Quando la Ferrari è ormai fuori dalla lotta per il titolo, puntualmente ricomincia la stessa storia: rivoluzione per l’anno successivo, nuovo concetto di motore, aerodinamica completamente diversa e una monoposto destinata a cambiare tutto. È un copione che negli ultimi anni abbiamo già visto più volte. Ma questa volta c’è davvero una rivoluzione in arrivo oppure siamo davanti all’ennesima narrazione sulla Ferrari del futuro?
Ferrari 2027, nuovo concetto di motore: cosa c’è di vero?
Il tema del momento riguarda soprattutto la futura Ferrari 2027. Si parla di un nuovo concetto di motore, di una Power Unit profondamente rivista, di modifiche al turbo e di un approccio differente rispetto al progetto 2026.
In questo caso una base concreta esiste. Ferrari sta realmente lavorando a una revisione importante della propria Power Unit. Non è quindi corretto liquidare queste anticipazioni come semplici invenzioni.
Il problema arriva quando dal dato tecnico si passa automaticamente alla parola “rivoluzione”.
Perché lo stesso meccanismo lo abbiamo già visto più volte.

Foto credit Scuderia Ferrari MEdia
Dalla SF-23 alla SF-24: il primo esempio
Nel passaggio dalla SF-23 alla SF-24 si parlò di una vettura nuova per circa il 95% dei componenti e di un’importante svolta aerodinamica.
La macchina era effettivamente molto diversa dalla precedente. Cambiarono la filosofia delle fiancate, la gestione dei flussi, il packaging e numerosi elementi del progetto.
Ma una cosa è avere una macchina profondamente modificata e un’altra è parlare di rivoluzione totale del concetto.
La stessa Ferrari invitava infatti a considerare il progetto come una forte evoluzione basata sulle conoscenze accumulate con la vettura precedente.

Foto Credits Media Ferrari e Pirelli
SF-25: il 99% della macchina cambia, ma è comunque un’evoluzione
Un anno dopo il copione si ripete.
Per la SF-25 si arrivò a parlare di appena l’1% di componenti in comune con la SF-24. In altre parole, circa il 99% della monoposto venne modificato.
E le modifiche erano realmente importanti: sospensione anteriore passata dal push-rod al pull-rod, nuovo packaging, interventi sul telaio, diversa distribuzione delle masse, modifiche al fondo e all’aerodinamica.
Eppure, una volta presentata la macchina, arrivò una precisazione fondamentale: la SF-25 venne definita un’evoluzione della SF-24, nonostante il 99% della vettura fosse stato modificato.
Non c’è necessariamente una contraddizione.
Una monoposto può essere quasi completamente nuova nei componenti e contemporaneamente mantenere una forte continuità nella propria filosofia progettuale.
Ed è proprio questa distinzione che spesso si perde nei titoli.

La Ferrari 2027 sarà davvero completamente diversa?
Arriviamo così al progetto 2027.
Il nuovo motore è reale. Il cambio di alcune soluzioni della Power Unit è reale. Il regolamento 2027 obbligherà Ferrari a intervenire sulla vettura.
Cambieranno le esigenze legate al retrotreno, alla trasmissione, al raffreddamento e all’integrazione tra motore e aerodinamica. Di conseguenza è assolutamente normale aspettarsi una monoposto diversa.
Ma è davvero necessario parlare già oggi di aerodinamica completamente diversa?
Qui la risposta è molto meno scontata.
Se la SF-26 dispone realmente di una piattaforma telaistica e aerodinamica competitiva, non avrebbe molto senso cancellare tutto semplicemente perché arriva una nuova Power Unit.
La logica ingegneristica dovrebbe essere piuttosto quella di conservare ciò che funziona e modificare ciò che deve essere adattato alle nuove esigenze.
Una nuova Power Unit può richiedere un packaging differente. Il diverso comportamento energetico può modificare le esigenze di raffreddamento. Alcune soluzioni utilizzate sulla SF-26 non saranno più disponibili nel 2027.
Tutto questo può obbligare gli ingegneri a riprogettare profondamente la vettura.
Ma riprogettare profondamente non significa necessariamente partire da un foglio bianco.

E i famosi 30 cavalli?
C’è poi un altro elemento ricorrente: il deficit di potenza.
Da mesi si parla di una Ferrari che pagherebbe circa 30 CV rispetto ai migliori concorrenti.
Ma bisogna distinguere attentamente i termini.
Un deficit stimato non significa che Ferrari abbia già trovato 30 CV.
Un obiettivo di recupero non significa un risultato ottenuto.
E soprattutto non significa che la Ferrari 2027 avrà automaticamente 30 CV in più.
Il passaggio può essere molto semplice:
Ferrari perde circa 30 CV → Ferrari deve recuperare 30 CV → Ferrari recupererà 30 CV → Ferrari avrà 30 CV in più.
Ma sono quattro affermazioni completamente diverse.
Il vero problema è il linguaggio della “rivoluzione”
Il punto, quindi, non è stabilire che tutte le anticipazioni siano false.
Molte contengono elementi tecnici reali.
Il problema è capire quanto spesso, quando la stagione Ferrari va male, la comunicazione sul progetto successivo venga caricata di aspettative attraverso parole come rivoluzione, nuovo concetto, macchina completamente nuova, aerodinamica diversa, nuovo motore e recupero di decine di cavalli.
È successo nel passaggio alla SF-24.
È successo con la SF-25.
E ora sta succedendo con la Ferrari 2027.
La differenza è che questa volta possiamo fare una cosa molto semplice: conservare quello che viene raccontato oggi e confrontarlo con la macchina che vedremo domani.
Perché una cosa è annunciare una rivoluzione.
Un’altra è dimostrare che la rivoluzione esiste.
E soprattutto, in Formula 1, la verità arriva quando la macchina scende in pista.
Fino a quel momento, il nuovo concetto di motore, la nuova aerodinamica e i 30 cavalli sono informazioni, indiscrezioni, obiettivi e interpretazioni. Non ancora risultati.
E forse è proprio questo il motivo per cui, quando la Ferrari va a m**da, la notizia della rivoluzione dell’anno successivo torna sempre così puntuale.
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