Ferrari, Hamilton sotto accusa ma Leclerc non convince: il predestinato è sotto esame

Vito Defonseca
11 Min Read
hamilton Pole silverstone credits X formula 1

Il britannico è davanti al compagno in classifica e nel confronto in gara. Eppure il dibattito italiano sembra concentrarsi soprattutto sul suo carattere e sulle sue dichiarazioni. Ma siamo sicuri che il vero problema della Ferrari sia Hamilton?

C’è qualcosa di curioso nel modo in cui si sta sviluppando il dibattito sul confronto tra Lewis Hamilton e Charles Leclerc in Ferrari. Dopo le tensioni esplose al Gran Premio del Messico, una parte del commento televisivo italiano sembra aver individuato nel sette volte campione del mondo il principale problema della convivenza all’interno della Scuderia.

Le sue dichiarazioni, il suo carattere, il modo di comunicare con la squadra e persino il suo entourage sono diventati argomenti centrali. Ma c’è una domanda che dovrebbe venire prima di tutte le altre: che cosa stanno raccontando realmente i risultati della stagione 2026?

Perché se mettiamo da parte simpatie e antipatie, il confronto tra i due piloti Ferrari presenta un dato che non può essere ignorato: Lewis Hamilton è davanti a Charles Leclerc nel Mondiale.

E non stiamo parlando di un pilota qualsiasi. Parliamo di un sette volte campione del mondo arrivato a Maranello dopo una prima stagione difficile, che oggi si trova a contendere al monegasco il ruolo di riferimento della squadra.

leclerc Hamilton Ferrari la coppia che scoppia
leclerc Hamilton Ferrari la coppia che scoppia foto credits Media Ferrari

Hamilton davanti a Leclerc: i numeri raccontano un’altra storia

Dopo il Gran Premio del Messico, Hamilton occupa il terzo posto nella classifica mondiale con 259 punti, mentre Leclerc è quinto con 245. Il vantaggio del britannico è di 14 punti.

Il confronto diretto è molto più equilibrato di quanto potrebbe sembrare osservando soltanto le polemiche delle ultime settimane.

Confronto 2026HamiltonLeclerc
Punti mondiali259245
Qualifiche GP910
Gare concluse davanti109
Vittorie11

Il monegasco conserva un piccolo vantaggio in qualifica, ma Hamilton è davanti nei risultati delle gare e soprattutto nella classifica mondiale.

Non è quindi corretto sostenere che il britannico abbia dominato ogni singolo aspetto del confronto. È però altrettanto sbagliato minimizzare quanto sta facendo.

Hamilton ha ribaltato il rapporto di forza rispetto alla stagione precedente e, soprattutto, ha dimostrato che l’esperienza può ancora fare una differenza enorme in Formula 1.

Per Leclerc, che per anni è stato indicato come il pilota attorno al quale costruire il futuro della Ferrari, il confronto rappresenta un esame importante.

Il Messico e lo scontro che ha acceso le polemiche

L’ultimo episodio è arrivato proprio in Messico.

Hamilton era partito dalla pole position e le due Ferrari si trovavano nelle prime posizioni nelle fasi iniziali della gara. Il duello con Leclerc, però, si è trasformato in un’occasione persa per la Scuderia.

Alla curva 4 i due piloti sono finiti fuori pista dopo aver affrontato la frenata al limite. Leclerc è riuscito a mantenere la posizione e successivamente è stato penalizzato di cinque secondi per aver completato un sorpasso fuori dai limiti del tracciato.

I commissari hanno precisato che anche Hamilton era uscito dalla pista, ma che Leclerc non aveva diritto a completare il sorpasso in quelle condizioni.

La conseguenza sportiva è stata pesante: Verstappen ha approfittato della situazione, conquistando la vittoria, mentre Hamilton ha chiuso secondo e Leclerc quarto.

Il britannico non ha nascosto la propria amarezza, sostenendo che l’interesse della squadra avrebbe dovuto prevalere sulla rivalità interna.

Leclerc, dal canto suo, ha spiegato che inizialmente aveva pensato di restituire la posizione, ma che nel frattempo Verstappen si era inserito tra le due Ferrari.

Sono due versioni che meritano di essere riportate entrambe. Ma un fatto rimane: una Ferrari che occupava le prime posizioni ha compromesso la possibilità di ottenere un risultato migliore a causa di un duello interno.

E non è la prima volta che il rapporto tra i due piloti finisce sotto osservazione.

Il problema non è il carattere di Hamilton

Lewis Hamilton non è certamente un pilota facile da gestire dal punto di vista mediatico.

È un personaggio ingombrante, molto attento alla comunicazione, abile nel proteggere la propria immagine e capace di utilizzare le interviste per trasmettere il proprio punto di vista.

Le sue dichiarazioni possono anche risultare contraddittorie o eccessivamente costruite. Non è necessario condividerle, né tantomeno considerarle sempre sincere o definitive.

