Il passaporto ha aiutato Sargeant a conquistare la F1, ma l’americano merita una chance dopo un bel percorso nelle categorie propedeutiche.

Oltre alla stagione 2022 di F1, nel weekend del GP di Abu Dhabi si è concluso anche ogni discorso legato al mercato piloti in ottica 2023. Dopo aver conquistato il quarto posto finale in Formula 2 e ottenuto la Superlicenza FIA, Logan Sargeant è stato infatti annunciato dalla Williams come nuovo compagno di squadra di Alexander Albon per il prossimo anno. Lo statunitense è stato tuttavia accolto con un po’ di scetticismo da parte degli appassionati per una semplice ragione: il passaporto, che ha rappresentato sicuramente un punto a suo favore nel processo decisionale della scuderia inglese. Non è infatti un segreto che la F1 e Liberty Media abbiano cercato per anni un pilota a stelle e strisce per conquistare il cuore degli appassionati americani, anche se sarebbe molto riduttivo parlare di Sargeant come un ‘raccomandato’ qualunque, vista la sua eccellente carriera nelle categorie propedeutiche.

Eccezion fatta per i numerosi exploit nel karting, tra i quali spicca il Mondiale del 2015 nella categoria OK-Junior, il curriculum dello statunitense è, a dire il vero, privo di titoli importanti. Nelle monoposto, infatti, il pilota della Florida ha spesso e volentieri lottato per le primissime posizioni, senza però mai ottenere i successi finali raccolti da uno dei suoi rivali storici, Oscar Piastri. Le carriere del futuro pilota della McLaren e di Sargeant si sono infatti incrociate per ben tre volte, con risultati discordanti. Il primo incontro avviene nel 2017, alla prima stagione nelle monoposto, quando l’americano chiude terzo e a pochi punti dall’australiano (suo compagno di squadra in Carlin) nella Formula 4 Britannica. L’anno seguente i due sono di nuovo rivali in Formula Renault Eurocup, campionato in cui Sargeant inizia veramente a farsi notare.

Lo statunitense termina infatti la stagione al quarto posto complessivo e al secondo della classifica rookie (dietro solo a Christian Lundgaard), conquistandosi la promozione diretta in Formula 3. In questa categoria, però, la carriera dell’americano comincia a ristagnare: la prima stagione, con la Carlin, è un disastro, anche se non mancano scusanti e prestazioni eccellenti. Il 2019 è infatti la prima stagione della categoria nata dopo la fusione tra GP3 e F3 Europea, e il team inglese (come molte altre squadre di livello) non riesce ad interpretare al meglio la nuova vettura. Nonostante una delle migliori line-up in griglia, con Teppei Natori e Felipe Drugovich insieme a Sargeant, il team inglese ottiene solo sei piazzamenti a punti, di cui quattro grazie allo statunitense. Nel prestigioso GP di Macao, tuttavia, l’americano è protagonista di un weekend incredibile, nel quale porta a casa un insperato terzo posto e fa piazza pulita dei compagni di squadra, tra cui figura Dan Ticktum, già due volte vincitore dell’evento.

Anche grazie alla prestazione di Macao, Sargeant si guadagna un sedile con la Prema per la stagione 2020 di Formula 3, ritrovando Piastri come compagno di squadra. I due danno quindi vita ad un fantastico duello nell’arco della stagione, che si risolve a favore dell’australiano per soli quattro punti dopo nove round. Se lo statunitense mostra una netta superiorità in qualifica (8-1 lo score al venerdì), il ritmo e una certa tendenza ad essere coinvolto in incidenti evitabili compromettono la sua cavalcata verso un titolo che sembrava quasi scontato prima dell’ultima gara della stagione al Mugello, nella quale arriva un inaspettato ritiro. Per il 2021, Sargeant pare destinato a passare in Formula 2, ma alcune difficoltà economiche lo obbligano a fare un passo indietro e restare in F3 con uno dei team peggiori, la Charouz. E’ forse questa la sua stagione migliore: l’americano chiude settimo in Classifica Piloti con una vittoria e tre podi, conquistando 102 dei 127 punti totali della squadra.

Il 2022, la stagione da rookie di Sargeant in Formula 2, ricalca per certi aspetti quanto visto due anni prima con la Prema in F3: con una vettura in grado di lottare per la vetta, in questo caso la Carlin, l’americano si fa notare per la sua velocità in qualifica, vincendo 10-4 il confronto con il compagno di squadra, il più esperto Liam Lawson, e conquistando due Pole Position. Nonostante un ritmo in gara spesso non all’altezza di quello del venerdì, Sargeant porta a casa la vittoria in due Feature Race, a Silverstone e Spielberg. Dopo aver occupato anche la seconda posizione in classifica, tuttavia, l’americano vive una parte finale di stagione tutt’altro che esaltante e ricca di incidenti tra Spa, Zandvoort e Monza, scivolando al quarto posto nel campionato ma ottenendo comunque il titolo di miglior rookie davanti ad Ayumu Iwasa e Jack Doohan. E questo basta a convincere la Williams a portarlo in F1 nel 2023.

La carriera di Sargeant nelle categorie propedeutiche permette dunque di delineare le caratteristiche più evidenti del pilota della Florida, che sembra esprimersi al meglio in qualifica e ha più volte dimostrato un adattamento rapido ad ogni nuova specifica di vettura. Anche a causa del suo stile di guida piuttosto aggressivo, lo statunitense non fa della costanza in gara il suo punto di forza, e spesso è stato protagonista di contatti o incidenti evitabili nelle ultime stagioni. Dato che nel suo curriculum manca un titolo altisonante, a prima vista Sargeant potrebbe rappresentare una scelta poco comprensibile e dettata solo da interessi esterni, ma le sue ottime prestazioni, soprattutto nelle stagioni da rookie, sono sotto gli occhi di tutti. Se giustamente si celebrano le credenziali di Piastri in vista del suo esordio in F1, dunque, attenzione a sottovalutare lo statunitense, che più volte ha dimostrato di potersela giocare con tutti i migliori talenti del panorama del motorsport.

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