Ferrari Macarena: ecco perché il tunnel dell’ala posteriore fa andare più forte la SF-26

Vito Defonseca
13 Min Read
ala Ferrari Macarena evo Ungheria

Guarda la versione completa su YouTube: NEWSf1IT

La Ferrari Macarena è una delle soluzioni aerodinamiche più interessanti introdotte dalla Formula 1 2026. A prima vista sembra semplicemente un’ala posteriore con un flap capace di ruotare in modo molto particolare. In realtà, dietro questa soluzione c’è un concetto preciso: aumentare l’efficienza dell’ala quando il sistema aerodinamico si apre, riducendo le interferenze tra i due profili e permettendo al flusso di attraversare un canale molto più ampio.

È proprio questo il punto analizzato da Alberto Aimar durante Effe1 Garage: la Macarena non va considerata soltanto come un’evoluzione del DRS, ma come uno degli esempi più evidenti della nuova filosofia della F1 2026, nella quale la velocità sul rettilineo e l’efficienza aerodinamica assumono un’importanza enorme.

Cos’è la Ferrari Macarena?

La cosiddetta Macarena è un’ala posteriore nella quale il flap superiore, durante l’apertura del sistema aerodinamico, non si limita a sollevarsi come avveniva con il DRS tradizionale.

Il flap ruota arrivando a circa 180°, modificando radicalmente la geometria dello spazio compreso tra il profilo principale e il flap stesso.

Il risultato più importante è la creazione di un tunnel molto più grande attraverso il quale può passare il flusso d’aria.

Ed è proprio questo tunnel il vero cuore della soluzione Ferrari.

Perché creare un tunnel più grande?

Per capirlo bisogna partire dal funzionamento dell’ala posteriore.

Quando il flusso attraversa lo spazio tra i due profili, le superfici dell’ala rappresentano comunque un ostacolo.

Più i due profili sono vicini, maggiore può essere l’interazione tra i flussi che si sviluppano sulle rispettive superfici.

Secondo l’analisi di Aimar, aumentando sensibilmente la distanza tra i due elementi si permette al flusso di attraversare il canale con meno interferenze.

In termini semplici:

tunnel più grande → meno interferenza → minore resistenza → maggiore efficienza.

Non significa che l’ala diventi improvvisamente priva di resistenza. Significa che Ferrari cerca di ridurre quella resistenza proprio nella configurazione in cui la vettura deve raggiungere la massima velocità.

Il problema del DRS tradizionale

Il concetto diventa ancora più interessante se confrontiamo la Macarena con il vecchio DRS.

Nella precedente Formula 1 il DRS veniva utilizzato soprattutto per favorire i sorpassi e la sua apertura era legata a determinate condizioni di gara.

Con la nuova generazione di monoposto il sistema aerodinamico viene utilizzato molto più frequentemente lungo il giro.

Di conseguenza diventa fondamentale ottimizzare anche il comportamento dell’ala nella configurazione a bassa resistenza.

Non basta quindi progettare un’ala estremamente efficace quando è chiusa.

Bisogna anche fare in modo che, quando il sistema si apre, il flusso trovi la minor quantità possibile di ostacoli.

Ed è esattamente qui che entra in gioco la Macarena.

Il flap ruota di 180°: cosa cambia realmente?

La rotazione del flap modifica completamente la sezione del canale.

Con una configurazione tradizionale, l’apertura crea uno spazio tra il profilo principale e quello superiore.

Con la soluzione Ferrari, invece, il flap viene ruotato e permette di ottenere un’apertura molto maggiore.

La differenza può essere rappresentata schematicamente così:

DRS tradizionale

Profilo principale

canale relativamente stretto

Flap

Ferrari Macarena

Profilo principale


TUNNEL MOLTO PIÙ AMPIO

Flap ruotato

L’obiettivo è fare in modo che il flusso non venga costretto ad attraversare una zona eccessivamente “strozzata”.

Meno interferenze significa meno resistenza

Questo è probabilmente il passaggio tecnico più importante dell’intera soluzione.

Le due superfici che delimitano il tunnel generano interazioni con il flusso.

Quando sono molto vicine, il comportamento del flusso può diventare più complesso e aumentano le interferenze tra le due superfici.

