La FIA introduce una nuova limitazione sui cerchi di Formula 1 dal 2027: non sarà più possibile utilizzare specifiche differenti tra qualifica e gara. La notizia, riportata da The Race, riporta l’attenzione sui cerchi posteriori BBS della Ferrari SF-26. Ma qual è la loro vera funzione? In Race Tech avevamo analizzato la soluzione con l’ingegnere Riccardo Romanelli, arrivando a una conclusione precisa: il principale obiettivo potrebbe essere aerodinamico, non semplicemente termico.
- FIA, dal 2027 cambia il regolamento sui cerchi
- I nuovi cerchi posteriori Ferrari: cosa avevamo scoperto in Race Tech
- Romanelli: perché la funzione aerodinamica è fondamentale
- Il vantaggio Ferrari non dipende soltanto dai cerchi
- Cosa cambia davvero per Ferrari dal 2027?
- La nostra analisi resta attuale: non soltanto una questione di temperature
FIA, dal 2027 cambia il regolamento sui cerchi
Dal 2027 la Formula 1 dovrà fare i conti con una nuova limitazione tecnica relativa ai cerchi. Come riportato da The Race, la FIA ha approvato una modifica regolamentare che impedirà alle squadre di utilizzare specifiche differenti tra qualifica e gara.
La novità riguarda una delle aree di sviluppo che hanno attirato l’attenzione durante la stagione 2026. I cerchi non sono infatti soltanto elementi strutturali della ruota, ma componenti che possono influenzare diversi aspetti del comportamento della monoposto.
La modifica entrerà in vigore dal 2027 e limiterà la possibilità di adattare la configurazione dei cerchi alle differenti esigenze delle sessioni.
È importante chiarire un aspetto: non si tratta del divieto generalizzato di tutti i cerchi aerodinamici, ma di una limitazione alle specifiche utilizzabili tra qualifica e gara. La norma non dimostra, di per sé, che una particolare soluzione sia irregolare.
Ed è proprio in questo contesto che torna d’attualità il lavoro svolto da Ferrari sui cerchi posteriori BBS della SF-26.

I nuovi cerchi posteriori Ferrari: cosa avevamo scoperto in Race Tech
Nel nostro approfondimento Ferrari, cosa cambia davvero con i nuovi cerchi posteriori, pubblicato il 20 giugno 2026, avevamo analizzato una delle novità tecniche più discusse della monoposto di Maranello.
Il nuovo disegno dei cerchi posteriori aveva attirato l’attenzione degli osservatori, soprattutto per i possibili effetti sulla gestione termica degli pneumatici. L’interpretazione più immediata era che Ferrari avesse lavorato principalmente per controllare le temperature delle gomme posteriori.
Durante la puntata di Race Tech dedicata agli aggiornamenti della SF-26, l’ingegnere Riccardo Romanelli aveva però proposto una chiave di lettura differente.
Il punto centrale della nostra analisi era che l’obiettivo principale dei nuovi cerchi potesse essere aerodinamico.
Una distinzione importante, perché la ruota posteriore rappresenta una delle aree più complesse da gestire dal punto di vista dei flussi. La sua rotazione genera una scia che interagisce con il fondo, il diffusore e le altre superfici della monoposto.
Intervenire sulla geometria del cerchio può contribuire a modificare il comportamento dell’aria in questa zona, con possibili conseguenze sull’efficienza aerodinamica complessiva.
Per questo motivo, limitarsi a descrivere la soluzione Ferrari come un sistema pensato esclusivamente per raffreddare o riscaldare gli pneumatici rischia di essere riduttivo.
Romanelli: perché la funzione aerodinamica è fondamentale
L’analisi sviluppata in Race Tech partiva da un concetto essenziale: in Formula 1 ogni componente deve essere valutato nel contesto del funzionamento complessivo della vettura.
Il cerchio si trova in una posizione particolarmente delicata. La ruota genera turbolenze, influenza la scia posteriore e condiziona il modo in cui l’aria raggiunge le superfici aerodinamiche che producono carico.
