F1 – James Key, direttore tecnico McLaren afferma che il problema delle ali flessibili potrebbe presentarsi anche nel 2022, ma se FIA farà tesoro per quanto successo nel 2021 non sarà così semplice.

Con il campionato del mondo di Formula 1 pronto ad entrare nel vivo con le presentazioni delle nuove monoposto ad effetto suolo la battaglia tra Mercedes e Red Bull sembra, ormai, un ricordo lontano ma, durante la stagione 2021, abbiamo assistito ad una lotta avvincente in pista e non solo.

Dopo il Gran Premio di Spagna la Mercedes aveva messo sotto la lente d’ingrandimento l’ala posteriore della RB16B definendola troppo “flessibile”. Questa critica aveva scaturito una serie di botta e risposta con la FIA che fu costretta ad intervenire sul regolamento portando test più severi a partire dal Gran Premio di Francia. Ovviamente tutti i team, chi più e chi meno, dovettero metter mano al design della propria ala posteriore per rimanere legali con i nuovi test.
La telenovela proseguì fino al Gran Premio del Brasile ma ad Interlagos fu la Red Bull a contestare la flessione dell’ala posteriore della W12. Secondo gli uomini di Milton Keynes la velocità di Lewis Hamilton non si riusciva a spiegare se non grazie a qualche irregolarità. Con l’appuntamento successivo in Qatar la FIA ha controllato molto accuratamente le vetture n° 44 e 77 senza riscontrare nessuna irregolarità. La federazione ha però introdotto alcuni nuovi test, tra cui quello di appendere un peso di 35kg all’estremità dell’ala posteriore, in ottica 2022, per limitare l’arguzia degli ingegneri ad esplorare possibili zone grigie.

Secondo James Key, direttore tecnico della McLaren, i regolamenti tecnici del 2022 rivedono radicalmente il design dell’ala anteriore e posteriore ma potrebbero, comunque, fornire ai team un certo margine di manovra per sfruttare la flessione delle ali: “Penso che sul tema della flessibilità la situazione sia sicuramente cambiata. Le regole per gestire i componenti flessibili sono più accurate. Alcuni test, ad esempio sull’ala posteriore, saranno un po’ più difficili da superare. Alcune cose che sono successe nella prima parte dell’anno scorso hanno avuto ripercussioni sul 2022 e penso che si debba fare molta attenzione su questo aspetto. Vale anche per le ali anteriori, che saranno molto grandi sulle nuove monoposto, anche se con linee guida ferree per quanto riguarda la rigidità”.

L’ingegnere britannico pensa anche a possibili scenari che potrebbero presentarsi dopo le prime gare della prossima stagione: “Ci saranno due aspetti molto diversi sulle nuove auto, ovvero il fondo e le ali molto più grandi; strumenti con cui provare a giocare nel 2022. Forse si creeranno delle discussioni, ma non è un qualcosa che squadre e Fia stanno ignorando. E’ un’area abbastanza chiara ma nella quale dobbiamo stare attenti a dare delle regole chiare”.

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