La F1 è ormai da un bel po’ di anni ferma al conteggio di 10 team operativi al suo interno, che per le due monoposto che ogni team può schierare fanno un totale di 20 vetture pronte allo schieramento sulla linea di partenza, 21 se si conta anche la Medical Car che prende il via dietro a tutte le monoposto seguendole per il primo giro per ragioni di sicurezza. Ora non è un mistero che ci siano diverse persone interessate a fare il loro ingresso nella massima categoria del motorsport, prima fra tutte Andretti, ma gli ostacoli da superare, quasi insormontabili, sono dettati in prima legge dal re denaro.

Anche se di recente, proprio il presidente della FIA Ben Sulayem ha twittato dal suo account ufficiale che: “Ho chiesto al mio team FIA di valutare l’opportunità di avviare un processo di manifestazione di interesse per i potenziali nuovi team per il Campionato del Mondo FIA di F1”

Le cose non sono però cosí semplici a partire dal fatto che al termine di ogni stagione le scuderia ricevono un compenso in denaro (e stiamo parlando di milioni di dollari) pattuito e stabilito in base al loro piazzamento. In ogni caso la FIA non sborsa mai più di quanto pattuito, il che significa che l’ingresso di un 11esimo ipotetico team ridurrebbe la fetta di denaro che gli altri team già presenti si vedono ricompensare al termine di una stagione. Per ovviare al problema era stato stabilito che all’ingresso di una eventuale nuova scuderia il nuovo arrivato dovesse pagare 200 milioni di dollari per sostenere il fondo di diluizione che avrebbe aiutato gli incassi dei team, nonostante Andretti si fosse dichiarato disponibile a pagare tale cifra esorbitante le cose non sono mai state prese sul serio e anche oggi sembra non esser abbastanza:

“Il fondo di diluizione è stato fissato qualche anno fa, quando il valore della Formula 1 era diverso. Penso che una delle cose da fare sarà quella di riadattarlo all’attuale tasso di mercato, che è molto più di questo. Ma credo che sia un processo molto difficile da realizzare”. ha detto Gunther Steiner, sostenuto poi da Toto Wolff:

“Se arriva un nuovo team, come si può dimostrare che sta portando più soldi di quanti ne stia costando? Perché l’11° team significa una diluizione del 10% (dei profitti ndr) per tutti gli altri”.

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