Ferrari Power Unit: Monza sarà il banco di prova definitivo. Ecco cosa osservare secondo Romanelli

Vito Defonseca
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ferrari livrea monza

Ferrari arriva a Monza con uno degli aggiornamenti più attesi della stagione. La Scuderia ha confermato l’introduzione della nuova specifica ADUO 2 della Power Unit 2026, sviluppata sfruttando le opportunità concesse dal regolamento FIA.

Nella Race Tech #164, l’ingegnere Riccardo Romanelli, ingegnere di Wolf Racing Cars, spiega però che il Gran Premio d’Italia va osservato con un approccio diverso. Monza, infatti, non serve soltanto a capire se Ferrari ha guadagnato potenza, ma rappresenta il circuito ideale per verificare se l’evoluzione della Power Unit funziona davvero nel suo insieme.

Secondo Romanelli, è proprio il Tempio della Velocità a offrire il banco di validazione più importante dell’intero aggiornamento Ferrari.

Monza è il circuito perfetto per validare la nuova Power Unit Ferrari

Nel corso della puntata Romanelli definisce Monza una “ottima occasione come banco di validazione finale” dell’ADUO 2.

Il motivo è legato alle caratteristiche del circuito.

Monza è la pista dove la Power Unit lavora più a lungo nelle condizioni di massima potenza. Per questo, qualsiasi evoluzione del motore viene immediatamente messa alla prova lungo tutto il giro.

Ferrari ha completato il proprio pacchetto evolutivo della Power Unit e, secondo Romanelli, il debutto a Monza permette di verificare direttamente in pista il lavoro svolto durante gli ultimi mesi di sviluppo.

L’ingegnere sottolinea come questa sia la circostanza più favorevole per capire il comportamento reale dell’aggiornamento.

Il numero dei cavalli racconta solo una parte della storia

Uno dei punti più interessanti della Race Tech riguarda proprio il dibattito sui cavalli aggiuntivi dell’ADUO 2.

Nelle ultime settimane si è parlato di un possibile incremento nell’ordine dei 10-15 cavalli, ma Romanelli invita subito alla prudenza.

Secondo lui, il valore esatto della potenza è conosciuto soltanto dai motoristi Ferrari e non è possibile ricavarlo osservando semplicemente i dati disponibili all’esterno.

Ma soprattutto aggiunge un concetto fondamentale: anche se si conoscesse il numero preciso dei cavalli, quello non sarebbe necessariamente l’elemento più importante per valutare l’efficacia dell’aggiornamento.

È un passaggio che cambia completamente il modo di leggere il debutto della nuova Power Unit.

Ferrari motore Aduo2 monza
Ferrari motore Aduo2 monza

Perché una Power Unit può migliorare anche senza tanti cavalli in più

Romanelli spiega che il guadagno prestazionale può arrivare da aree molto diverse rispetto alla potenza massima.

Una nuova evoluzione della Power Unit può migliorare:

  • l’erogazione della coppia;
  • la risposta del turbocompressore;
  • la gestione complessiva dell’energia;
  • l’efficienza globale del motore.

Per questo motivo Ferrari potrebbe ottenere una monoposto più veloce sul giro anche con un incremento relativamente contenuto della potenza massima.

Il cronometro, secondo Romanelli, misura la prestazione complessiva della Power Unit e non soltanto il picco di cavalli.

L’erogazione sarà uno degli aspetti più importanti da osservare

Durante Race Tech viene spiegato che una Power Unit può avere praticamente la stessa curva di potenza massima ma distribuirla in modo differente.

Romanelli porta proprio questo esempio.

L’ADUO 2 potrebbe consentire a Ferrari di avere un motore che mantiene meglio la propria spinta durante tutta la fase di accelerazione, grazie a una diversa gestione del turbocompressore e della curva di coppia.

È un miglioramento che può incidere direttamente sul tempo sul giro senza modificare radicalmente il valore massimo della potenza.

Per questo l’attenzione va spostata sul comportamento della SF-26 durante l’accelerazione e non soltanto sulla velocità finale.

Ferrari F1 Turbina
Ferrari F1 Turbina

Il turbocompressore è uno dei punti centrali dell’aggiornamento Ferrari

Un altro tema affrontato da Romanelli riguarda il gruppo turbocompressore.

Secondo le indiscrezioni citate nella puntata, Ferrari avrebbe modificato il design della girante e il numero delle palette del compressore.

