INTRODUZIONE AI TEST F1 2020

Quest’anno, i primi test f1 2020 sono, a mio parere, una chiave di lettura della stagione che verrà. Con il cambio di regolamenti del 2020, le norme tecniche da rispettare sono rimaste particolarmente invariate e i team hanno dovuto scegliere quale strada percorrere al bivio: innovare fortemente la vettura o dedicare una parte delle energia in vista del prossimo grande stravolgimento nel mondo della formula 1.

Durante un articolo di qualche settimana fa, avevo già esposto le mie aspettative riguardo alle tre scuderie principali. In tale occasione e affermavo che secondo la mia opinione, Ferrari era il team che più avrebbe dovuto sacrificare il 2021 per tentare di strappare il titolo ora, con condizioni favorevoli e meno incognite.

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Non sembra proprio essere andata così, ma non credo che tutti noi siamo cosi consapevoli delle vere motivazioni alla base del mancato sviluppo della rossa. La Mercedes, inutile a dirsi, ha dominato i test grazie a invenzioni strabilianti (anche se discutibili) dimostrando la sua intenzione a dominare ancora.

LE VETTURE DEI TEST F1 2020

Quello che è successo per ogni squadra, da ciò che si può constatare, è dipeso molto dalle dimensioni della stessa. Sono tre i tipi di vetture che abbiamo visto nelle foto derivanti dal circuito di Barcellona:

  • Innovative: ovvero con soluzioni inedite. ALTO COSTO
  • Migliorative: Con soluzioni simili al 2019, ma ottimizzate. COSTO MEDIO
  • Concessioni: auto di team satelliti, che richiamano auto dei team principali del 2019. COSTO RIDOTTO

Pensiamoci bene a quanto si dice qui perché, se così fosse, se nulla cambia, saremmo destinati a questo genere di spettacoli per il resto dei nostri giorni.

Le soluzioni sono attribuibili ai team in base alle loro dimensioni e, perché no, in base al fatturato totale annuo della casa produttrice di riferimento.

MERCEDES

Mercedes, inutile a dirsi, è la casa più grande attualmente nel parco della formula 1.

Il fatturato della casa madre è di ben 172 miliardi di euro (2019). L’unica che può in qualche modo essere uguagliata al produttore tedesco è la Renault, con ben 55 miliardi di euro di fatturato annuo nello scorso anno.

Queste, in qualche modo, sono le prime case a dover essere analizzate in termini di prestazioni sul campo e, soprattutto, innovatività dimostrata.

Entrambe le due auto sono cambiate profondamente. Mercedes ha sostenuto modifiche e innovazioni tecniche da primato. Nulla da dire. Sforzi encomiabili e di livello esagerato. Questo DAS, in fondo, è un simbolo. Può non essere cosi efficacie come si pensi, ma dimostra la spinta e la voglia del team di distruggere tutti e portarsi a casa qualsiasi bottino esista.

volante della Mercedes Formula 1

RENAULT

Renault ha ricostruito i flussi anteriori della vettura come se avesse deciso di cancellare con gomma tutti i disegni tracciati su carta fino alla fine del 2019. Non è una operazione da poco, visto che proprio questi flussi, quelli che iniziano sul lato frontale dell’auto, influenzano poi tutto il resto della vettura, da modificarsi di conseguenza.

In quest’ottica, tutto sarebbe più semplice da spiegare: il tracollo di prestazione delle squadre un tempo protagoniste diventerebbe una questione di forze dispiegabili in campo in ogni momento dell’anno.

TEST F1 2020: LE CONDIZIONI DI FERRARI WILLIAMS E MCLAREN

Mclaren, Williams, Ferrari. Queste erano le imbattibili dei tempi. Oggi si trovano immerse in un mare di dispersione e apparente perdita di orientamento per il quale è difficile attribuire colpe. Si può discutere delle gestioni tecniche, si può discutere di mancanza di nuove idee, e di molte altre questioni, ma probabilmente, il problema riguarda maggiormente le fondamenta. Andiamo ai fatturati:

  • Ferrari: 3,8 miliardi nel 2019.
  • Mclaren: circa 1,7 miliardi 2019.
  • Williams: inferiore al miliardo.

