In una lunga intervista a Motorsport.com, Toto Wolff ha parlato del futuro dei propri piloti e delle tematiche di maggior interesse riguardanti la Mercedes.

La figura di Toto Wolff è indubbiamente una delle più carismatiche ed influenti di tutta la F1 da ormai molto tempo. Il suo approdo nel 2013 in Mercedes come Team Principal, CEO ed azionista della scuderia di Brackey ha segnato uno dei momenti chiave nella storia recente del circus, dato che sotto la sua leadership il team anglo-tedesco ha conquistato sette titoli Costruttori e Piloti consecutivi. Oggi l’austriaco resta saldamente al comando della Mercedes nonostante le voci di un suo possibile disimpegno, e in una lunga intervista a Motorsport.com Italia ha mostrato apertamente il suo punto di vista su alcuni dei temi d’attualità che riguardano la F1 e la Stella.

“Alla gente piace lo sport perché è reale e onesto.” – ha esordito l’austriaco, interrogato sulle novità che mirano a spettacolarizzare la F1 “Vincono il miglior pilota e la miglior macchina, vince il miglior atleta, vince la migliore squadra di calcio, e se c’è un confronto tra due avversari che competono per vincere il tutto diventa entusiasmante e divertente da seguire. Ma credo che non ci si debba mai allontanare dalla trasparenza e dal DNA di uno sport. Dobbiamo però anche ricordare che la F1 ha sempre avuto una componente importante di business, è un grande business, con la politica che gioca un ruolo non trascurabile in pista e fuori. Nel DNA della F1 c’è anche questo. Personalmente credo che molti dei cambiamenti apportati miglioreranno lo spettacolo, dobbiamo sottolineare che quest’anno stiamo assistendo ad una lotta per il vertice, ed anche alle spalle, semplicemente fantastica. Ma deve essere sport, nessuno vuole il wrestling”.

La Mercedes ha recentemente perso diversi motoristi in favore della neonata Red Bull Powertrains, ma Wolff si dice assolutamente non preoccupato: “Ci sono circa 900 persone che lavorano a Brixworth, ne hanno contattati un centinaio, e ne hanno convinti tra i 10 e 15 a spostarsi da loro. Parliamo di persone per lo più in ruoli legati alla produzione, non alla performance. Se dovessi mettere in piedi una nuova fabbrica inizierei anche io in questo modo, ma tra l’assunzione di qualche persona e l’avere una fabbrica di motori completa, funzionante e competitiva, c’è una lunga strada da percorrere. Penso che la Red Bull possa riuscire nei suoi propositi, hanno le risorse per farlo, ma Mercedes, così come gli altri Costruttori di motori, sono qui da decenni che operano stagione dopo stagione per ottimizzare le proprie strutture. Non credo che 15 persone e una sede saranno sufficienti per essere competitivi in ​​tre anni con un nuovo propulsore. Detto questo, li stiamo prendendo molto sul serio perché sono una grande squadra e hanno le risorse per farlo. Ma allo stesso tempo siamo convinti di una cosa: la F1 richiede tempo e nessuna disponibilità di denaro può accelerare la curva d’apprendimento essenziale per questi progetti”.

Negli ultimi anni la Mercedes è riuscita a sostituire tutti coloro che hanno deciso di abbandonare un ruolo chiave del team in maniera molto efficiente, senza subire grosse perdite in favore degli avversari. Wolff ha parlato così di questo sistema di successione, che sta vedendo protagonista anche James Allison: “La F1 è un ambiente ad alta pressione, ed è per questo che abbiamo sempre in squadra una rotazione ‘naturale’. Puntiamo a mantenere nella squadra i membri senior, molto preziosi, ma in posizioni più ad ampio raggio, strategiche, senza creare colli di bottiglia per i giovani che puntano ad emergere. James rimarrà con noi in un ruolo strategico di Chief Technology Officer, e sta lasciando i suoi compiti a Mike Elliott, un professionista ambizioso e competente, con grandi motivazioni e desideroso di voler mettersi alle spalle gli avversari. Ed è proprio quello di cui la squadra ha bisogno, se c’è qualche persona più giovane con tutte le capacità per farsi strada gli si dà spazio”.

L’austriaco ha proseguito parlando degli altri azionisti della scuderia anglo-tedesca, vale a dire Daimler ed Ineos: “Ho avuto un ottimo rapporto con Dieter Zetsche e ho un ottimo rapporto con Ola Källenius. Dal punto di vista professionale non potrebbe essere migliore di quello che è, e non potrei desiderare più supporto da tutto il consiglio di amministrazione della Daimler. Questo aspetto è stato fondamentale per il nostro successo. Senza Niki Lauda, beh, pensare che non è più qui per me è molto triste, soprattutto da un punto di vista personale, era il mio più caro amico. Ed è mancato a tutta la squadra. Jim Ratcliffe ha costruito un’incredibile azienda globale partendo da zero e il suo feedback è prezioso. Un suo consiglio o una sua idea sono una risorsa importante e la uso eccome quando ne sento il bisogno”.

