le parole di Luca Cordero di Montezemolo hanno riacceso il dibattito sul momento della Ferrari. Dopo il deludente Gran Premio dell’Azerbaijan, l’ex presidente della Scuderia ha lanciato un messaggio durissimo: secondo lui, oggi alla Ferrari manca una leadership capace di riportare il Cavallino al vertice della Formula 1.
- Montezemolo: «La Ferrari non vince e non è nemmeno competitiva»
- La critica va oltre Fred Vasseur
- Ferrari è davvero cresciuta negli ultimi anni?
- Il confronto con Jean Todt torna inevitabile
- Vasseur nel mirino dopo il GP di Baku
- Horner diventa il nome che infiamma il paddock
- Leclerc continua a difendere Ferrari, ma l’allarme è evidente
- Montezemolo manda un messaggio anche a Elkann
Durante la puntata di A Ruote Ferme, Giovanni Messi e Davide Russo hanno commentato le dichiarazioni di Montezemolo, collegandole al momento più difficile della SF-26. La Ferrari arriva infatti da cinque Gran Premi consecutivi senza podio, un dato che fotografa una stagione molto al di sotto delle aspettative.
Guarda la puntata completa di A ruote Ferme

Montezemolo: «La Ferrari non vince e non è nemmeno competitiva»
Le dichiarazioni dell’ex presidente non lasciano spazio a interpretazioni.
Montezemolo ha spiegato che il problema della Ferrari non è soltanto il fatto di non vincere, ma di non essere più una squadra realmente competitiva. Per costruire una Ferrari vincente, ha ricordato, servono un’organizzazione perfetta e soprattutto un leader forte, come avveniva negli anni in cui Jean Todt guidava il progetto sportivo insieme alla Scuderia.
Secondo Montezemolo, osservando la Ferrari dall’esterno emerge una mancanza evidente di leadership all’interno del team.
La critica va oltre Fred Vasseur
Nel corso di A Ruote Ferme il tema viene affrontato senza giri di parole. Per Giovanni Messi e Davide Russo il problema Ferrari non può essere ridotto esclusivamente ai risultati di una singola gara.
La critica riguarda un progetto che, dopo diversi anni, continua a non mostrare una crescita evidente. La SF-26 doveva rappresentare la monoposto costruita secondo la visione di Fred Vasseur, ma i risultati continuano a essere lontani dagli obiettivi dichiarati all’inizio della stagione.
Cinque gare consecutive fuori dal podio diventano così il simbolo di un campionato che rischia di trasformarsi in un fallimento.
Ferrari è davvero cresciuta negli ultimi anni?
Una delle domande poste durante la trasmissione riguarda proprio l’evoluzione della Scuderia.
Secondo gli autori di A Ruote Ferme, la Ferrari del 2026 non appare migliore rispetto alle aspettative create negli ultimi anni. Viene ricordato come la SF-24 fosse riuscita almeno a conquistare vittorie e a lottare in alcune fasi della stagione, mentre la SF-26 continua a rincorrere Mercedes e Red Bull senza riuscire a colmare il divario tecnico.
Il punto centrale è semplice: dove sono i progressi costruiti durante l’era Vasseur?
Il confronto con Jean Todt torna inevitabile
Quando Montezemolo parla di leadership, il riferimento è inevitabilmente Jean Todt.
L’ex presidente ricorda il modello Ferrari degli anni d’oro: una struttura tecnica forte, una direzione chiara e una squadra costruita nel tempo attorno a un progetto condiviso.
Durante A Ruote Ferme viene sottolineato come, dopo l’uscita di Todt, la Ferrari abbia cambiato numerosi Team Principal senza riuscire a trovare una figura capace di riportare stabilità e continuità ai risultati.
Per gli autori della trasmissione, oggi manca proprio quella figura capace di guidare l’intera organizzazione.

Vasseur nel mirino dopo il GP di Baku
Il Gran Premio dell’Azerbaijan ha aumentato ulteriormente la pressione sul Team Principal Ferrari.
Le dichiarazioni di Vasseur nel post gara, secondo Giovanni Messi e Davide Russo, hanno alimentato nuove polemiche. In particolare viene criticato il fatto di aver evidenziato i punti guadagnati sulla McLaren nonostante un weekend molto negativo della SF-26.
Per A Ruote Ferme questo approccio racconta una Ferrari che sembra accontentarsi di limitare i danni invece di inseguire la vittoria.
Horner diventa il nome che infiamma il paddock
Nella trasmissione emerge anche un altro tema destinato a far discutere.
Christian Horner viene indicato come il profilo più credibile per un eventuale nuovo corso Ferrari. Le dichiarazioni attribuite al manager britannico vengono interpretate come un’apertura importante nei confronti del Cavallino.
Secondo gli autori della puntata, se Ferrari decidesse davvero di affidarsi a Horner dovrebbe concedergli piena autonomia nella ricostruzione del progetto tecnico e sportivo.
L’idea è quella di ripartire da una leadership già vincente in Formula 1.
Leclerc continua a difendere Ferrari, ma l’allarme è evidente
Se fuori dalla pista cresce il dibattito, in pista Charles Leclerc continua a rappresentare il volto più competitivo della Scuderia.
A Baku il monegasco ha confermato le difficoltà della SF-26 sui rettilinei e ha ammesso che Ferrari sta perdendo terreno rispetto agli avversari anche dal punto di vista tecnico.
Per A Ruote Ferme, le parole di Leclerc sono il segnale di una squadra consapevole dei propri limiti, ma ancora lontana da una soluzione definitiva.
Montezemolo manda un messaggio anche a Elkann
L’intervento dell’ex presidente viene interpretato come una critica non soltanto alla gestione sportiva, ma anche alla governance Ferrari.
Durante la trasmissione si sostiene che la responsabilità del momento della Scuderia coinvolga anche i vertici aziendali, chiamati a scegliere la guida tecnica e a costruire una struttura capace di riportare Ferrari al livello dei migliori team del Mondiale.
Per questo motivo le parole di Montezemolo assumono un peso particolare nel dibattito interno al mondo Ferrari.
Le dichiarazioni di Luca Cordero di Montezemolo arrivano in uno dei momenti più delicati della stagione Ferrari. La SF-26 continua a inseguire Mercedes e Red Bull, mentre il quinto Gran Premio consecutivo senza podio alimenta dubbi sul progetto tecnico e sulla leadership della squadra.
Secondo l’analisi di A Ruote Ferme, il problema Ferrari va oltre il risultato di Baku: riguarda la capacità del team di ritrovare una guida forte, una direzione tecnica chiara e una mentalità vincente. È proprio questo il messaggio lanciato da Montezemolo, destinato a far discutere tutto il paddock.
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