Negli scorsi giorni Sergio Perez si era lasciato andare ad un commento che aveva fatto parecchio discutere tra gli appassionati di Formula 1.
Max Verstappen è sicuramente tra i migliori di sempre, se non il migliore”. Così si era espresso il messicano, dando il via ad un inevitabile dibattito su quale sia effettivamente il valore di Verstappen rispetto ai grandi piloti del passato.
Sull’argomento è stato interpellato anche Adrian Newey, ingegnere di fama mondiale da svariati anni presente all’interno del circus.

Red Bull Newey
F1 Red Bull Newey


“Paragonare piloti di epoche differenti è ingiusto, ma credo che Max sia proprio lì con i migliori”, ha detto Newey in un’intervista concessa a Evening Standard.
“Penso che l’immagine di lui come pilota aggressivo sia eccessiva. Forse lo era nelle sue prime gare in Formula 1, ma non se guardiamo alla scorsa stagione. Generalmente è uno molto calmo e misurato, ha dei riflessi straordinari ed è un piacere poter lavorare con lui. Non esiste qualcosa di particolare che definisca l’essere campioni. Mika Hakkinen, ad esempio, non parlava molto e a volte bisognava tradurre ciò che diceva. Ma se interpellavi bene quelle dieci parole che diceva, potevano essere decisive. I grandi piloti, tra i quali metto anche Max, sanno cosa vogliono dalla macchina, sanno come comunicare ciò che vogliono ai rispettivi ingegneri di gare e sanno come ottenerlo.”

Ripercorrendo invece il suo passato nella massima categoria automobilistica, Newey ha ricordato il momento del passaggio in Red Bull, sul quale ai tempi quasi nessuno avrebbe scommesso una lira.
“Quando sono entrato in Red Bull la gente pensava che mi stessi suicidando. Questa è stata la cosa più soddisfacente perché insieme a Christian Horner, abbiamo preso la Jaguar e le sue ceneri a diventare la scuderia che oggi tutti conoscono

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