Il responsabile della strategia Ferrari, Inaki Rueda, ha passato in rassegna tutto ciò che non è andato nel weekend monegasco per la Ferrari.

Un Gran Premio fatto di strategie sbagliate ma con molti margini di miglioramento.

“Abbiamo lasciato Monaco con un sapore agrodolce, abbiamo fatto alcune cose ottime e altre delle quali non siamo così orgogliosi. Siamo tornati in fabbrica, abbiamo analizzato cosa abbiamo fatto nel modo giusto, cosa nel modo sbagliato. Aggiorniamo i nostri strumenti, le procedure e ci assicuriamo di uscire da quest’esperienza più forti”, commenta Rueda.

Da un 1-2 iniziale targato Ferrari, il risultato ha visto un secondo e un quarto posto.

L’analisi più approfondita ha riguardato i giri compresi tra il 18 e il 22.

Al Giro 16 la Red Bull ferma Perez montando la gomma intermedia con una strategia per destabilizzare gli avversari.

“Sebbene il piano iniziale fosse quello di coprire Perez, avevamo la certezza che non avrebbe funzionato. Abbiamo detto all’ultimo istante a Carlos di stare fuori e l’ha fatto, diligentemente”, spiega Rueda.

Lo spagnolo si fermerà poi al giro 21 per passare direttamente alle homme slick.

“Quando il momento era quello giusto, abbiamo ritenuto che la pista fosse pronta per essere più veloci con gomme da asciutto e Carlos è stata la prima macchina tra i primi a fermarsi per le gomme da asciutto. Questo gli ha dato un vantaggio inequivocabile. Sfortunatamente è rientrato dietro Latifi e questo gli è costato oltre 3 secondi. Non fosse stato bloccato da Latifi, siamo piuttosto fiduciosi che avrebbe vinto la gara”, sottolinea Rueda.

Un errore doppio con Charles

“Abbiamo parlato degli aspetti positivi, diciamo di quelli negativi. Con Charles abbiamo commesso due errori. Il primo è stato quello di coprire Perez. Mentre con Carlos abbiamo realizzato molto tardi nel suo giro che non avremmo potuto coprire Perez, con Charles avevamo un gap maggiore e pensavamo di poter coprire Perez. All’inizio del giro 18 (giro del pit di Leclerc per passare da full wet a intermedie), Charles aveva oltre 10 secondi di vantaggio su Perez e pensavamo che si sarebbe ristretto tale vantaggio, poiché Perez su gomme intermedie era molto più veloce di Charles sulle full wet.

Abbiamo osservato gli altri, avevamo i dati in tempo reale dalle macchine e pensavamo che questo distacco si sarebbe compresso da 10 a forse 5, 4, 3 secondi nel peggiore dei casi. Mentre stavamo rientrando vedevamo il gap di 10″ comprimersi: 7, 6, 5, 4. Con Charles verso la Piscina, l’ultimo riferimento cronometrico che avevamo ci dava un ritorno in pista un secondo davanti a Perez. Quel che non ci aspettavamo era che Perez andasse 9″ più veloce in quel giro. 

Per questo abbiamo perso la gara con Charles. Il secondo errore che abbiamo commesso con lui è stato nuovamente un errore di distacchi. Volevamo fare il pit-stop su entrambe le macchine per passare alle gomme da asciutto. Al giro 21 pensavamo che la pista fosse pronta per le slick e al tempo stesso stavamo facendo rientrare Carlos per provare a mantenere la leadership”, conclude Rueda.

Pensieri sbagliati

“Abbiamo pensato: portiamo dentro Charles per provare l’undercut su Perez e poter fare uno-due. Stavamo osservando i nostri strumenti e i distacchi e avevamo 5″ di distacco tra le nostre due macchine. È il tempo per un doppio pit-stop. Un doppio pit tranquillo è fatto con 6″ di distacco ma pensavamo che 5 e mezzo fossero abbastanza. Con l’avvicinarsi all’ingresso della pitlane il gap si è ristretto ed era appena di 3″5 all’ingresso. Abbiamo provato un tentativo all’ultimo istante, dire a Charles di stare fuori, ma era troppo tardi. Aveva già sterzato verso la pitlane. In questo doppio pit Charles ha perso 2 secondi, sono stati cruciali perché hanno consentito a Verstappen di uscire davanti a Charles il giro dopo”.

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