chiuso, sia in Messico che in Brasile ma perché avvenuto tra le prove libere e la sessione di qualifica e non tra le qualifiche e la sprint qualifying.

Quando le regole vengono applicate ad una lotta al titolo possono sembrare meschine e dare l’impressione che possano togliere linfa alla battaglia ma vanno rispettate e la Federazione quest’anno ha mostrato il pugno di ferro, vedere la cancellazione del secondo posto di Vettel in Ungheria per 0,7 litri di carburante in meno, lasciando però più margine per gli scontri corpo a corpo.

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