Una modifica della sua geometria può quindi avere ripercussioni che vanno oltre il comportamento dello pneumatico.
Nel caso della SF-26, l’ipotesi discussa con Romanelli era che Ferrari avesse lavorato soprattutto sulla gestione dei flussi attorno alla ruota posteriore, cercando di migliorare l’interazione aerodinamica con la parte terminale della vettura.
Questo non esclude eventuali effetti sulla temperatura delle gomme. Aerodinamica e gestione termica possono interagire, ma non sono concetti equivalenti e non è corretto attribuire automaticamente ogni beneficio osservato a un solo fattore.
È proprio questa la distinzione tecnica che avevamo evidenziato nel nostro approfondimento.
Il vantaggio Ferrari non dipende soltanto dai cerchi
Un altro aspetto importante riguarda i risultati ottenuti dalla SF-26 in pista.
Dopo gli aggiornamenti introdotti a Barcellona, Lewis Hamilton aveva mostrato una gestione degli pneumatici particolarmente efficace. Sarebbe tuttavia sbagliato attribuire quel comportamento esclusivamente ai nuovi cerchi posteriori.
Come avevamo spiegato nella nostra analisi, il rendimento della monoposto deve essere valutato considerando l’intero pacchetto tecnico: fondo, ali, pance, comportamento aerodinamico e caratteristiche del circuito.
I cerchi possono rappresentare un tassello importante di questo lavoro, ma non costituiscono necessariamente una soluzione isolata capace di spiegare da sola il miglioramento della vettura.
La prestazione nasce dall’interazione tra più componenti e dalla capacità di farli funzionare nella stessa finestra operativa.
Cosa cambia davvero per Ferrari dal 2027?
La nuova limitazione regolamentare riporta l’attenzione sui cerchi, ma non permette ancora di stabilire quanto Ferrari perderà in termini di prestazione.
Il divieto di utilizzare specifiche differenti tra qualifica e gara riduce una possibilità di sviluppo per le squadre interessate. Non significa però che ogni vantaggio associato alla geometria dei cerchi verrà automaticamente cancellato.
Se una soluzione offre benefici aerodinamici attraverso la propria geometria, questi benefici non scompaiono necessariamente per effetto di una norma che limita il cambio di specifica tra le sessioni.
Per capire l’impatto reale bisognerà conoscere nel dettaglio il testo regolamentare applicabile, le configurazioni che i team potranno utilizzare e le scelte tecniche che verranno adottate nel 2027.
La questione centrale resta quindi distinguere il vincolo regolamentare dalla funzione tecnica del componente.
La nostra analisi resta attuale: non soltanto una questione di temperature
La notizia riportata da The Race riporta sotto i riflettori una soluzione che avevamo già approfondito in Race Tech.
Il lavoro svolto con Riccardo Romanelli aveva messo in evidenza un elemento spesso trascurato nel dibattito sui nuovi cerchi Ferrari: la loro possibile funzione aerodinamica.
La gestione termica degli pneumatici è certamente importante, ma non basta da sola a spiegare il ruolo di un componente collocato in una zona così delicata della monoposto.
La vera questione tecnica è capire quale contributo derivi dalla gestione dei flussi e quale, eventualmente, dal comportamento termico della ruota.
La modifica regolamentare del 2027 limita la possibilità di utilizzare configurazioni differenti tra qualifica e gara. Non dimostra che i cerchi Ferrari fossero irregolari e non stabilisce quale fosse il loro obiettivo principale.
Per questo la nostra analisi conserva la sua utilità: prima di parlare di un semplice sistema per gestire le temperature, è necessario considerare il componente all’interno dell’intero progetto aerodinamico della SF-26.
Guarda la puntata di Race Tech
Per approfondire l’analisi dei cerchi posteriori Ferrari e il ragionamento tecnico di Riccardo Romanelli, guarda la puntata di Race Tech dedicata agli aggiornamenti della SF-26.
Guarda Race Tech su YouTube – Il caso dei nuovi cerchi posteriori Ferrari
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