Il Gran Premio dell’Azerbaijan regala sempre tanto spettacolo ed emozioni, con un susseguirsi di sorpassi, incidenti ed eventi imprevedibili che cambiano il più delle volte un esito che sembrava ormai essere scritto. Ed è proprio in questo modo che Lewis Hamilton riesce prima di tutti a tagliare la linea del traguardo alla bandiera a scacchi, ottenendo così la sua prima vittoria in stagione e la leadership della classifica piloti, grazie al quarto posto di Sebastian Vettel, che paga a carissimo prezzo l’unico errore in un fine settimana quasi perfetto. Fuori dai giochi Bottas, quando era al comando, così come le due Red Bull che, dopo continui sorpassi, contatti e azioni al limite del regolamento, si autoeliminano, con Ricciardo che tampona in frenata Verstappen, reo anche

quest’oggi di un comportamento non certo esemplare nei confronti del compagno di squadra. Dopo quasi due ore di gara, è quindi Hamilton il re di Baku, ma ancora senza corona: anche in questa domenica, infatti, il quattro volte campione del mondo è apparso poco combattivo, sempre lontano dalla SF71H di Vettel e poco pulito nella guida, tra i quali un lungo in curva 1 che lo costringe ad un pit stop leggermente anticipato per aver spiattellato in maniera eccessiva entrambi gli pneumatici anteriori. Sbavatura che avrebbe messo a serio rischio la sua seconda posizione, dato che il compagno di squadra Bottas, con una strategia molto più aggressiva, avrebbe avuto la chance di sopravanzarlo nel finale di gara grazie alle gomme ultra soft che avrebbe montato in occasione della sua unica sosta. Finale di gara, invece, completamente stravolto dal contatto tra le due Red Bull, con Vettel troppo fiducioso in staccata in curva 1 alla ripartenza dalla Safety Car, che in un colpo solo vede sfumare la prima posizione e il podio; con Bottas che, sfortunatissimo, prende uno dei tanti detriti disseminati lungo pista, che gli causano la foratura della posteriore destra e con Hamilton che, senza sapere come, si ritrova in prima posizione. Al termine della gara l’inglese si mostra sì felice ma non soddisfatto, consapevole che per poter vincere meritatamente e di poter competere per questo mondiale fino alla fine, la W09 deve crescere molto sia in gara, quest’oggi la differenza sul passo gara tra la Ferrari e la Mercedes era nettissima, sia e soprattutto in qualifica, altri anni terra di conquista della casa tedesca e quest’anno vero dilemma da risolvere al più presto. Nella passata stagione, sul medesimo tracciato, la W08 aveva dato quasi un secondo alla Ferrari; ieri la scuderia italiana aveva dominato le qualifiche e se non fosse stato per l’errore di Raikkonen all’ultima curva, avrebbe centrato un incredibile prima fila, segno di come il gap prestazionale tra le due contendenti si sia completamente annullato. Altro punto su cui è lecito soffermarsi è il seguente: su una pista dalla configurazione molto particolare, con un secondo settore molto lento in cui è richiesto un carico aerodinamico elevato e un terzo caratterizzato da un lunghissimo rettilineo di circa due chilometri, in cui è preferibile una vettura molto scarica, la Ferrari riusciva ad essere molto competitiva nel tratto lento e al tempo stesso molto veloce sul dritto, segno di come la SF71H sia riuscita a trovare il giusto compromesso, riuscendo a generare carico non solo con l’ala posteriore ma anche col fondo, ottenendo così buoni risultati in velocità di punta. La Mercedes, viceversa, ha difficoltà nel trovare il giusto set-up ed inoltre ha faticato non poco nel portare gli pneumatici in temperatura. Nonostante tutto, si ritrova in testa alla classifica piloti e seconda in quella costruttori: certamente ha raccolto molto di più di quanto seminato, ma per il resto della stagione può essere un ottimo punto di partenza, in attesa dei nuovi aggiornamenti.    

 

Francesco Saverio Falco

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