F1 La FIA, analizzando tutti i dati circa le soste degli ultimi GP per i cambi gomme, ha introdotto una nuova “regola“: adottare tempi di reazione umani fra il momento in cui il meccanico stacca il cric e il pilota che riceva il semaforo verde per ripartire. Ci vogliono almeno 0″2.

“Sono troppo veloci”, ha dichiarato la FIA, ed è per questo che dal GP d’Ungheria i pit stop verranno “rallentati”. In che senso? Ve lo spiego.

Le analisi fatte nelle ultime settimane hanno rivelato che durante i cambi gomme ci sono tempi di reazione che lasciano percepire che il livello di automazione di alcune procedure sia maggiore di quello concesso dalle regole in vigore. Il regolamento tecnico di F1, infatti, contiene un chiaro riferimento ai pit stop nel quale si afferma che: “I dispositivi utilizzati per montare o rimuovere i dadi di fissaggio delle ruote possono essere alimentati solo da aria compressa o azoto. Qualsiasi sistema di sensori può agire solo passivamente“.

In una nota della Federazione inviata a tutti i team prima del GP di Stiria, si specifica che dalla gara di Budapest in agosto le procedure dei pit stop dovranno avere delle tolleranze tali da consentire tempi di reazione umani.

In particolare si specifica che bisognerà adottare tempi di reazione umani fra il momento in cui il meccanico stacca il cric e il pilota che riceva il semaforo verde per ripartire. Ci vogliono almeno 0″2. “Per ragioni di sicurezza – si spiega nella nota – ci aspetteremmo che lo scarto minimo fra l’inizio della procedura di sgancio del cric e il segnale verde al pilota sia di almeno 0”2″.

La FIA, infine, ha deciso di consentire tre Gran Premi ai Team per adeguare le proprie procedure, lasciando loro la possibilità di intervenire sui pit stop con tutto il tempo necessario.

Questo nuovo punto di vista arriva anche dai due Team Principal protagonisti. Christian Horner della Red Bull crede che i “nuovi” pit stop siano un segno dell’innovazione e della competizione della F1. Ma il capo della Mercedes Toto Wolff ha sostenuto che con una differenza così piccola tra i tempi medi dei pit stop non c’è abbastanza differenziazione delle prestazioni.

Questa ennesima innovazione è frutto dei tanti cambiamenti che stanno avvenendo in questa importante categoria. L’obiettivo principale è sempre e solo uno: la spettacolarità e la competitività tra tutti i team.

Ma quanto davvero faranno la differenza un paio di decimi di secondo in termini di esito della gara? Tanto, tutto o niente? I secondi sono il cuore del motorsport, ma perché non cercare altre soluzioni per poter rallentare i pit stop rendendoli, così, più interessanti con il fattore errore che salirebbe a livelli determinanti?

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