A Yas Marina la Ferrari ha finalmente completato un weekend perfetto dal punto di vista operazionale, che dovrà migliorare nel 2023.

Con la bandiera a scacchi del GP di Abu Dhabi è ufficialmente calato il sipario sulla stagione 2022 di F1, dominata dalla Red Bull e da Max Verstappen dopo la breve superiorità iniziale della Ferrari. La Scuderia di Maranello si è tuttavia persa nel corso della stagione tra problemi di affidabilità, errori di strategia e sviluppi poco efficaci, scivolando sempre più indietro rispetto al team anglo-austriaco e venendo quasi raggiunta dalla Mercedes nella Classifica Costruttori. Perdere il secondo posto sul tracciato di Yas Marina avrebbe rappresentato una vera beffa per il Cavallino Rampante, ma sin dalle prime battute di gara è parso chiaro che Charles Leclerc e Carlos Sainz avrebbero respinto facilmente gli attacchi della Stella e avrebbero addirittura impensierito le Red Bull. E, grazie all’ottimo lavoro del team, il risultato ha superato le aspettative della vigilia.

In una stagione in cui il team ha raccolto numerose critiche per i gravi errori a livello operazionale e strategico, Abu Dhabi ha rappresentato il miglior finale possibile. Le coraggiose decisioni tattiche si sono infatti rivelate sempre azzeccate, permettendo a Leclerc di battere Sergio Pérez ed ottenere una seconda posizione che va oltre alle potenzialità della F1-75, chiaramente meno competitiva della RB18 a Yas Marina. A decidere il duello in favore di Leclerc è stata infatti una finta del muretto, che al giro 34 ha invitato il monegasco ad effettuare la scelta tattica opposta rispetto a quella del pilota che sta davanti. Temendo un undercut qualora la Ferrari fosse rientrata ai box, il muretto della Red Bull ha reagito e ordinato la seconda sosta a Pérez, ma presto ha realizzato che Leclerc avrebbe comunque prolungato lo stint su gomma dura fino a fine gara.

Foto: Alessandro Martellotta per newsf1.it

Per far funzionare questa strategia al limite, però, è servita l’ennesima prestazione di rilievo da parte del pilota monegasco, che si è così regalato la tanto desiderata seconda posizione nel mondiale piloti. Insieme ad un ritmo fenomenale, il numero 16 ha saputo gestire benissimo le gomme, traendo giovamento dalle modifiche di assetto effettuate dalla squadra tra venerdì, quando il passo gara preoccupava, e sabato. Nel post-gara Leclerc, citato da Autosport, ha comunque voluto sottolineare per prima cosa l’ottimo lavoro del team: “Devo dire che abbiamo fatto tutto quello che avevamo pianificato. Avevamo studiato anche in quale giro fare la finta nei confronti di Pérez e fargli credere che avremmo fatto la scelta contraria. Ci è cascato e ha fatto la seconda sosta, quindi siamo stati perfetti. Sono fiero dell’esecuzione di questa strategia”.

Una Ferrari così in controllo di tutte le dinamiche della gara, comprese le regole d’ingaggio tra i compagni di squadra, non si vedeva ormai da moltissimo tempo. Negli ultimi weekend della stagione la Rossa è sempre parsa molto conservativa a livello operazionale, probabilmente in risposta ai tanti errori che hanno caratterizzato la fase centrale del campionato. Per questo il GP di Abu Dhabi dovrà rappresentare, piuttosto che il finale di una stagione altalenante, un modello e un punto di ripartenza per raggiungere, nel 2023, un obiettivo fondamentale: ridurre il numero e il peso degli errori strategici. Non far fruttare le dure lezioni imparate quest’anno e adagiarsi su una consolatoria seconda posizione finale rappresenterebbe un peccato capitale da parte della Scuderia di Maranello.

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