Ala Macarena Ferrari: perché il debutto a Spa è ancora un mistero

Vito Defonseca
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ferrari f1 ala macarena 2 illustrazione

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L’Ala Macarena Ferrari continua a essere uno degli argomenti più discussi in vista del Gran Premio del Belgio. Da settimane circolano indiscrezioni sull’arrivo di una nuova evoluzione della soluzione aerodinamica sviluppata da Maranello, ma finora della nuova versione non c’è ancora alcuna traccia in pista.

Nelle ultime settimane si sono moltiplicate le indiscrezioni secondo cui Ferrari avrebbe già pronta una nuova evoluzione della cosiddetta Ala Macarena, ma che il debutto sarebbe stato rinviato per la mancanza di alcuni componenti necessari a equipaggiare entrambe le monoposto.

Una ricostruzione che, almeno dal punto di vista tecnico, lascia diversi interrogativi.

Se una nuova ala fosse realmente completata e pronta per la pista, risulterebbe infatti piuttosto insolito rinunciare completamente al suo utilizzo durante un weekend di gara. In Formula 1, quando un aggiornamento è disponibile anche in un solo esemplare, è pratica piuttosto comune installarlo su una sola vettura per raccogliere dati direttamente in pista.

Proprio per questo motivo l’ipotesi che Ferrari abbia già pronta una nuova Ala Macarena ma scelga volontariamente di non provarla appare, almeno allo stato attuale, poco convincente.

ala macrena Ferrari Red Bull
ala macrena Ferrari Red Bull

Ferrari ha sempre introdotto questa soluzione con estrema cautela

Anche la storia recente della monoposto di Maranello sembra andare in questa direzione.

La prima versione dell’Ala Macarena era stata infatti studiata già durante i test prestagionali, ma Ferrari ha preferito introdurla solamente diversi Gran Premi più tardi, dopo un lungo lavoro di validazione tra simulazioni, galleria del vento e prove in pista.

Successivamente la soluzione è stata aggiornata con piccoli affinamenti aerodinamici, senza però modificarne radicalmente il concetto progettuale.

Per questo motivo sorprenderebbe vedere una terza evoluzione completamente pronta ma tenuta nel cassetto.

Molto meglio provarla in gara che in un filming day

Un altro elemento che rende poco credibile questa ricostruzione riguarda le modalità di sviluppo.

Negli ultimi mesi Ferrari ha svolto diversi filming day e test dedicati, sfruttando anche sessioni particolari con pneumatici Pirelli. Tuttavia nessuna di queste attività può sostituire il valore delle prove libere di un Gran Premio.

Durante un weekend di gara gli ingegneri possono infatti confrontare direttamente due configurazioni differenti, raccogliendo dati molto più rappresentativi rispetto a quelli ottenibili durante un filming day, dove le limitazioni regolamentari sono numerose.

Se davvero l’ala fosse pronta, Spa rappresenterebbe probabilmente il contesto ideale per iniziare la validazione in pista.

F1 2026 la macarena Red Bull come funziona
F1 2026 ala macarena Red Bull come funziona

Anche Red Bull fa i conti con l’affidabilità

L’Ala Macarena continua a far discutere anche in casa Red Bull.

Negli ultimi giorni si era diffusa l’ipotesi che la FIA potesse intervenire per limitare questo tipo di soluzione aerodinamica, coinvolgendo indirettamente anche Ferrari.

Le dichiarazioni rilasciate da Pierre Waché raccontano però uno scenario diverso.

Secondo il direttore tecnico della Red Bull, il motivo principale per cui il team non avrebbe ancora adottato una soluzione simile sarebbe legato soprattutto a problemi di affidabilità e di integrazione con la vettura, piuttosto che a possibili interventi regolamentari.

Una situazione che, in fondo, non sorprende.

Ferrari ha impiegato molti mesi per rendere affidabile la propria soluzione, segno che si tratta di un componente molto più complesso di quanto possa sembrare osservandolo dall’esterno.

Un componente scenografico, ma non decisivo

L’impressione è che negli ultimi mesi l’Ala Macarena abbia attirato un’attenzione mediatica persino superiore alla sua reale importanza tecnica.

Il motivo è semplice: il movimento del flap è estremamente spettacolare e facilmente riconoscibile anche agli occhi degli appassionati.

Questo però non significa che rappresenti l’elemento più determinante della Ferrari SF-26.

Molto più rilevanti, ad esempio, sono stati gli aggiornamenti introdotti a Barcellona, dove il team di Maranello ha portato un pacchetto coordinato comprendente modifiche al fondo, all’ala anteriore e ad altre aree della monoposto, contribuendo in maniera molto più significativa al miglioramento complessivo delle prestazioni.

Le indiscrezioni andranno confermate dalla pista

Come spesso accade in Formula 1, molte indiscrezioni circolano ben prima che arrivino conferme concrete.

Per questo motivo sarà soltanto il weekend di Spa-Francorchamps a chiarire se Ferrari introdurrà realmente una nuova evoluzione dell’Ala Macarena oppure se, almeno per il momento, continuerà ad affidarsi alla configurazione già vista nelle ultime gare.

Al di là delle voci di paddock, resta un dato: quando Ferrari introduce un nuovo componente aerodinamico, lo fa generalmente solo dopo aver completato un lungo processo di validazione. Ed è proprio questa filosofia che rende poco credibile l’ipotesi di un’ala già pronta ma lasciata inutilizzata.
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