Ferrari SF-26: il piano per la seconda parte della stagione

Vito Defonseca
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La pausa estiva rappresenta per Ferrari un momento fondamentale per capire quale direzione prendere con la SF-26. La monoposto ha mostrato in diverse occasioni di avere un potenziale importante, ma il problema di Maranello non sembra essere soltanto quello della velocità assoluta.

Il vero obiettivo della seconda parte della stagione sarà infatti riuscire a sfruttare in maniera più costante tutto il potenziale della Ferrari SF-26.

È questo uno dei temi affrontati nell’analisi di Race Tech #162, dove abbiamo cercato di capire quali siano le aree sulle quali Ferrari dovrà concentrarsi per trasformare una monoposto ancora difficile da interpretare in una vettura più efficace e prevedibile.

Ferrari SF-26 Bargeboards
Ferrari SF-26 Bargeboards

Ferrari SF-26, il potenziale c’è

La SF-26 ha già dimostrato di poter essere competitiva.

Il problema è che le prestazioni mostrate dalla Ferrari non sono state sempre accompagnate dalla stessa capacità di sfruttare la vettura in ogni condizione.

Barcellona, Silverstone e Ungheria hanno fornito indicazioni importanti proprio in questo senso: la Ferrari può esprimere una prestazione interessante, ma esiste ancora una difficoltà nel trovare il compromesso corretto per mettere la monoposto nella condizione ideale.

Ed è proprio da qui che deve partire il lavoro della seconda parte della stagione.

Non necessariamente da una rivoluzione del progetto, ma dalla capacità di comprendere meglio la SF-26.

ferrari F1 SF-26 setup
ferrari F1 SF-26 setup

Il vero problema della Ferrari è il setup?

Una delle questioni più interessanti emerse dall’analisi riguarda proprio il setup.

Quando una monoposto presenta un potenziale elevato ma non riesce a esprimerlo con continuità, diventa fondamentale capire quanto dipenda dal progetto e quanto, invece, dalla capacità di configurarlo correttamente.

Per la Ferrari questo aspetto è particolarmente importante.

La SF-26 deve essere messa nella condizione di lavorare nella propria finestra ideale. E per riuscirci bisogna intervenire su diversi elementi contemporaneamente: aerodinamica, bilanciamento della vettura, comportamento dell’ibrido, gestione dell’energia e deployment.

Non si tratta quindi di un singolo problema isolato.

È un insieme di fattori che devono funzionare correttamente tra loro.

Ferrari F1 Undate Barcellona
Ferrari F1 Undate Barcellona

Aerodinamica e bilanciamento: la chiave della SF-26

Uno degli obiettivi principali per la seconda parte della stagione sarà migliorare l’efficienza aerodinamica della SF-26.

Ma aumentare semplicemente il carico non è sufficiente.

La Ferrari deve trovare il modo di ottenere prestazione senza compromettere l’equilibrio generale della monoposto.

È qui che il setup assume un’importanza enorme.

Una vettura che dispone di un buon potenziale aerodinamico deve riuscire a trasferire quel potenziale anche sul comportamento dinamico della macchina. Se invece il bilanciamento non è quello corretto, una parte della prestazione disponibile rimane inutilizzata.

Il lavoro degli ingegneri Ferrari dovrà quindi concentrarsi sulla ricerca della finestra di funzionamento più efficace della SF-26.

Non serve necessariamente rivoluzionare la SF-26

Un altro punto importante dell’analisi è proprio questo.

La seconda parte della stagione non deve necessariamente significare una rivoluzione della Ferrari SF-26.

Se il progetto possiede il potenziale necessario, la priorità può essere quella di comprenderlo meglio e svilupparlo nella direzione corretta.

Questo significa lavorare sull’efficienza aerodinamica, sul bilanciamento e sulla gestione complessiva della vettura, cercando di eliminare quei compromessi che impediscono alla SF-26 di essere costantemente competitiva.

