Le tempistiche dell’introduzione dei test più stringenti sulla flessione dell’ala posteriore non hanno soddisfatto né Andreas Seidl né Toto Wolff.

La diatriba sulle ali flettenti non accenna a placarsi. Dopo le perplessità sorte nel weekend del GP di Spagna, infatti, la FIA ha deciso di attivare la clausola al Paragrafo 3.9.9 del Regolamento Tecnico, che permette alla Federazione di modificare ed inasprire i test sulla flessione delle ali qualora dovessero sorgere sospetti su uno dei team. La scuderia sotto la lente d’ingrandimento è la Red Bull, la cui ala posteriore ha effettivamente mostrato una flessione anomala sui rettilinei di Barcellona. Ma non solo: secondo Helmut Marko, infatti, anche Alpine ed Alfa Romeo sarebbero “colpevoli” di utilizzare questo tipo di alettone, mentre proprio ieri Mattia Binotto ha affermato che anche la Ferrari, come tanti altri team, sta sfruttando in maniera più o meno tangibile la flessione delle ali.

I test più stringenti obbligheranno dunque tutte le squadre a riorganizzarsi e a regolarizzarsi, portando inevitabilmente qualcuno a perdere un piccolo vantaggio ottenuto sfruttando una zona del regolamento da molto tempo considerata grigia. Questo cambio non sarà tuttavia repentino: la Federazione ha infatti concesso diversi giorni ai team per modificare le ali, e i nuovi controlli entreranno in vigore al GP di Francia, che si terrà il 20 giugno. L’ampio lasso di tempo concesso permetterà alle scuderie incriminate di mettersi in regola e adattarsi ai nuovi test con relativa facilità, lasciando intatto il piccolo vantaggio dell’ala flessibile nei GP di Monaco e dell’Azerbaijan. Ciò non ha fatto piacere ad Andreas Seidl e Toto Wolff, che hanno invocato un’anticipazione dei nuovi test poiché i loro team (che utilizzano un’ala più rigida) risulterebbero comunque svantaggiati nei prossimi due Gran Premi.

Il Team Principal della McLaren è stato particolarmente critico in Conferenza Stampa: “L’ho già detto stamani: guardando le immagini di Barcellona, è chiaro cosa stia succedendo, perciò accogliamo di buon grado la Direttiva Tecnica della FIA che inasprisce i test. Ciò li aiuta a controllare le vetture in maniera pragmatica in circuito. Ma allo stesso tempo, siamo fortemente in disaccordo con le tempistiche dell’introduzione dei test. Per noi non c’è ragione per cui si debbano aspettare altre due gare, perché così quelli che hanno disegnato le vetture per avere le ali flettenti possono sfruttare questo vantaggio in quegli eventi. Ciò che questi team stanno utilizzando è chiaramente contro i regolamenti, perché per essere in regola non basta passare i test statici. Perciò ne stiamo parlando con la FIA: crediamo che per loro sia una buona opportunità di usare il pugno duro e non accettare più da oggi in poi queste cose”.

“Il mio punto di vista è molto simile a quello di Andreas.” – ha dichiarato invece Wolff – “Abbiamo visto in passato che alcuni cambi di design complicati per i team sono stati posticipati. Chiaramente, se c’è un weekend back-to-back o ci sono due settimane, il tempo per regolarizzarsi è troppo esiguo per tutti. Però mancano quattro settimane a Baku ed è incomprensibile come in questo lasso di tempo non si riesca a stabilizzare un’ala posteriore. Fra l’altro, quella è probabilmente la pista in cui le ali flettenti hanno il maggior effetto. Ciò ci lascia disorientati, perché la Direttiva Tecnica dice che il movimento di alcune ali posteriori è stato ritenuto eccessivo. Quindi, i team che dovessero utilizzare queste particolari ali sarebbero soggetti a proteste ed è probabile che tutto ciò vada a finire all’ICA. E a nessuno fa comodo una situazione così caotica“.

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