Si è da poco concluso il Gran Premio di Monaco e Charles Leclerc chiude con l’ennesimo zero in casella nella sua gara di casa. Nonostante il suo ottimo passo su questo circuito non è mai riuscito a vedere la bandiera a scacchi in Formula 1 sia con l’Alfa Romeo che con le 2 edizioni disputate con il team di Maranello.

Le Ferrari avevano chiuso il Q2 in grandissima forma. Quanto visto nelle prove libere non era frutto di tattiche precauzionali dei team di testa, il sogno di conquistare la pole era concreto. Il primo tentativo di Charles era stato perfetto, pole provvisoria per lui. Nel secondo tentativo, mentre gli altri miglioravano il proprio tempo, Leclerc non fa un super primo settore; per mantenere la pole ha dovuto rischiare tutto, sfiorare ogni guardrail. I margini erano minimi e l’errore che non ti aspettavi, arriva. La SF21 ferma in pista, le bandiere gialle, e poi la rossa. La Ferrari torna a conquistare la pole. E’ subito festa per aver ottenuto quel risultato che a Monaco vale il 90% del risultato finale. Ma poi sale la preoccupazione per quel cambio, arrivano i comunicati, insomma la pole non sembra in discussione. Poi..la doccia fredda durante l’installation lap ascoltando il messaggio radio di Charles al box. Niente gara e quella sbavatura del sabato pesa come un macigno. Per il monegasco c’è il rammarico per l’incidente ma al tempo stesso la convinzione che quello era l’approccio giusto: “Ho guidato per cercare di centrare la pole, è stata spesso la mia forza in passato nel centrare qualifiche particolarmente performanti ed è il motivo per cui ho avuto l’incidente oggi. Questo episodio non cambierà il mio approccio nelle prossime gare perché non mi devo accontentare”.



Analizzando gli errori di Leclerc si nota infatti che sono avvenuti più in gara rispetto al giorno delle qualifiche. Da quando indossa la tuta rossa l’unico errore importante nelle qualifiche è stato durante la Q2 di Baku nel 2019 quando le Ferrari erano in lizza per la pole.
In gara, invece, gli errori sono stati maggiori. L’incidente al via con il compagno di squadra Vettel al Gran Premio della Stiria, quello alla parabolica a Monza e il contatto con Stroll durante il Gran Premio della Russia i più eclatanti. Un tasso d’errore forse troppo alto per un pilota che ha le capacità di diventare campione del mondo?

Va detto che le Ferrari che ha avuto a sua disposizione non sono sicuramente le più competitive uscite da Maranello e che i buoni piazzamenti visti nel 2020 sono arrivati grazie al suo talento. Rispetto al 2020 Leclerc ha una SF21 decisamente migliorata rispetto a quella della passata stagione. A Monaco, un circuito unico per le sue caratteristiche, abbiamo potuto rivedere una Ferrari in lotta per la pole e per la vittoria. La rossa quest’anno non può ambire al titolo e per questo, Leclerc non ha sbagliato a puntare al bersaglio grosso.

Quanto visto a Monaco serve a Leclerc per diventare ancora più forte, diventare ancor di più uomo squadra e per diventare, quando la Ferrari gli fornirà l’arma vincente, qualcosa di grande.



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