Allargando il tunnel, Ferrari cerca quindi di lasciare maggiore spazio al flusso.

Aimar collega questo fenomeno anche al concetto di resistenza parassita: ridurre gli ostacoli e le interferenze significa permettere al flusso di attraversare la zona con minori perdite.

Il risultato cercato è molto concreto:

il flusso viene rallentato meno e la vettura può raggiungere una velocità maggiore.

Perché questo è ancora più importante sulla F1 2026?

Perché il nuovo regolamento ha cambiato la filosofia della progettazione aerodinamica.

La macchina non deve semplicemente produrre più deportanza possibile.

Deve essere efficiente.

Una vettura molto carica ma eccessivamente resistente può perdere velocità sul rettilineo.

Con la nuova gestione dell’energia, arrivare al punto di frenata con una velocità maggiore assume inoltre un’importanza ancora più grande.

Ecco perché la Macarena diventa molto più di una semplice soluzione dell’ala posteriore.

È un elemento che permette alla Ferrari di cercare carico quando serve e bassa resistenza quando la vettura deve accelerare sul rettilineo.

Aerodinamica adattiva: non è più il vecchio DRS

Durante Effe1 Garage, Aimar preferisce definire il sistema come aerodinamica adattiva, piuttosto che semplicemente attiva.

Il concetto è simile a quello degli ipersostentatori degli aeroplani.

Durante decollo e atterraggio un aereo modifica la configurazione delle proprie superfici per ottenere determinate caratteristiche aerodinamiche.

Durante il volo, invece, quelle superfici vengono richiuse per ridurre la resistenza e permettere al velivolo di raggiungere velocità maggiori.

La logica della F1 2026 segue un principio analogo:

rettilineo → configurazione efficiente

curva → configurazione più deportante

La Macarena si inserisce perfettamente in questo nuovo paradigma.

Ferrari ha aperto la strada

Un altro aspetto interessante riguarda la diffusione del concetto.

Secondo l’analisi di Effe1 Garage, Ferrari è stata una delle prime squadre a introdurre questa particolare soluzione e successivamente McLaren ha portato un’ala molto simile, mentre Red Bull ha sviluppato il concetto in maniera ancora più estrema.

È importante però distinguere tra copia e convergenza tecnica.

Il regolamento spinge tutte le squadre verso gli stessi problemi aerodinamici.

Quando una soluzione dimostra di funzionare, gli altri team possono studiarla e sviluppare una propria interpretazione.

Ed è esattamente quello che sembra essere successo con la Macarena.

McLaren: soluzione molto simile alla Ferrari

La Macarena McLaren, secondo l’osservazione fatta durante la puntata, è particolarmente simile a quella Ferrari.

Non emergono differenze concettuali enormi tra le due soluzioni.

La filosofia rimane quella di aumentare lo spazio disponibile nel tunnel quando l’ala si apre e migliorare quindi il comportamento del flusso nella configurazione a bassa resistenza.

È un altro segnale del fatto che il concetto introdotto da Ferrari non è rimasto un esperimento isolato.

Red Bull porta il tunnel ancora più lontano

La soluzione più interessante da confrontare con Ferrari è però quella Red Bull.

Osservando le tre ali, Ferrari, McLaren e Red Bull, la differenza più evidente è proprio l’ampiezza del canale.

La Red Bull presenta un’apertura ancora maggiore tra il profilo principale e il flap sollevato.

Aimar ritiene che il tunnel Red Bull sia attualmente più efficiente rispetto a quello Ferrari, mentre la soluzione McLaren viene considerata particolarmente analoga a quella della SF-26.

È un esempio perfetto di come funziona lo sviluppo tecnico in Formula 1:

Ferrari introduce il concetto → McLaren lo interpreta → Red Bull lo estremizza e lo sviluppa ulteriormente.

Perché un tunnel più grande può rendere l’ala più efficiente?

Il ragionamento fisico è relativamente semplice.

Quando il canale è stretto, il flusso deve attraversare una zona nella quale le due superfici sono molto vicine.

Questo aumenta le interazioni tra i flussi e può generare una maggiore penalizzazione aerodinamica.

Aumentando il canale, invece, si dà al flusso più spazio per attraversare l’ala.

