Dopo un durissimo 2020 Leclerc ha tirato le somme di fine anno nello speciale “L’ Anno Zero” di Sky, condotto da Carlo Vanzini. L’ultima stagione è stata sicuramente diversa da tutte le altre, a causa del Covid, ed è stato già un miracolo arrivare a correre 17 gare. La Ferrari ha vissuto una delle sue peggiori stagioni di sempre, e si prepara ad un 2021 con più di qualche cambiamento. La speranza è che l’arrivo di Carlos Sainz possa portare una ventata di aria fresca a Maranello.

Il monegasco Leclerc della Ferrari, tuttavia, non ritiene che il 2020 sia stato un anno tutto da archiviare:

“No, non credo sia da dimenticare. Sicuramente è stato molto difficile sotto tanti punti di vista. Per quanto riguarda la macchina, è stato un anno complicato e non ci aspettavamo di fare così tanta fatica. C’è stato un periodo in cui abbiamo dovuto accettare questa situazione e lavorare per migliorare, e di questo sono soddisfatto. Dimenticare questa stagione, però, non sarebbe giusto. Sono questi i momenti che fanno crescere di più il Team, infatti abbiamo trovato delle cose che ci aiuteranno a migliorare in futuro”.

Come ha detto il TP Mattia Binotto qualche giorno fa, la Ferrari del 2021 sarà più competitiva, nella speranza di poter ottenere qualche podio in più. Alla domanda di Vanzini “Con il tuo aiuto la SF21 può essere da mondiale?”, il monegasco ha risposto così:

“Alla fine quello è il mio lavoro. Io ci proverò, anche se considerando dove siamo ora l’obbiettivo è altissimo. Dobbiamo essere realisti, ma anche ottimisti. Io sono qui per far tornare la Ferrari a vincere il prima possibile, anche se non sarà facile, come ha detto Binotto. Io però nella vittoria ci credo ogni volta che salgo in macchina. Anche quando so che è difficile e servirebbe un po’ di fortuna. Dobbiamo sempre crederci.”


Non manca la domanda sul rapporto tra Charles Leclerc e Max Verstappen. I due vengono spesso messi a confronto, complice la loro esperienza e bravura al volante nonostante la giovane età. Il pilota Ferrari, si è dimostrato ancora una volta molto diplomatico nelle sue risposte:

“Da piccoli ci odiavamo. Ma con il passare del tempo siamo diventati più maturi, parliamo tranquillamente. Max è un bravo ragazzo, ma alla fine quando indossiamo il casco torna la competizione che c’è dai tempi del karting”.

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