Tra gli aggiornamenti introdotti dalla Ferrari nelle ultime gare, uno dei più discussi riguarda il nuovo design dei cerchi posteriori forniti da BBS. Nel paddock si è rapidamente diffusa l’ipotesi che la modifica possa aiutare la gestione termica degli pneumatici posteriori, ma l’analisi tecnica suggerisce uno scenario più complesso. Secondo l’ingegnere Riccardo Romanelli, infatti, il vero obiettivo potrebbe essere principalmente aerodinamico.
- I nuovi cerchi Ferrari sotto la lente degli osservatori
- Perché la gestione delle gomme è diventata cruciale
- Guarda la puntata completa di Race Tech dal 08:42 Il caso dei nuovi cerchi posteriori Ferrari
- L’interpretazione regolamentare della modifica
- Romanelli: “L’obiettivo è soprattutto aerodinamico”
- Il passo gara Ferrari racconta una storia diversa
- Un dettaglio che potrebbe nascondere molto di più
- Analisi finale
I nuovi cerchi Ferrari sotto la lente degli osservatori
La vittoria conquistata da Lewis Hamilton a Barcellona ha acceso l’attenzione non soltanto sugli aggiornamenti aerodinamici della SF-26, ma anche su alcuni dettagli apparentemente secondari.
Tra questi spicca il nuovo disegno dei cerchi posteriori BBS utilizzati dalla Ferrari. Una modifica che non è passata inosservata agli addetti ai lavori e che ha generato numerose discussioni nel paddock.
L’interesse nasce soprattutto dalla possibilità che il nuovo design possa influenzare il comportamento termico degli pneumatici posteriori, un aspetto fondamentale nell’attuale Formula 1.

Perché la gestione delle gomme è diventata cruciale
Le moderne monoposto scaricano al posteriore una quantità enorme di energia.
La trazione in uscita dalle curve, combinata con la potenza del sistema ibrido, tende a generare temperature elevate sugli pneumatici posteriori. Quando le gomme iniziano a surriscaldarsi, il grip diminuisce e aumenta il rischio di scivolamento.
Questo fenomeno crea un circolo vizioso: più la gomma scivola, più si scalda, accelerando il degrado della mescola.
Per questo motivo qualsiasi soluzione in grado di controllare meglio le temperature rappresenta un vantaggio potenzialmente importante.
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dal 08:42 Il caso dei nuovi cerchi posteriori Ferrari
L’interpretazione regolamentare della modifica
Uno dei punti più discussi riguarda il regolamento tecnico FIA.
Le norme consentono ai team una certa libertà nella progettazione dei cerchi, ma vietano esplicitamente l’introduzione di soluzioni progettate esclusivamente per funzionare come sistemi di accumulo o scambio termico.
In altre parole, una squadra non può trasformare il cerchio in uno scambiatore di calore mascherato.
Questo aspetto è fondamentale per comprendere la vera natura dell’aggiornamento Ferrari, perché qualsiasi vantaggio termico ottenuto deve essere una conseguenza indiretta della progettazione e non l’obiettivo principale della modifica.
Romanelli: “L’obiettivo è soprattutto aerodinamico”
Secondo l’analisi di Riccardo Romanelli, la spiegazione più plausibile è che Ferrari abbia lavorato principalmente sull’aerodinamica della ruota posteriore.
La zona del cerchio rappresenta infatti un elemento molto importante nella gestione delle turbolenze generate dalle gomme. Migliorare il comportamento dei flussi in quest’area può influenzare l’efficienza complessiva della monoposto.
La nuova configurazione potrebbe quindi contribuire a controllare meglio la scia prodotta dalla ruota posteriore, ottimizzando il comportamento dell’aria che raggiunge il diffusore e la parte terminale del fondo.
In questo scenario, eventuali benefici sulla temperatura degli pneumatici sarebbero una conseguenza indiretta del miglioramento aerodinamico.

Il passo gara Ferrari racconta una storia diversa
Osservando il Gran Premio di Barcellona emerge un dato particolarmente interessante.
Hamilton ha mostrato una gestione degli pneumatici molto efficace durante tutti gli stint di gara. Tuttavia attribuire questo risultato esclusivamente ai nuovi cerchi sarebbe probabilmente riduttivo.
Secondo Romanelli, il miglioramento osservato è più coerente con l’effetto combinato del nuovo pacchetto aerodinamico introdotto dalla Ferrari.
Le modifiche all’ala anteriore, al fondo e alle pance hanno probabilmente aumentato il carico e la stabilità della vettura, consentendo una gestione più efficiente delle gomme durante l’intera distanza di gara.
Un dettaglio che potrebbe nascondere molto di più
In Formula 1 i dettagli raramente sono casuali.
Anche una modifica apparentemente limitata come quella dei cerchi posteriori può essere parte di una strategia di sviluppo molto più ampia.
La Ferrari sembra aver lavorato sull’interazione tra aerodinamica, gestione dei flussi e comportamento degli pneumatici, cercando di ottenere vantaggi in più aree contemporaneamente.
Per questo motivo il nuovo design dei cerchi va probabilmente considerato come un tassello di un progetto complessivo e non come una soluzione isolata.
Analisi finale
I nuovi cerchi posteriori Ferrari stanno alimentando numerose discussioni nel paddock, ma l’analisi tecnica suggerisce prudenza. Sebbene possano contribuire indirettamente alla gestione termica degli pneumatici, il loro principale obiettivo sembra essere il miglioramento dell’efficienza aerodinamica nella delicata zona delle ruote posteriori. La vera forza della SF-26 appare infatti legata all’intero pacchetto di aggiornamenti introdotto da Maranello, piuttosto che a una singola soluzione tecnica. Se i risultati di Barcellona saranno confermati nelle prossime gare, anche questo dettaglio potrebbe rivelarsi una parte importante della crescita Ferrari.
Fonte
Race Tech 155 – Analisi tecnica di Riccardo Romanelli e NewsF1.
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