Il risultato ricercato è una riduzione del rallentamento del flusso e quindi della resistenza associata alla configurazione.

La spiegazione fornita durante Effe1 Garage è sostanzialmente:

meno il flusso viene rallentato, più l’ala è efficace nella configurazione a bassa resistenza e più la vettura può andare forte.

Non significa che Ferrari abbia l’ala più efficiente

Ed è importante non confondere due concetti.

Il fatto che Ferrari abbia introdotto per prima la Macarena non significa automaticamente che la sua soluzione sia ancora la migliore.

Anzi, l’analisi della puntata evidenzia proprio come Red Bull abbia utilizzato il tempo disponibile per sviluppare ulteriormente il concetto.

La maggiore apertura del tunnel Red Bull suggerisce una ricerca ancora più estrema della riduzione delle interferenze.

Questo è uno dei motivi per cui la Formula 1 è una continua corsa allo sviluppo.

La Macarena è il simbolo della nuova F1

La vera importanza della Ferrari Macarena, quindi, non è soltanto nella sua forma particolare.

È il concetto che rappresenta.

La Formula 1 del 2026 sta chiedendo alle squadre di costruire vetture capaci di alternare carico ed efficienza.

In curva serve deportanza.

Sul rettilineo serve velocità.

E invece di progettare una macchina che debba necessariamente scegliere uno dei due compromessi, l’aerodinamica adattiva permette di modificare la configurazione della vettura durante il giro.

La Macarena Ferrari rappresenta perfettamente questa filosofia.

Ferrari, McLaren e Red Bull: tre interpretazioni della stessa idea

Il confronto attuale è quindi particolarmente interessante:

TeamSoluzioneCaratteristica
FerrariMacarena SF-26Introduzione del concetto con tunnel maggiorato
McLarenAla MacarenaSoluzione molto simile alla Ferrari
Red BullAla Macarena evolutaTunnel ancora più ampio

Secondo l’analisi di Effe1 Garage, la Red Bull sembra aver portato più avanti il concetto proprio aumentando ulteriormente l’apertura del canale.

Non è quindi soltanto una gara a chi “apre di più” l’ala.

È una gara a chi riesce a controllare meglio il flusso quando l’ala passa dalla configurazione ad alto carico a quella ad alta efficienza.

La vera domanda: quanto vale in pista?

Alla fine, però, la domanda più importante rimane una:

quanto guadagna realmente una soluzione come la Macarena?

Il materiale della puntata spiega molto bene il principio aerodinamico e il motivo per cui il tunnel più ampio può ridurre le interferenze e la resistenza.

Non fornisce però un valore quantitativo preciso del guadagno in km/h o del tempo sul giro.

Quindi sarebbe scorretto attribuire alla Macarena un numero specifico senza dati ufficiali.

Quello che possiamo dire, sulla base dell’analisi tecnica, è che la direzione progettuale è chiarissima: rendere l’ala più efficiente nella configurazione utilizzata sul rettilineo.

Ed è probabilmente questo il vero motivo per cui, dopo Ferrari, anche McLaren e Red Bull hanno sviluppato la stessa idea.


Ferrari Macarena: l’innovazione che ha cambiato l’ala posteriore

La Ferrari Macarena è quindi molto più di un particolare curioso della SF-26.

Il flap che ruota di circa 180° permette di creare un tunnel molto più ampio tra i profili dell’ala posteriore.

Un tunnel più grande consente al flusso di attraversare la zona con minori interferenze, riducendo le perdite aerodinamiche nella configurazione a bassa resistenza.

Ferrari ha introdotto il concetto, McLaren ha sviluppato una soluzione molto simile e Red Bull ha scelto di estremizzarlo ulteriormente.

La sfida della F1 2026 è ormai evidente:

non basta generare deportanza. Bisogna generarla senza sacrificare l’efficienza.

E la Macarena è probabilmente uno degli esempi più chiari di questa nuova filosofia aerodinamica.

Guarda la puntata completa

Iscriviti al canale YouTube https://www.youtube.com/@NEWSf1IT e scopri altri video nella sezione dedicata: https://www.newsf1.it/category/video-formula-1/

Share This Article
Nessun commento

Lascia un commento