Monza sarà il vero test Ferrari: Rodi Basso spiega perché

Vito Defonseca
8 Min Read
GP Monza 2025 foto credits Ferrari

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L’ex ingegnere Ferrari Rodi Basso sceglie Monza come il banco di prova più importante della stagione per la SF-26. Nell’intervista esclusiva a NEWSF1 spiega perché il Gran Premio d’Italia dirà molto più del semplice risultato in pista e cosa si aspetta dalla Ferrari davanti ai suoi tifosi.

Il Gran Premio d’Italia non è una gara come le altre. Per Ferrari rappresenta il weekend più sentito dell’anno, quello in cui ogni dettaglio viene osservato da milioni di tifosi e in cui la pressione diventa parte integrante del lavoro del team.

Nell’intervista esclusiva concessa a NEWSF1, Rodi Basso, ex ingegnere Ferrari e Red Bull, offre una lettura molto interessante del momento della Scuderia. Pur riconoscendo i progressi fatti negli ultimi mesi, spiega che Monza sarà il vero banco di prova per capire a che punto è arrivato il progetto Ferrari.

La sua analisi parte dalla stagione della SF-26, ma si allarga anche al lavoro di Frédéric Vasseur e alle aspettative che accompagnano il Cavallino nel weekend più importante davanti al pubblico italiano.

Per Ferrari Monza ha un significato diverso da ogni altro Gran Premio

Durante l’intervista Rodi Basso ricorda che lavorare in Ferrari significa convivere con uno standard completamente diverso rispetto agli altri team.

Chi veste il rosso non viene giudicato soltanto per il risultato di una singola gara, ma per la capacità di riportare Ferrari dove la sua storia impone di stare: davanti a tutti.

Per questo Monza diventa un appuntamento speciale.

Non è soltanto il Gran Premio di casa, ma il momento in cui il lavoro svolto durante la stagione viene messo sotto gli occhi dei tifosi e dell’intero ambiente Ferrari.

Secondo Basso, proprio questa pressione rende il weekend italiano il test più significativo dell’anno.

La stagione Ferrari va giudicata su due piani diversi

Uno dei passaggi più interessanti dell’intervista riguarda il giudizio sulla stagione 2026 della Ferrari.

Basso invita a osservare la situazione da due prospettive differenti.

Da una parte c’è la storia della Ferrari, quella del ciclo vincente costruito all’inizio degli anni Duemila. Se il confronto è con quell’epoca, il livello raggiunto oggi non è ancora sufficiente.

Dall’altra parte, però, c’è il confronto con il passato più recente.

Secondo l’ex ingegnere Ferrari, è evidente che la squadra abbia intrapreso una direzione di crescita rispetto alle stagioni precedenti e che il lavoro stia producendo miglioramenti concreti.

Il punto, dice Basso, è capire quanto velocemente questo percorso riuscirà a riportare Ferrari a lottare stabilmente per il Mondiale.

Vasseur sta costruendo un percorso di crescita

Rodi Basso dedica una parte importante dell’intervista al lavoro di Frédéric Vasseur.

Non parla di rivoluzione, ma di un processo di miglioramento che coinvolge prima di tutto l’organizzazione del team.

Secondo lui Ferrari sta crescendo e il merito va anche alla capacità di coordinare il lavoro delle persone.

Basso sottolinea che una squadra vincente nasce prima dal gruppo e poi dalla monoposto.

È un principio che ha vissuto personalmente sia in Ferrari sia in Red Bull, lavorando prima con Ross Brawn e poi con Adrian Newey.

Per questo ritiene che il trend Ferrari sia positivo, anche se il traguardo finale non è stato ancora raggiunto.

La Ferrari non è ancora al livello che la sua storia richiede

Basso è molto diretto su un punto.

Chi lavora in Ferrari sa di dover convivere con aspettative enormi.

Secondo lui il marchio Ferrari porta con sé una responsabilità diversa rispetto a qualsiasi altra squadra di Formula 1.

I tifosi si aspettano una Ferrari capace di vincere il Mondiale, non semplicemente di conquistare qualche vittoria durante la stagione.

Per questo motivo definisce ancora incompleto il percorso della SF-26.

Esistono segnali incoraggianti, ma lo standard Ferrari resta quello dei titoli mondiali.

Monza servirà a capire quanto manca davvero alla Ferrari

Nell’intervista emerge una domanda molto precisa: quanto dista ancora Ferrari dalla gloria che il suo marchio merita?

Basso risponde che la direzione sembra quella giusta, ma che il fattore decisivo è il tempo necessario per completare questo percorso.

Secondo lui Monza offrirà un’indicazione importante proprio su questo aspetto.

Una prestazione convincente davanti al pubblico italiano rappresenterebbe una conferma del lavoro svolto durante la stagione e darebbe ulteriore fiducia in vista del futuro.

È per questo che definisce il Gran Premio d’Italia un passaggio fondamentale del progetto Ferrari.

L’esperienza Ferrari gli insegna che prima viene il team, poi la macchina

Rodi Basso racconta anche la differenza tra il suo ingresso in Ferrari e quello successivo in Red Bull.

A Maranello trovò una struttura già organizzata, costruita per mantenere standard elevatissimi.

In Red Bull, invece, partecipò alla costruzione di un’organizzazione praticamente da zero, con l’arrivo di tecnici provenienti da diversi team di Formula 1.

Questa esperienza gli ha insegnato che il successo nasce dalla qualità delle persone e dal modo in cui il team lavora insieme.

È la stessa chiave di lettura che applica oggi alla Ferrari di Vasseur.

Hamilton e Leclerc possono contribuire alla crescita della Ferrari

Parlando della stagione attuale, Basso sottolinea anche il ruolo dei piloti.

Secondo lui Ferrari dispone di piloti esigenti, capaci di contribuire allo sviluppo della squadra e della monoposto.

Nella sua visione l’ordine è molto chiaro:

prima cresce il team, poi cresce la macchina e solo dopo arrivano le vittorie.

È un percorso che considera indispensabile per riportare Ferrari ai livelli che i tifosi si aspettano.

Monza arriva nel momento più importante della stagione Ferrari

Il Gran Premio d’Italia 2026 arriva in un weekend particolarmente significativo per Ferrari, che affronta la gara di casa davanti ai tifosi italiani con una SF-26 competitiva e una Power Unit aggiornata. L’attesa intorno alla Scuderia è altissima e Monza rappresenta uno dei momenti centrali del campionato.

Nell’intervista, però, Basso non si concentra sui dettagli tecnici dell’aggiornamento.

Il suo punto è diverso: Monza deve dire se Ferrari sta davvero costruendo una squadra capace di tornare a vincere con continuità.

È una valutazione che va oltre il risultato della domenica.

Analisi NEWSF1

L’intervista a Rodi Basso offre una prospettiva diversa rispetto alle analisi puramente tecniche. L’ex ingegnere Ferrari non giudica la SF-26 soltanto per le vittorie conquistate, ma per il percorso che la Scuderia sta costruendo.

La sua idea è chiara: Ferrari è migliorata rispetto al recente passato, ma il parametro di riferimento resta la sua storia. Per questo Monza diventa il vero test della stagione. Davanti al pubblico di casa, la SF-26 dovrà dimostrare non solo di essere competitiva, ma di rappresentare una Ferrari sempre più vicina al livello che il Cavallino e i suoi tifosi si aspettano.

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