Per la Ferrari, il Mondiale di F1 2015, non era un anno qualsiasi. Lo si poteva considerare come anno zero.

Dopo il fallimento dell’era Alonso-Domenicali, il Cavallino Rampante era alla ricerca di un altro valido alfiere per riportare i titoli più ambiti del Campionato a Maranello. Quel ruolo ricadeva su un ragazzo di 28 anni, originario di Hoppenheim, il quale aveva già vinto quattro titoli Mondiali di F1: Sebastian Vettel.

Pochi mesi prima dell’inzio del Mondiale, la Ferrari aveva salutato Luca Cordero di Montezemolo, storico presidente della scuderia, per accogliere Sergio Marchionne. Sin da subito il suo operato fu notevole: oltre ad ingaggiare Sebastian, promosse Maurizio Arrivabene al ruolo di Team Pricipal.

Il Mondiale iniziò con il piede giusto: dopo un ottimo 3 posto conquistato a Melbourne, Vettel e il suo team dovevano confermare la buona prestazione a Kuala Lumpur, in Malesia.

Il 29 marzo 2015, sembrava una normale domenica di gara per la Ferrari. Così non fu: grazie ad un’ottima strategia del muretto box ed ad una gestione gomme magistrale, Vettel riuscì a beffare le Mercedes e a vincere il GP della Malesia. Emblematico il team radio fra il pilota e il suo ingegnere, Riccardo Adami: “Numero uno is back, top class! Ferrari is back!” (Adami); “Mi senti, mi senti! Grazie mille ragazzi, graze, dai forza Ferrari!” (Vettel).

Una vittoria che mancava da 676 giorni. Una vittoria che fece bene all’animo rosso dopo una stagione sottotono e deludente. Una vittoria che faceva ben sperare i tifosi in un futuro ricco di successi e soddisfazioni.

Ritornava, così, un pilota vestito di rosso sul gradino più alto del podio. Un pilota che sembrava un bambino durante la mattina di Natale. Ritornavano sul podio anche due inni che han fatto la storia di questo sport: l’inno tedesco e l’inno italiano cha han fatto ricordare il dominio del Kaiser. Insomma, la Ferrari era fatta per i tedeschi.

Sembrano passati molti anni da quella domenica primaverile in cui Vettel fece gioire milioni di tifosi. Purtroppo quel che ci aspettavamo da quel giorno, ahimè, non è ancora accaduto: qualche volta a causa dell’affidabilità e qualche volta per errori del pilota.

Nella stagione scorsa, Sebastian Vettel ha faticato non poco con il nuovo compagno di squadra, Charles Leclerc. Non sono mancate le critiche sia dei fan che di alcuni volti noti della F1.

C’è da dire però che Sebastian Vettel ha iniziato a guidare un’evoluzione di una Ferrari studiata nel sulla F14-T, vettura non molto prestazionale. Grazie al suo lavoro e a quello di Raikkonen si è avuto un salto di qualità sulla monoposto.

Queste sono ore concitate per il pilota tedesco in quanto dovrà decidere il suo futuro. Per la F1 e per la Ferrari stessa sarebbe un grosso danno perdere un pilota del calibro di Vettel. Speriamo di rivedere quel famoso “ditino” ancora sul podio e, perché no, con la tuta rossa.

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