Le macchine dei team di cui abbiamo appena mostrato i dati finanziari, in piena relazione con il discorso iniziato e con i valori in campo, mostrano auto del secondo tipo: migliorative.

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Williams, inoltre, con un fatturato ben inferiore a tutte le altre, potrebbe essere quella con la minor possibilità di innovare e testare più soluzioni, oggi giorno costosissime. Infatti, non devo essere io a testimoniare quanto il team si trovi in difficoltà tecniche attualmente difficili da spiegare.

La squadra che ancora può combattere Mercedes, di questo gruppetto, è la Ferrari e, infatti, guardate un pò, ha il fatturato doppio rispetto alla Mclaren.

Sono miglioramenti quelli visibili a bordo Mclaren; non cambi concettuali della gestione del flusso attorno alla macchina.

L’ala migliora, ma mantiene l’outwash precedente. Il musetto assume un incavo e migliora il cucchiaio, ma ne mantiene le forme. La gestione sulle prese d’aria è raffinata, ma le forme sono molto simili. Ottimizzazione.

 

Potrebbe essere diverso, del resto? Come potrebbero queste squadre ottimizzare da un lato e dedicare parte del team alla ricerca di soluzioni innovative nel regolamento dall’altra. Come potrebbero lanciare le ipotetiche decine di simulazioni differenti che può un team come Mercedes?

Link alla descrizione dei miglioramenti Ferrari: LINK ALL’ARTICOLO

Il problema è economico e di risorse umane disponibili. Un certo quantitativo di teste, un certo numero di idee.

Un certo numero di sale server, un certo numero di simulazioni.

Più stabilimenti, più uffici, più innovazioni nelle gallerie del vento. Insomma, si può percepire il problema che questo discorso vuole fare emergere.

LE ALTRE SQUADRE

È difficile poter competere a costi bassi, contro chi i costi li ha alti e li può mescolare a molte altre attività produttive.

La soluzione unica, per chi ha ancora meno risorse delle squadre appena citate è una sola: chiedere in concessione. È cosi che nascono le squadre aggregate, o satelliti. A loro nemmeno conviene sviluppare, bensì prendere in prestito.

Le auto di Racing Point e Haas ne sono l’esempio. Evoluzioni delle auto Ferrari e Mercedes 2019.

Belle, interessantissime pure loro, ma derivate da altri team. E del resto, come potrebbero anche solo pensare di agire diversamente. Quello che invece direi è: grazie che ci sono; popolano la griglia.

CONCLUSIONI

Ecco cosa, a livello personale, vedo dai test del 2020. Non è colpa di Binotto e nemmeno di una Mercedes esageratamente oltre le righe. la Ferrari è ancora una squadra che sa innovare. Le altre non sono squadre inutili capaci solo di comprare i modelli delle stagioni passate da scuderie affermate. Il problema è economico. Le grandi sale server per le simulazioni, la possibilità di testare molte soluzioni in contemporanea contro solo qualche unità. La possibilità di dedicare equipe non direttamente coinvolte nel team, assorbendole dall’organico interno totale. Insomma, la crisi dello spettacolo in tal senso è economica e digitale.

A ben pensarci, mi sembra la strada giusta per la Formula indy, dove motori e telai vengono acquistati da produttori unici:

  • Il telaio da Dallara.
  • Motori da Honda o Chevrolet.

In più, il nuovo regolamento, che a quanto sembra appiattirà tutte le vetture verso un concept unico e condiviso maggiormente standard. Lati negativi:

  • Sarà ancora un simbolo di innovazione la formula 1, se si segue questo passo?

Lati positivi (da innegabile romantico quale sono)

  • Potrà così tornare a vincere la Ferrari?

Non diamo la colpa alla rossa e nemmeno alla Mclaren o alla Williams, qui i problemi potrebbero essere davvero più seri.

A presto, dall’ing. Alberto Aimar.

 

 

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