Il figlio di Enzo ha commentato la situazione della Ferrari alla cerimonia di ricevimento del Premio Mecenate dello Sport 2021.

Dopo una stagione 2020 estremamente negativa, il 2021 ha fin qui riservato qualche soddisfazione in più per la Ferrari in F1. Visto il punto di partenza, la Scuderia di Maranello ha svolto un buon lavoro e ha recuperato qualche posizione in Classifica Costruttori, ma l’obiettivo primario è un altro: la Rossa sta infatti puntando ed investendo tutto o quasi sul progetto 2022, che dovrà rappresentare il ritorno all’antico splendore e al vertice della categoria regina del motorsport per il glorioso brand italiano. A proposito di gloria, nella giornata di ieri il vice Presidente dell’azienda di Maranello Piero Ferrari, figlio del fondatore Enzo, ha ricevuto il Premio Mecenate dello Sport per il suo contributo allo sviluppo del prestigioso marchio del Cavallino Rampante sia come fenomeno sociale e sportivo sia come simbolo dell’Italia nel mondo. L’evento ha inoltre rappresentato un’opportunità per condividere il suo punto di vista sull’attuale situazione della Rossa, con particolare attenzione verso la F1.

“La Ferrari è fatta di tante persone…” – ha esordito il figlio di Enzo, citato da La Gazzetta dello Sport – “…e questo premio lo condividerò con tutti a Maranello. Anche in Formula 1 non ci sono solo i piloti, ma molte altre persone dietro quel lavoro. Ho avuto la fortuna di aver potuto dare il mio contributo, il sostegno e anche il coraggio, nei momenti più o meno belli. In tutta l’azienda c’è un grande senso d’appartenenza. Le grandi vittorie di Daytona e Le Mans hanno costruito il mito Ferrari, ma il passato lo dobbiamo mettere alle spalle, come diceva mio padre, e dobbiamo tenerlo in considerazione per non ripetere gli errori. Lo sport è molto importante per la nostra azienda: Ferrari vende automobili apprezzate in tutto il mondo, ma è anche sport. Sono due facce della stessa medaglia, tutti sanno che la Ferrari comunque corre e c’è. Ci siamo e ci saremo”.

Per quanto riguarda la line-up di piloti della Scuderia in F1, Ferrari ha sottolineato le qualità di Leclerc e Sainz: “Charles Leclerc sarebbe piaciuto sicuramente a mio padre. Il confronto tra piloti del presente e passato è difficile. Gilles Villeneuve era istinto puro, Charles è molto diverso: è un pilota intelligente, un ragazzo estremamente dotato da tutti i punti di vista, con riflessi straordinari, grande concentrazione. Se riusciremo a dargli un mezzo adeguato ci darà grandi soddisfazioni. […] Anche Carlos Sainz sta dimostrando di essere un giovane solido e veloce. Abbiamo una bella squadra, per il futuro tutto cambierà, le carte si rimescoleranno e dobbiamo ricordarci che ci sono tanti limiti tecnici fatti dal regolamento e che il prossimo anno sarà tutto nuovo”.

Il vice Presidente di Ferrari ha concluso con una riflessione su Michael e Mick Schumacher, attualmente chiamato a farsi le ossa in Haas, team strettamente legato alla Rossa: “Ho avuto il piacere di avere Schumacher ospite a casa e bere assieme una bottiglia di vino rosso: aveva davvero piacere nell’avere questi momenti di intimità e tranquillità. Era una persona semplice, chiara, precisa, una personalità molto lineare. Mi spiace che ne parliamo oggi come fosse morto: non è morto, lui c’è ma non riesce a comunicare. Mick sta facendo il suo percorso, è in un team che appoggiamo, che ha fatto la scelta di non spendere nel 2021 e che usa una macchina che non era già buona del 2020. Stanno spendendo per il 2022 e anche noi di Ferrari stiamo aiutando la Haas: speriamo di dargli per il suo secondo anno una vettura con cui possa dimostrare le sue qualità”.

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