Ma Hamilton è sempre stato così.

Il suo modo di gestire i rapporti con gli avversari, le battaglie in pista e le dinamiche interne alla squadra non rappresentano una scoperta del 2026. Ferrari conosceva perfettamente il personaggio quando ha deciso di ingaggiarlo.

Perché allora alcune caratteristiche diventano improvvisamente un problema soltanto adesso?

Si può criticare Hamilton per un comportamento scorretto, per un errore o per una dichiarazione fuori luogo. Ma non si può utilizzare la sua personalità per mettere in secondo piano i risultati ottenuti.

Il giudizio sportivo deve rimanere separato da quello personale.

ferrari leclerc miami
ferrari leclerc miami

Leclerc è davvero il pilota su cui Ferrari deve puntare?

Questa è la domanda più scomoda.

Charles Leclerc possiede un talento straordinario. La sua velocità sul giro secco è indiscutibile e in determinate condizioni riesce a estrarre dalla monoposto prestazioni eccezionali.

Ma un campionato del mondo non si vince soltanto con la velocità in qualifica.

Servono continuità, gestione della pressione, capacità di leggere i duelli e soprattutto lucidità quando la posta in palio diventa importante.

Il confronto con Hamilton sta mostrando quanto questi aspetti siano fondamentali.

Il britannico ha una carriera ricca di battaglie mondiali, conosce perfettamente le dinamiche dei duelli e sa quanto sia importante distinguere una battaglia personale dall’interesse della squadra.

Non significa che abbia sempre ragione. Anche Hamilton ha commesso errori e nella sua carriera non sono mancati episodi controversi.

Ma se Leclerc viene considerato il futuro della Ferrari, deve dimostrare di poter sostenere questo ruolo anche quando il compagno di squadra è un campione del mondo con sette titoli.

Il talento non può diventare uno scudo permanente dalle critiche.

La “stampa amica” e il racconto del confronto Ferrari

Nelle ultime settimane il dibattito sul rapporto tra Hamilton e Leclerc ha assunto una direzione piuttosto particolare. Una parte della cosiddetta stampa amica, tradizionalmente vicina agli ambienti Ferrari, sembra aver concentrato l’attenzione soprattutto sul comportamento del britannico, sulle sue dichiarazioni e sulle presunte difficoltà nel gestire i rapporti con il compagno di squadra.

Hamilton viene descritto sempre più spesso come un personaggio ingombrante, difficile da gestire, poco incline ad accettare determinate dinamiche interne. Tutti aspetti che possono essere discussi, ma che non dovrebbero diventare il principale metro di giudizio di un pilota.

Il rischio è quello di spostare il dibattito dalla pista alla comunicazione, dalle prestazioni alle simpatie personali. E soprattutto di costruire una narrazione nella quale Hamilton finisce sul banco degli imputati mentre Leclerc, nonostante gli errori e gli episodi controversi, sembra godere di una protezione mediatica decisamente maggiore.

Ma la Formula 1 non si giudica sulla simpatia dei piloti e nemmeno sulla loro capacità di rilasciare dichiarazioni gradite all’ambiente. Si giudica sui risultati, sui duelli, sugli errori e sui punti conquistati o persi.

Se Hamilton deve rispondere delle proprie responsabilità, lo stesso deve valere per Leclerc. Non possono esistere due pesi e due misure soltanto perché uno dei due rappresenta il progetto storico della Ferrari e l’altro è arrivato a Maranello da campione affermato.

La stampa dovrebbe raccontare questa realtà, anche quando i fatti risultano scomodi per la narrazione che si è scelto di sostenere.

Ferrari deve decidere, ma prima deve guardare la realtà

La dirigenza di Maranello ha scelto Hamilton conoscendone esperienza, personalità e ambizioni. Ha deciso di affiancarlo a Leclerc, il pilota sul quale aveva costruito gran parte del proprio progetto futuro.

Adesso deve gestire le conseguenze di questa scelta.

Non è necessario schierarsi a favore di Hamilton, né sostenere che Leclerc non sia all’altezza. Sarebbe una lettura troppo semplicistica.

Ma una cosa è certa: il britannico non può essere considerato il problema soltanto perché è un personaggio difficile o perché non accetta passivamente determinate situazioni.

I risultati raccontano che Hamilton è davanti a Leclerc in classifica e nel confronto diretto in gara. Le qualifiche, invece, premiano leggermente il monegasco. È questo il quadro reale, non una narrazione costruita sulle dichiarazioni del dopo gara.

Forse il vero problema per Ferrari non è Hamilton che parla troppo, ma il fatto che Leclerc non abbia ancora dimostrato di essere il riferimento indiscusso della squadra.

E questa, per il cosiddetto predestinato, è una questione decisamente più importante di qualsiasi polemica davanti ai microfoni.

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