La Ferrari deve quindi trovare prestazione senza perdere ciò che già funziona.

È un equilibrio delicato, soprattutto quando si cerca di recuperare terreno nei confronti degli avversari.

Il ruolo dell’ibrido e dell’energia

La prestazione della SF-26 non può però essere analizzata esclusivamente dal punto di vista aerodinamico.

Nel progetto 2026 la componente ibrida e la gestione dell’energia assumono un’importanza fondamentale.

Per questo motivo, nell’analisi di Race Tech #162 abbiamo considerato anche il rapporto tra il comportamento della vettura e il modo in cui viene gestita l’energia durante il giro.

Il deployment non è un elemento separato dal resto della monoposto.

Anche questo aspetto deve essere integrato nel funzionamento generale della macchina, perché una buona prestazione aerodinamica deve essere accompagnata da una gestione efficace della parte energetica.

La Ferrari dovrà quindi lavorare su un sistema complessivo nel quale aerodinamica, bilanciamento e power unit siano messi nelle condizioni di funzionare insieme.

La seconda parte della stagione sarà una prova importante

Dopo la pausa estiva sarà quindi interessante osservare soprattutto una cosa: quanto rapidamente Ferrari riuscirà a trasformare la comprensione della SF-26 in prestazione reale.

Il potenziale della monoposto non sembra essere il problema principale.

La questione è riuscire a sfruttarlo con maggiore continuità.

Le gare già disputate hanno mostrato che la SF-26 può avvicinarsi alla prestazione dei migliori quando vengono trovate le condizioni corrette. Ma per fare un ulteriore passo avanti sarà necessario rendere questo comportamento meno dipendente dalle circostanze.

La Ferrari dovrà arrivare a una vettura più semplice da mettere nella propria finestra di funzionamento.

ferrari Ungheria Gomme
ferrari Ungheria Gomme

Ferrari SF-26: sviluppo sì, ma con una direzione precisa

La seconda parte della stagione dovrà quindi essere interpretata come una fase di sviluppo molto mirata.

Non si tratta semplicemente di portare nuove componenti in pista.

Ogni aggiornamento dovrà essere accompagnato dalla capacità di capire perché funziona, dove produce prestazione e come modifica il comportamento complessivo della SF-26.

È proprio questo il passaggio fondamentale.

Se Ferrari riuscirà a migliorare la correlazione tra ciò che viene previsto e ciò che la vettura dimostra in pista, sarà possibile accelerare anche lo sviluppo successivo.

Al contrario, continuare a introdurre soluzioni senza avere una comprensione completa del comportamento della monoposto rischierebbe di rallentare ulteriormente il processo.

Il vero obiettivo di Ferrari

La sfida della seconda parte della stagione non sarà quindi soltanto recuperare qualche decimo.

Sarà soprattutto capire definitivamente la SF-26.

Ferrari deve riuscire a mettere insieme tutti gli elementi: un’aerodinamica più efficiente, un bilanciamento più efficace, una migliore gestione dell’energia e un deployment coerente con il comportamento della monoposto.

Se questi elementi riusciranno a lavorare insieme, il potenziale della SF-26 potrebbe essere sfruttato molto meglio.

Ed è proprio questo il piano sul quale Ferrari dovrà concentrarsi dopo la pausa estiva.

La SF-26 non ha necessariamente bisogno di diventare un’altra macchina.

Ha bisogno di essere compresa, ottimizzata e sviluppata nella direzione corretta.

Race Tech #162

Nel nuovo episodio di Race Tech #162 analizziamo proprio questo aspetto: il potenziale della Ferrari SF-26, le difficoltà incontrate nel trovare il setup corretto e il lavoro che attende Maranello nella seconda parte della stagione.

Un’analisi tecnica per capire dove può ancora crescere la Ferrari e soprattutto quale sia la strada da seguire per trasformare il potenziale della SF-26 in prestazione concreta e costante.

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