C’è stato un periodo in cui l’assenza di piloti italiani al via di un mondiale era impensabile, mentre ora non fa più notizia

Con la firma di Antonio Giovinazzi con il team Alfa Romeo alla vigilia del GP dell’Emilia Romagna, il circus si è assicurato la presenza di un pilota italiano anche per la prossima stagione. Nel corso della storia, la presenza di un pilota italiano nella griglia di partenza era la norma. Anzi, sembrava addirittura assurdo anche solo pensare correre un GP di F1 senza di loro.

In totale sono 84 gli italiani che hanno preso parte a campionati del mondo, classificando la nostra penisola al terzo posto in termini di nazionalità dei piloti. Infatti, solo Gran Bretagna e Stati Uniti hanno ‘sfornato’ più piloti dell’Italia. Nei primi decenni di Gran Premi i piloti italiani erano, dunque, onnipresenti. Come mai, allora, la loro presenza è diventata così rara?

4 dei primi 3 titoli F1 a piloti italiani

E pensare che i piloti italiano hanno rappresentato un pilastro fondamentale della Formula 1 sin dalla gara inaugurale del primo mondiale del 1950. Dopo i successi di Giuseppe Farina e di Alberto Ascari, che hanno conquistato 3 dei primi 4 titoli piloti, però, si sono susseguiti decenni difficili. In totale sono arrivate 43 vittorie di piloti italiani in F1, di cui 20 nei primi 4 anni di corse. L’ultimo pilota italiano a lottare per un titolo mondiale è stato Alboreto, che nella stagione 1985 fini secondo dietro Prost, alla guida di una Ferrari.

Nel 21° secolo, solo due piloti italiani hanno conquistato una vittoria, con Fisichella e Trulli. Mentre dal 2012 al 2018 nessun pilota italiano ha preso parte a gare di F1. Quando Giovinazzi ha fatto le sue prime apparizioni in F1, come sostituto dell’infortunato Wehrlein in Australia e Cina all’inizio del 2017, ha concluso una serie di ben 98 GP senza un italiano al via. Serie iniziata con la conclusione della carriera in F1 di Vitantonio Liuzzi.

La Ferrari ‘ostacola’ i piloti italiani

La scorsa settimana a Giovinazzi è stata posta una domanda pertinente a quanto sia difficile impressionare come pilota italiano, dato che la Ferrari conquista la stragrande maggioranza dei titoli del paese. “Per l’Italia e per il mondo il nome Ferrari è un nome molto forte. E’ difficile essere allo stesso livello, ha detto Giovinazzi sulla scuderia di Maranello. “Ma il mio obiettivo non è impressionare più della Ferrari. Il mio obiettivo è essere un pilota migliore e, come ho detto molte volte, il mio sogno è correre per loro in futuro“.

Le probabilità che il pilota di Martina Franca raggiunga questo obiettivo, però, sono scarse, anche perché il suo livello di prestazioni nei suoi primi 2 anni di F1 non sono eccellenti. A prestazioni (poche) di rilievo, con due piazzamenti a punti in questa stagione, si alternano prestazioni deludenti, come nel caso del GP in Belgio.

A proposito dell'autore

Cresciuto nel mito di Schumacher e della "rossa", appassionato di F1 e di motori, Copywriter e Marketer. Follow me: Linkedin: @Michele Cozzola

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