Intervistato da Newsf1.it, Gian Carlo Minardi ha affermato che la mancanza di continuità manageriale è il tallone d’Achille della Ferrari.

Il grande tema della pausa invernale tra le stagioni 2022 e 2023 di F1 è senza dubbio la staffetta ai vertici della Ferrari tra Mattia Binotto, sollevato dall’incarico di Team Principal dopo quattro stagioni, e Frédéric Vasseur, che avrà il compito di riorganizzare la struttura della Scuderia di Maranello ed eliminare i tanti errori marchiani che ne hanno caratterizzato la stagione passata. In una lunga intervista rilasciata a Newsf1.it, è intervenuto sul tema anche Gian Carlo Minardi, che ha criticato la scelta da parte delle alte sfere del Cavallino Rampante di optare ancora una volta per un cambio al vertice.

“E’ un discorso lungo e complicato.” – ha esordito Minardi – “Ho difeso Binotto perché credo nella continuità. Oggi la Ferrari si trova a combattere contro Red Bull e Mercedes, due scuderie che godono di una certa stabilità da oltre dieci anni e sono cresciute nel tempo, diventando quasi imbattibili. […] Questa continuità è venuta a mancare negli ultimi anni alla Ferrari e non c’è stata un’evoluzione sportiva. Jean Todt, il più vincente dei Team Principal della sua storia, è arrivato nel 1992 e ha vinto nel 2000. Questo deve far riflettere: […] una squadra vincente non si costruisce dall’oggi al domani e in F1 vince quella con la miglior combinazione di piloti e macchina. Faccio un passo indietro: ci siamo dimenticati il 2019, il 2020 e il 2021, in cui la Ferrari prendeva otto o nove decimi in qualifica e talvolta finiva ad un giro dal vincitore. Il passaggio dal 2021 al 2022 è stato un enorme salto tecnico e di qualità, che ha evidenziato altre criticità“.

Foto: Alessandro Martellotta per Newsf1.it

Secondo il manager faentino, il cambio al vertice della Scuderia di Maranello rischia di rallentare i progressi del team: “Questi problemi non si risolvono schioccando le dita e cambiando una singola persona. Ci vuole un lavoro che porta a fare un altro step e ad eliminare gli errori che abbiamo visto. Io auspicavo che questo passo in avanti fosse tanto grande quanto quello fatto tra il 2021 e il 2022, ma questo si può fare solo attraverso la continuità e le modifiche organizzative necessarie. Andando a cambiare il vertice, si riparte ancora una volta da capo. Credo e spero che determinate basi di sviluppo e di cambiamenti organizzativi per il 2023 fossero già avviate, e quindi che il passaggio da Binotto a Vasseur sia indolore. Se fossi stato io il Presidente della Ferrari, avrei supportato Binotto, magari attraverso innesti nei reparti che hanno registrato criticità, come il motore, il telaio, i piloti o i meccanici. […]“.

“Da tifosi, abbiamo tutti bisogno di vedere una Ferrari competitiva e Leclerc e Sainz al vertice.” – è l’augurio di Minardi – “Vasseur fino a questo momento non ha fatto vedere cose eclatanti, anche se è stato vincente nelle formule minori, dove tuttavia è più facile. Non mi sembra esaltante il suo periodo in Sauber, ma è difficile dare un giudizio perché ci sono anche questioni di budget e uomini. Gli facciamo un grosso in bocca al lupo. Io credo di aver esposto la realtà dei fatti, poi sarà la storia a dirci se i risultati saranno positivi. In quel caso, saremo i primi ad essere felici.”

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