La scorsa gara di F1 ha avuto come sempre vincitori e vinti. Vinta prima fra tutti è risultata forse la bellezza del far correre questi ragazzi, perché analizzando oggettivamente gli incidenti in pista che sono costati la penalità sia a Lando Norris che a Perez, presumibilmente nessuno di questi era un vero incidente da sanzione. 

Ultimamente, soprattutto dopo l’incidente tra Verstappen e Leclerc ad Austria 2019, la FIA ha voluto fare propria la filosofia del “lasciamoli correre” infliggendo meno penalità di quelle che ci si sarebbe potuto aspettare in una stagione come la 2019. Fortunatamente questo ha permesso ai piloti di azzardare sorpassi, combattere corpo a corpo e far divertire fan e tifosi in tutto il mondo. Di questa rinnovata filosofia aveva beneficiato anche Charles Leclerc nel GP di Monza 2019 vinto proprio dal monegasco davanti alla marea rossa dei tifosi Ferrari. 

Stando alle penalità che abbiamo visto in Austria però questa filosofia sembra essere venuta meno, chiaramente la FIA una volta punito Norris non poteva non punire Perez perché la sua manovra era esattamente identica a quella del pilota McLaren, ma il concetto sbagliato è proprio alla base: punire i piloti per manovre di questo tipo equivale a incentivarli a non provare i sorpassi, che sono la parte emozionante di questo sport (chiaramente rimanendo nei limiti della sicurezza). Dello stesso avviso è anche Christian Horner:

Horner

Non vuoi l’equivalente di calciatori che si tuffano”, ha detto Horner, che ha ritenuto che nessuno dei tre incidenti fosse degno di una penalità. “ Penso che dobbiamo evitarlo. So che è incredibilmente difficile, perché parliamo di queste cose molto spesso, ed è difficile per il direttore di gara.  L’incidente tra Checo e Lando, queste sono le corse”

 “Ma penso che la FIA, avendo assegnato quella [prima] penalità, non potesse non concedere una penalità per una mossa molto simile con Charles. Questi ragazzi hanno tuttavia corso nel kart da quando erano bambini, e sanno che se vai fuori corri dei rischi, soprattutto se non sei davanti. Quindi sì, penso che le sanzioni siano state un po’ dure e in qualche modo vadano contro il mantra ‘lasciali correre’ che abbiamo difeso negli ultimi anni”. 

Ha concluso Horner 

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