Luigi Mazzola analizza l’ennesima difficoltà della Ferrari nel convertire gli aggiornamenti in performance. Perché McLaren e Red Bull avanzano più rapidamente? Un’analisi senza filtri. ESCLUSIVA NEWSF1.IT
Il Gran Premio di Miami ha riacceso i riflettori su una costante che, purtroppo per i tifosi di Maranello, sembra ripetersi anno dopo anno: la Ferrari fatica a convertire gli aggiornamenti in un vero e proprio salto di qualità, mentre la concorrenza, in particolare McLaren e Red Bull, progredisce a ritmi impressionanti. Dopo l’ennesimo weekend in cui il divario non si è ridotto come sperato, abbiamo chiesto all’ingegnere Luigi Mazzola, ex figura chiave in Ferrari, di analizzare questo “cliché” e le possibili ragioni dietro questa eterna rincorsa.
Il “Cliché” della Ferrari: Perché la Concorrenza Vola?
Ogni volta che si avvicina il momento cruciale degli aggiornamenti, le speranze si accendono a Maranello, salvo poi scontrarsi con una realtà in cui gli avversari sembrano fare passi avanti più rapidi e incisivi. Mazzola non nasconde la sua perplessità.
“Com’è possibile? Sarà nella metodologia di lavoro, no? Se fai le sempre la stessa cosa, otterrai sempre gli stessi risultati. Sarà una non completa comprensione di quello che effettivamente bisogna migliorare. Sarà una difficoltà nel cercare di raggiungere eventualmente i miglioramenti che sono richiesti,” riflette Mazzola.

“Difficile per me dirlo. È certo una costante, no? Hanno migliorato, perché comunque tutti hanno migliorato, poi c’è chi migliora di più e stiamo sempre là e noi non ci siamo in mezzo a quel gruppo di team che migliora di più.”
L’ingegnere sottolinea che le ragioni sono profonde e toccano diversi aspetti dello sviluppo: “I temi sono sempre quelli, Davide, per poter migliorare devi sapere dove. Chi te lo dice dove sono le indicazioni della pista e poi dopo devi trasformarli in lavoro in azienda che possa essere la galleria del vento, che può essere la dinamica del veicolo, che possa essere tanti altri aspetti, ma lo stesso software, chiaramente la stessa la stessa elettronica di gestione del motore, quindi da dove arrivano poi devono essere scaricati a terra. E dov’è il pass dov’è l’inghippo in tutto questo?”
Il Potenziale non Sfruttato e le Dichiarazioni di Vasseur
La sensazione è che la Ferrari abbia un potenziale inespresso. Le parole di Fred Vasseur, citate da Mazzola, sembrano confermare questa difficoltà nel capitalizzare la velocità della vettura.
“La Ferrari è lì, cioè perché anche in gara, no, era lì. Dopodiché il buon, se ho letto bene, Vasseur dice: ‘Finché siamo in area libera andiamo forte, poi quando ci sorpassano è finita’,” riporta Mazzola. “Eh vabbè, ma perché ti sorpassano? Cioè non, voglio dire, non si sei, cioè cioè non ho capito perché ti devono sorpassare se vai forte, no? E quindi siamo sempre lì il potenziale, dobbiamo estrarre tutto il potenziale.”
Il problema non è tanto la velocità assoluta in alcuni frangenti, quanto la capacità di mantenere tale performance sotto pressione o in condizioni di traffico, dove gli altri team riescono a “togliere via” il deficit iniziale.
L’Esempio Mercedes: Kimi Antonelli e Russell
Mazzola porta l’esempio della Mercedes per illustrare come, anche con la stessa macchina, la differenza nella sua estrazione possa essere abissale e come una vettura, se ben sviluppata, possa essere molto competitiva.
“Dopodiché Mercedes è quella che un po’ mi ha un po’ mi cioè ha dimostrato almeno con Kimi [Antonelli, ndr], chiaramente Russell sembra disperso nei meandri del deserto, no? Cioè Kimi, malgrado la stessa macchina è stato là davanti,” osserva Mazzola. “Questo voleva dire che fino a Miami questi veramente avevano dei decimi, dei gran decimi di vantaggio, no? E adesso ce l’ha ancora in qualche modo Kimi con la Mercedes senza sviluppi. Beh, adesso se metteranno pure loro gli sviluppi, diventa dura.”
La Ferrari si trova quindi ancora una volta a inseguire, in attesa di quel “salto di qualità” che sembra sempre a portata di mano ma che, puntualmente, sfugge. L’analisi di Luigi Mazzola evidenzia come la chiave del successo non sia solo portare aggiornamenti, ma comprendere appieno dove agire e, soprattutto, come tradurre la teoria in efficacia concreta in pista.
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