Romanelli precisa che dietro un turbocompressore esiste un mondo di sviluppo fluidodinamico.

Anche modifiche molto piccole alla geometria della girante possono migliorare il rendimento della compressione e il funzionamento dell’intero sistema di sovralimentazione.

L’obiettivo non è necessariamente aumentare le dimensioni del turbo, ma renderlo più efficiente.

Perché Ferrari potrebbe guadagnare più efficienza che potenza

Romanelli insiste più volte su un concetto.

L’efficienza della Power Unit è il parametro che interessa davvero ai progettisti.

Un compressore più efficiente può migliorare il comportamento del motore anche senza rivoluzionare la potenza massima disponibile.

Secondo l’analisi della puntata, Ferrari potrebbe aver lavorato proprio in questa direzione, cercando una gestione più efficace del sistema turbocompressore all’interno della propria mappa di funzionamento.

È uno sviluppo coerente con la filosofia della Power Unit Ferrari descritta nella prima parte della Race Tech.

Anche il software della gestione energia fa parte dell’ADUO 2

Oltre alla parte meccanica, Romanelli ricorda che la nuova specifica comprende anche un aggiornamento del software di gestione dell’energia.

È un elemento importante perché oggi la componente elettrica è parte integrante della prestazione della Power Unit.

Durante Race Tech viene spiegato come la distribuzione dell’energia lungo il giro, cioè il deployment, abbia ormai un ruolo determinante nella Formula 1 attuale.

Migliorare questa gestione significa utilizzare meglio l’energia disponibile durante le varie fasi del giro.

Monza dirà se Ferrari ha migliorato il proprio equilibrio energetico

Romanelli collega direttamente la nuova gestione della Power Unit alle caratteristiche di Monza.

Il circuito permette infatti di verificare se Ferrari riesce a utilizzare meglio l’energia disponibile lungo i rettilinei e nelle fasi di recupero.

È proprio questo, secondo l’ingegnere, uno degli aspetti che renderanno il weekend italiano particolarmente interessante dal punto di vista tecnico.

La nuova Power Unit dovrà dimostrare non solo di essere più performante, ma anche più efficiente nella gestione complessiva dell’energia.

Il confronto con Honda aiuta a capire cosa aspettarsi

Nel corso della puntata Romanelli cita anche il lavoro svolto da Honda.

Secondo la sua analisi, Honda è stato il motorista che aveva più margine di sviluppo e ha già introdotto un aggiornamento importante della propria Power Unit.

Le dichiarazioni provenienti dall’ambiente Aston Martin, ricordate durante Race Tech, suggeriscono però che il miglioramento della potenza non ha trasformato completamente le prestazioni della vettura.

Questo porta Romanelli a una conclusione molto chiara: spesso il guadagno maggiore arriva dall’equilibrio complessivo tra motore, aerodinamica e gestione energetica.

È proprio per questo che Ferrari dovrà essere valutata nel suo insieme.

Ferrari continua il proprio sviluppo senza cambiare filosofia

Romanelli considera positiva la scelta di Ferrari di portare avanti il proprio programma di sviluppo.

Secondo lui, il fatto che Maranello abbia completato l’ADUO 2 dimostra la volontà di proseguire lungo una linea progettuale precisa, raccogliendo l’esperienza maturata durante tutta la stagione.

L’ingegnere ricorda che in Formula 1 bisogna essere pronti anche a cambiare strada quando un progetto non funziona.

Se invece Ferrari continua a sviluppare questa Power Unit, significa che i dati raccolti stanno confermando la direzione scelta.

Monza rappresenta quindi il primo riscontro concreto di questo lavoro.

Analisi NEWSF1

La Race Tech #164 invita a guardare il debutto dell’ADUO 2 con una prospettiva diversa rispetto alle indiscrezioni sui cavalli aggiuntivi. Riccardo Romanelli spiega che il vero esame della nuova Power Unit Ferrari riguarda l’efficienza complessiva del sistema: turbocompressore, erogazione, gestione dell’energia e comportamento del motore durante tutto il giro.

Per questo Monza è il banco di prova ideale. Se la SF-26 mostrerà un’accelerazione più continua, una migliore gestione del deployment e un comportamento più efficace della Power Unit, Ferrari avrà ottenuto qualcosa di più importante di un semplice incremento di potenza: un’evoluzione tecnica coerente con il progetto sviluppato a Maranello.

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