F1 News – Aston Martin ritrova la bussola in Ungheria

Andrea Inghingoli
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Un inizio da incubo per l’Aston Martin in questo 2026: dalle difficoltà dei test di Barcellona alla risalita nel Gran Premio d’Ungheria.

La più grande delusione fin qui della stagione 2026 è stata senza dubbio l’Aston Martin. Il team di Lawrence Stroll alla vigilia del campionato era la squadra su cui si era concentrata la maggior parte delle aspettative da parte degli addetti ai lavori.

Se prima dell’inizio del Mondiale si fosse chiesto al paddock chi avrebbe potuto sparigliare le carte del nuovo ciclo regolamentare, molti avrebbero fatto il nome dell’Aston Martin. Un’equazione apparentemente perfetta: il genio di Adrian Newey come guida tecnica, la partnership ufficiale con Honda, co-protagonista dei successi Red Bull nell’era delle vetture a effetto suolo e, lato pilota, la fame di Fernando Alonso, che dopo tanti anni vedeva una vera possibilità di lottare per il terzo titolo mondiale.

Aston Martin Stroll
Aston Martin Stroll


Il grande fallimento di Adrian Newey in Aston Martin

Tuttavia, già i primi test stagionali in Catalogna sono stati una vera e propria doccia fredda. Mentre gli avversari macinavano chilometri su chilometri per raccogliere dati fondamentali, nel box Aston Martin regnava un silenzio preoccupante. Ritardi nell’assemblaggio, complicazioni legate all’integrazione tra la Power Unit e la trasmissione interna, unitamente a una monoposto apparsa fin da subito decisamente sovrappeso rispetto al limite minimo.

Le prime gare hanno soltanto confermato il peggiore degli scenari per il team di Silverstone: ultima forza per tutta la prima parte di campionato, distante perfino da una Cadillac che ha fatto il suo debutto in campionato quest’anno. È difficile dire quale fosse il problema più evidente, se una power unit con quasi 100 cv in meno rispetto alla concorrenza oppure delle scelte aerodinamiche troppo estreme, ammesse peraltro dallo stesso Newey.

ASTON MARTIN SOSPENSIONE
ASTON MARTIN SOSPENSIONE


In Ungheria portata una macchina completamente nuova

Dopo aver toccato il punto più basso a Spa, il Gran Premio d’Ungheria ha segnato il primo vero punto di svolta tecnico per l’Aston Martin. Il team guidato da Adrian Newey ha infatti deliberato una macchina completamente rivista soprattutto nella zona del fondo e con una nuova sospensione posteriore. 

Ed effettivamente a Budapest i segnali sono stati molto positivi: Alonso in Q2 per la prima volta in stagione e in gara è andata anche meglio del previsto, con la tredicesima posizione di Stroll e la quattordicesima del due volte campione del mondo asturiano. 

Rispetto alle recenti uscite, la vettura è apparsa finalmente stabile, permettendo ai piloti di aggredire i cordoli senza subire l’instabilità al posteriore che aveva penalizzato le ultime uscite. I recenti correttivi apportati dagli ingegneri sembrano aver ampliato la finestra di utilizzo della monoposto, garantendo una gestione delle gomme ottimale anche sotto le alte temperature di Budapest.

Resta ora da capire se la buona prestazione in Ungheria possa essere ripetuta anche al ritorno dalla pausa estiva a Zandvoort. Proprio in Olanda, o forse più presumibilmente a Monza, è atteso l’aggiornamento della PU Honda, che sulla carta dovrebbe coprire almeno in parte il deficit di potenza del colosso giapponese rispetto alla concorrenza.

Consolidare la vettura per il resto del 2026 rappresenta la premessa fondamentale in vista del 2027. Se è vero che da un lato il deficit da recuperare è ancora importante e che i miracoli in Formula 1 non avvengono dall’oggi al domani, dall’altro si è detto che la curva di sviluppo di queste monoposto è enorme. Quest’inverno però, l’Aston Martin ha l’opportunità di trasformare i dolori di crescita iniziali nel basamento su cui costruire una candidatura al vertice per il futuro a medio termine.

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