Mazzola attacca la gestione Ferrari: «Hamilton doveva fare il pilota, non il team principal»

Vito Defonseca
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Ferrari Hamilton leclerc credits media Ferrari

La Ferrari aveva una concreta possibilità di conquistare una doppietta al Gran Premio del Messico, ma la battaglia tra Lewis Hamilton e Charles Leclerc nelle prime curve ha compromesso il risultato. A commentare l’episodio è Luigi Mazzola, intervenuto nella nostra intervista esclusiva, con un’analisi che mette al centro non soltanto il comportamento dei due piloti, ma soprattutto la gestione della squadra di Maranello.

Secondo l’ingegnere, la Ferrari avrebbe potuto evitare di perdere una grande occasione, ma non considera necessariamente sbagliato il tentativo di attacco di Leclerc. La sua critica più netta riguarda invece la reazione di Hamilton dopo la gara.

Ferrari, il primo giro costa una possibile doppietta

Il punto di partenza dell’analisi di Mazzola è la dichiarazione di Fred Vasseur prima della gara, quando aveva lasciato intendere che i due piloti fossero liberi di correre.

Una scelta che, secondo l’ingegnere, ha lasciato spazio a una situazione prevedibile: due campioni con la stessa ambizione e una Ferrari finalmente competitiva, entrambi intenzionati a giocarsi la vittoria.

Leclerc ha provato ad attaccare all’esterno, cercando di sfruttare lo spazio disponibile. Per Mazzola, però, il monegasco non avrebbe avuto la possibilità di completare correttamente la manovra.

Hamilton, dal canto suo, ha difeso la propria posizione senza concedere terreno. Il risultato è stato una situazione che ha favorito gli avversari e ha compromesso la possibilità di vedere le due Ferrari davanti a tutti.

«Se non c’è l’attacco di Leclerc lì, la Ferrari fa doppietta», è il concetto espresso da Mazzola durante l’intervista.

L’ingegnere riconosce quindi che la manovra di Leclerc era ambiziosa, ma ricorda anche che un pilota Ferrari deve necessariamente provare a vincere quando si presenta un’occasione del genere.

Mazzola critica Hamilton: «Fai il pilota, non il team principal»

Il passaggio più significativo dell’intervista riguarda le dichiarazioni di Hamilton dopo la gara.

Il sette volte campione del mondo aveva manifestato il proprio disappunto per l’occasione persa, sottolineando le conseguenze dell’episodio sul risultato della squadra.

Mazzola, tuttavia, non ha apprezzato il modo in cui il britannico ha affrontato la questione, soprattutto per il ruolo che ha assunto nel commentare pubblicamente l’accaduto.

Le sue parole sono molto dirette:

«Fai il pilota, non fare il team principal né il padre eterno, anche se c’hai sette titoli mondiali, c’hai 40 e passa anni, fai il pilota».

Secondo l’ingegnere, Hamilton avrebbe potuto gestire diversamente la situazione in pista. Essendo all’interno, avrebbe avuto la possibilità di controllare maggiormente la propria traiettoria e di evitare che il confronto con Leclerc si trasformasse in un episodio così penalizzante per la Ferrari.

La critica non riguarda quindi soltanto il comportamento del britannico dopo la bandiera a scacchi, ma anche la sua gestione della battaglia con il compagno di squadra.

ferrai leclerc Hamilton Messico
ferrai leclerc Hamilton Messico foto credits Formula1.com

Leclerc aveva il diritto di provarci: «Altrimenti non sarebbe un pilota Ferrari»

Mazzola non risparmia neppure Leclerc da una valutazione tecnica della manovra, ma invita a considerare la natura stessa della Formula 1.

I piloti vogliono vincere, sono determinati e difficilmente rinunciano a un’opportunità quando vedono uno spazio.

Il ragionamento dell’ingegnere è chiaro: Leclerc non aveva mai avuto una reale occasione di lottare per la vittoria con continuità in questa stagione e, trovandosi finalmente con una monoposto competitiva, aveva tutte le ragioni per tentare il sorpasso.

«Una volta che ce l’ha ci prova, va. Trova lo spazio e ci prova».

Per Mazzola, pretendere che un pilota rinunci automaticamente all’attacco soltanto perché davanti c’è il compagno di squadra non è una soluzione.

La responsabilità di evitare situazioni del genere deve essere affrontata prima della gara, attraverso una gestione chiara da parte della squadra.

Il vero problema Ferrari è la gestione di Vasseur

L’analisi di Mazzola si sposta quindi sul muretto di Maranello.

Se la Ferrari vuole lasciare liberi i propri piloti, deve essere consapevole dei rischi che questa scelta comporta. Se invece vuole evitare qualsiasi battaglia interna, deve comunicarlo chiaramente prima dello spegnimento dei semafori.

L’ingegnere sottolinea proprio questo aspetto: non è possibile pretendere che due piloti corrano liberamente e poi contestare loro di aver provato a conquistare la posizione.

«Se i piloti non lo rispettano, evidentemente non c’è stato un ordine di squadra. Questo è il mio modo di vedere».

Mazzola riconosce che Vasseur avrebbe potuto essere più operativo e incisivo nella preparazione della gara. Il suo giudizio sulla gestione del team principal è particolarmente significativo: la reazione è arrivata, ma troppo tardi.

«Si arrabbia dopo, tardino. Bene, ma non benissimo».

Una frase che riassume il pensiero dell’ex ingegnere Ferrari: il problema non è soltanto quello che è successo in pista, ma ciò che la squadra avrebbe dovuto preparare prima.

Ferrari, una macchina competitiva non basta

L’aspetto più amaro della vicenda è che la Ferrari aveva finalmente a disposizione una monoposto capace di giocarsi il successo.

Eppure, proprio quando si è presentata una possibilità concreta di ottenere un risultato importante, la squadra non è riuscita a sfruttarla.

L’intervista esclusiva a Luigi Mazzola lascia quindi un interrogativo sulla gestione dei rapporti tra Hamilton e Leclerc e sulla capacità della Ferrari di trasformare la competitività tecnica in vittorie.

Il talento dei piloti non manca, ma quando due campioni condividono lo stesso box serve una direzione precisa.

E per Mazzola, la lezione del Messico è soprattutto questa: le regole interne devono essere stabilite prima della gara, non quando ormai il risultato è compromesso.

Guarda l’intervista completa

Ferrari Vasseur intervista Mazzola
Ferrari Vasseur intervista Mazzola

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