Per quanto riguarda la situazione piloti del team di Brackley, Wolff ha voluto sottolineare l’importanza di Hamilton e Bottas: “Lewis è legato alla Mercedes da sempre, ed oggi è una parte integrante della squadra. Contribuisce alla performance del team, ed è la persona più visibile tra tutti coloro che lavorano nella squadra giocando un ruolo fondamentale nel nostro successo. C’è ovviamente la monoposto, ma lui è la punta, ed è per questo che è essenziale per noi. E con lui anche Valtteri”.

La Mercedes sarà sicuramente al centro del mercato piloti in ottica 2022, e tra i piloti accostati alla Stella c’è anche Max Verstappen. Wolff non ha escluso la possibilità di mettere sotto contratto l’olandese, sebbene le opzioni favorite sembrino essere altre: […] Max è sicuramente una stella di prima grandezza in ottica futura, ma non è l’unico ad esserlo. Credo ci sia un gruppo di giovani piloti davvero bravi che non hanno ancora avuto a disposizione una monoposto vincente e da questo punto di vista sarà molto interessante vedere come si svilupperanno queste carriere. […] Valtteri è un nostro pilota e io sarò sempre fedele ai nostri piloti, ma abbiamo tutti l’obbligo di valutare il futuro, di avere dei piani nel lungo periodo e a questo proposito dobbiamo considerare tutte le opzioni possibili per entrambe le vetture. E dato che abbiamo due Mercedes junior, Esteban Ocon e George Russell, dobbiamo valutare tutto. Aggiungo che stiamo anche tenendo d’occhio altri giovani ragazzi che stanno emergendo, ma detto questo, oggi ci sono solo due piloti che guidano una Mercedes e sono Valtteri e Lewis”.

Interrogato sul perché la Mercedes abbia accettato i piccoli cambi regolamentari del 2021 (che paiono aver danneggiato i campioni del mondo), il Team Principal della Mercedes ha risposto: “Queste regole sono state introdotte per motivi di sicurezza, non sono state sottoposte ad un voto di approvazione. Era chiaro, o se preferite molto probabile, che le monoposto con un rake non accentuato sarebbero state penalizzate. Forse non ci è stato chiaro che l’effetto sarebbe stato enorme, ma se confrontiamo i riscontri emersi quest’anno in Bahrain e quelli del 2020 ci si rende conto di quanto il divario sia stato ampio, è sotto gli occhi si tutti. Comunque oggi credo sia necessario guardare avanti, assicurandosi che la governance della F1 sia molto solida nelle scelte che prenderà in futuro”.

Aston Martin è un’azienda automobilistica che ha un rapporto con la Mercedes…” – ha invece dichiarato Wolff riguardo al contestato rapporto tra l’ex Racing Point e la Stella – “…ma il team di F1 è una struttura giuridica completamente a parte. Aston Martin è un nostro partner, sono clienti che acquistano da noi la power unit, come tra l’altro avviene con le auto stradali, e utilizzano la nostra galleria del vento e alcune altre componenti come previsto dalle normative tecniche. È una relazione forte, e forse per questo motivo c’è chi pensa che stiamo ottenendo un vantaggio”.

Wolff ha proseguito l’intervista spazzando via le voci di un possibile addio alla F1 di Mercedes e proiettandosi verso il proprio futuro, che lo vedrà ancora nel ruolo di Team Principal della Stella: “Ogni anno sentiamo anche voci secondo le quali gli alieni sono atterrati sul pianeta Terra. Diciamo che le certezze che alcuni alieni del pianeta Marte siano appena atterrati qui […] sono le stesse che la Mercedes lasci la F1. […] Ci penso e mi rendo conto che mi diverto molto ad essere dove sono, amo quello che faccio. Spero però di identificare un gruppo di giovani in grado di prendere il mio posto e operare al meglio, e magari ritagliarmi un ruolo da cui poter guidare le scelte strategiche del team. Ma quel momento non è ancora arrivato”.

“Questo è un viaggio senza fine…” – ha concluso l’austriaco – “…nel senso che questa azienda ha tre proprietari con una quota equivalente, un terzo Mercedes, un terzo Jim Ratcliffe ed un terzo io, quindi come azionista sarò sempre presente. Ma come CEO e Team Principal so che un giorno passerò a fare altro, e sarò orgoglioso del team, orgoglioso del fatto che chi arriverà farà un lavoro migliore del mio. Darò i miei commenti… inutili, ma solo se le cose non dovessero andare bene. E magari mi prenderò il ​​merito quando le cose andranno bene, diciamo… una bella prospettiva! Ma il mio viaggio con la Mercedes non finisce, perché sono azionista di questa squadra”.

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