La scudera Ferrari non ha mai nascosto che il 2021 è stato un anno così detto “transitorio” nella sua illustre storia, concentrandosi per lo più sulla sua vettura di Formula 1 del 2022 in quella che viene considerata l’era del futuro.

Quello che ne è uscito fuori ha acceso i Tifosi quando Charles Leclerc e Carlos Sainz hanno confermato il buon momento con la prima vittoria rossa e doppietta, al Gran Premio di apertura della stagione del Bahrain.

Dietro la realizzazione della Ferrari F1-75 ci sono le menti più brillanti di Maranello, i quali sono più che soddisfatti dopo la doppietta in Sakhir.

Il direttore delle corse della Ferrari Laurent Mekies ha delineato l’etica dietro il pacchetto vincente:

“Il nostro team di corse è pronto per la stagione più lunga di sempre e forse per una delle stagioni più sorprendenti dell’ultimo decennio. Diversi regolamenti, diverse vetture, 23 gare. Sarà una sfida incredibile per tutti noi. L’anno scorso abbiamo avuto un buon vantaggio per il terzo posto nel Campionato Costruttori e, come squadra, abbiamo fatto progressi significativi. Possiamo contare sul nostro fantastico spirito di squadra e sul nostro desiderio.”

Le nuove regole hanno offerto l’opportunità alle squadre in ritardo rispetto alle due grandi – Mercedes e Red Bull – di recuperare o almeno ridurre il divario. Ci si aspettava un rimpasto gerarchico di quelle che lo scorso anno erano Mercedes e Red Bull alla pari, con la Ferrari un passo indietro insieme alla McLaren.

Ma durante l’inverno quell’ordine gerarchico è cambiato quando i team hanno escogitato soluzioni diverse per il pacchetto dei nuovi regolamenti. L’ordine gerarchico in Bahrain era Ferrari e Red Bull alla pari, con Mercedes forse nemmeno la terza migliore vettura, con Haas e Alfa Romeo che hanno sorpreso tutti indicando una PU on fire per il 2022.

Il boss del telaio della Scuderia Enrico Cardile ha fatto luce sulle sfide e sui processi che il team ha dovuto affrontare nella realizzazione della F1-75:

“Le modifiche alle regole nel 2022 sono senza dubbio le più radicali degli ultimi 40 anni. Come squadra abbiamo adottato un approccio sistemico e integrato alla sfida, definendo priorità chiare tra i tanti obiettivi, spesso in contrasto tra loro.

Parallelamente allo sviluppo dell’auto, abbiamo migliorato i nostri strumenti di simulazione, per portare la luce negli angoli bui che esistevano in passato. L’aerodinamica era sicuramente la nostra priorità numero uno. Ci siamo avvicinati con una mente aperta e abbiamo colto l’opportunità delle modifiche alle regole per andare in molte direzioni diverse, in controtendenza rispetto alle tendenze degli ultimi anni.

Questa apertura si è estesa allo sviluppo delle sospensioni: le nuove regole hanno imposto un ripensamento generale, con l’obiettivo di darci la flessibilità per gestire una concept car nuova di zecca e pneumatici con proprietà diverse da quelle utilizzate fino ad ora. In breve, sono entrate in gioco così tante variabili, che lo hanno reso un esercizio stimolante ed emozionante”, ha concluso Cardile.

Gualtieri: “Abbiamo lavorato con passione, determinazione e spirito di squadra”

Ad esprimersi, anche il capo della PU Ferrari, Enrico Gualtieri: “È stata una sfida intensa ed emozionante. Tutte le componenti sono state rivalutate: alcune sono state ottimizzate, altre decisamente innovative.

Siamo partiti dal concetto principale di ricercare la massima efficienza nel processo di trasformazione dell’energia, da quello chimico in termini di combustione a quello meccanico, all’albero motore. Abbiamo lavorato con passione, determinazione e spirito di squadra, consapevoli della responsabilità di onorare non solo gli obiettivi della nostra squadra, ma anche lo spirito di tutta l’azienda, che quest’anno festeggia il suo 75° anniversario”, ha dichiarato Gualtieri.

gp bharain ferrari
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Montecchi: “Tre fattori chiave nella progettazione e produzione della Ferrari F1-75”

Fabio Montecchi, responsabile della progettazione dei telai della Ferrari, ha avuto l’ultima parola sulla realizzazione della monoposto: “Il primo fattore chiave per la progettazione di un’auto che è così diverso dai suoi predecessori è la gestione del tempo.

Abbiamo concesso molto più tempo del solito alla fase di progettazione, esaminando a fondo tutte le modifiche alle regole per spremere ogni grammo di prestazioni, esplorando un gran numero di soluzioni attraverso studi, simulazioni e test al banco.

Il secondo fattore chiave è il coinvolgimento e l’empowerment di ogni singolo designer in modo che tutti sentano l’entusiasmo e l’unicità della sfida posta da questi enormi cambiamenti.

Il terzo fattore chiave è l’integrazione e il dialogo tra i diversi gruppi: un team che si occupa di prestazioni, un altro di progettazione, poi produzione, approvvigionamento, controllo qualità, montaggio, prove al banco, progettazione, gestione della pista e poi gli stessi piloti, con i loro feedback”, ha concluso Montecchi.

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