F1 Qatar La strategia Red Bull sui 25 giri beffa il muretto papaya. Piastri deluso, Norris trema: l’analisi del “Bar a Ruota Libera” di Newsf1.it
Amici di Newsf1.it, l’acqua va sempre al mare e la Formula 1, ancora una volta, ci regala un finale da thriller. Se pensavate che il GP del Qatar fosse una formalità, vi sbagliavate. L’intelligenza artificiale della FIA aveva previsto un “Championship Decider” ad Abu Dhabi, e così sarà.

Il capolavoro strategico Red Bull (e il disastro McLaren)
I primi 25 giri sono stati soporiferi, ma hanno nascosto la chiave di volta del mondiale. Con la regola imposta dalla FIA dei massimo 18 giri per set di gomme (o 25 totali in certi stint per sicurezza), la Red Bull ha dato una lezione di matematica alla McLaren.
Al muretto di Milton Keynes hanno fatto un semplice “uno più uno”: con l’ingresso della Safety Car per l’incidente Gasly-Hulkenberg, Verstappen è stato richiamato immediatamente. Una mossa logica, quasi banale, che però la McLaren non ha copiato, peccando forse di presunzione o mancanza di freddezza.
Il risultato? Verstappen, con la sua solita fame da “cannibale”, ha ribaltato l’inerzia di un weekend che vedeva le McLaren, e soprattutto Oscar Piastri, dominanti.

Il “Caso” Piastri: un talento sacrificato?
C’è un velo di grigio nel box McLaren. Oscar Piastri, autore della Pole e vincitore della Sprint, è apparso come l’ombra di se stesso a fine gara. Non per la prestazione – eccellente – ma per il clima.
Mentre Verstappen festeggiava, Piastri sembrava un corpo estraneo, quasi un “incomodo” nella lotta al titolo del compagno Norris. La sensazione, discussa nel nostro post-gara, è che la McLaren non abbia gestito l’aspetto umano: facce lunghe nel box anche dopo la Pole, come se la velocità dell’australiano fosse un problema per le ambizioni di Lando.
Verso Abu Dhabi: 12 punti di fuoco
Ora ci troviamo con una classifica cortissima. Se le cose fossero andate linearmente, senza l’errore strategico, Norris avrebbe potuto chiudere i giochi. Invece, si va ad Abu Dhabi con un distacco minimo (circa 12 punti ipotetici in base al calcolo discusso).
Se Verstappen vince l’ultima gara, a Norris non basterà arrivare piazzato. E con un Max tornato “leone” e una Red Bull che sfrutta ogni millimetro del regolamento, l’inerzia è tutta verso l’olandese.
La domanda per i tifosi è: Norris reggerà la pressione o penserà ancora a quell’errore in Canada che oggi pesa come un macigno? Ci vediamo al traguardo.
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