Sul Quotidiano.net il giornalista e scrittore parla dell’importanza che il direttore tecnico ha avuto sulla rinascita del Cavallino

Mattia Binotto si è rivelato come uno dei più brillanti talenti ingegneristici che la Formula 1 può vantare. Il tecnico italiano è divenuto nel 2016 il D.T. in seno alla Scuderia Ferrari, dopo l’accurata ristrutturazione messa in atto da Sergio Marchionne a seguito del fallimentare lavoro di James Allison. Come risultato di questa mossa, Binotto ha sfornato due vetture incredibilmente veloci come la SF70-H e la SF71-H, che hanno permesso al team di Maranello di giocarsi il mondiale nel 2017 e nel 2018. Per dei problemi di affidabilità nel primo caso e per un’infinita serie di errori commessi da Sebastian Vettel nel secondo, i mondiali non sono ancora arrivati anche se attualmente quello costruttori è ancora in ballo.

Leo Turrini ha parlato dell’enorme importanza che possiede uno come Binotto, sul quale futuro ci sono molte ombre che potrebbero vederlo lontano da Maranello. Alcune ipotesi sono la Renault che sarà guidata da Daniel Ricciardo, in Germania si parla anche di un arrivo di Mattia alla corte della Mercedes. La freccia d’argento è stata praticamente raggiunta sotto il punto di vista prestazionale, solo i miracoli di Hamilton e una maggior esperienza come squadra hanno permesso alla W09 di continuare a portare i titoli a Brackley. Presa coscienza di una superiorità tecnica non più così marcata, il team anglo-tedesco sta puntando Mattia Binotto, ed oggi su questo argomento si è aperto proprio Maurizio Arrivabene nel corso delle Finali Mondiali del Cavallino a Monza: “Le voci sull’addio di Binotto sono una fake news”- ha esordito il team principal- “Con lui non ci sono problemi, sono solo voci messe in giro per creare destabilizzazioni allintermo della squadra. Ora il nostro obiettivo è portare a casa il mondiale costruttori, non è facile ma ci proveremo”.

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